Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

26 gennaio 2001
Domanda 26 gennaio 2001
Il 7 dicembre scorso, presso l'ufficio postale 6 di Piacenza (dove possedevo un libretto di risparmio nominativo) ho fatto i documenti per aprire un conto corrente bancoposta, ho fornito tutti i documenti e firmato tutti i moduli. Il giorno 9 Gennaio scorso ricevo una raccomandata A.R. delle Poste Italiane SpA, non firmata ne' siglata in alcun modo che recita.
"Con la presente Le comunichiamo che, nostro malgrado, non ci e' consentito proseguire nel rapporto di conto BancoPosta avviato su sua richiesta con la sottoscrizione dell'apposito contratto presso l'Ufficio Postale di PIACENZA SUCC.6 in data 7/12/00. Tale rapporto dovra' quindi considerarsi estinto decorsi 15 (quindici) giorni dal ricevimento della presente, ai sensi dell'art. 5, comma 2, delle "Condizioni Particolari e Servizi Aggiuntivi, regolanti il conto BancoPosta.
Senza nessuna ulteriore motivazione.
Faccio presente che non ho richiesto niente di particolare, e soprattutto nessun affidamento.
Vi chiedo:
Poste Italiane, possono rifiutarmi un prodtto/servizio venduto pubblicamente? Se si non sono tenuti comunque a motivarlo?
Siccome anche per principio di coerenza civile vorrei far valere i miei diritti, cosa mi consigliate di fare?

Risposta ADUC
Se fossero obbligati -le poste o le banche- ad esaudire ogni richiesta, diventerebbero una societa' di mutuo soccorso: invece, sono degli affaristi.
Ne' lei, ne' le poste, dovete annunciare la motivazione per cui recedete: quello che conta, e' che le condizioni applicate nei confronti dell'una e dell'altra parte siano le medesime.
Se invece ci fossero delle divergenze di trattamento, la contestazione sarebbe possibile, ma non per la chiusura del conto in se', bensi' per il comportamento discriminatorio.
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