Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
30 settembre 2006
Gentile ADUC,vi voglio sottoporre un quesito.Giorno 18 settembre mi trovavo a Trastevere con degli amici e incuriositi dal nome siamo entrati al ristorante denominato "Cencio la parolaccia": Qui ci ha accolti un signore col microfono che ci ha apostrofava in dialetto romanesco.Seduti al tavolo i camerieri ci lanciavano le posate in malo modo e ci intimavano, diciamo di non fare storie e mangiare tutto quello che ci portavano, anche se non avevamo avuto il tempo di ordinare niente.Inoltre non ci hanno fornito ne' listino prezzi, e non vi era nessuna indicazione del menu' del giorno ne' del suo prezzo.La serata e' proseguita e tra una battuta e l'altra ci hanno portato una cena completa totalmente decisa da loro.Al momento di chiedere il conto pero' abbiamo avuto un'amara sorpresa:ci e' stata presentata una fattura con un "prezzo concordato"(ma invece deciso unilateralmente da loro) di € 40,00 a persona.E' evidente che siamo stati abilmente raggirati e come noi lo sono state un sacco di altre persone.Che tutele ci spettano e che diritti abbiamo quando entriamo in un ristorante?E soprattutto,possiamo ottenere un rimborso della cifra esosa che abbiamo dovuto pagare? Grazie in anticipo per un vostra risposta. A presto.
Ivana, da Noto
Ivana, da Noto
Risposta ADUC
Il ristorante, come esercizio pubblico, deve obbligatoriamente esporre il listino prezzi nel locale. Se non lo fa, la cosa puo' essere segnalata -al momento - ai vigili. L'esosita' della cifra richiesta, in questo contesto e considerato quanto gia' detto, non e' di per se' elemento determinante. Siamo certi che lei, come praticante avvocato, trovera' facilmente tutti i riferimenti giuridici al riguardo.
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