Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
29 settembre 2006
Salve a tutti, vorrei raccontarvi la mia esperienza con Bancoposta. In data 4 Settembre c.m. ricevo un email dal sito Porrellpartners.biz, dove mi si invita a compilare un form web, con i miei dati anagrafici ivi compreso il codice Iban del mio conto corrente postale Bancoposta. Senza pensarci su, compilo il modulo. Pochi giorni dopo ricevo una telefona dove mi si dice se sono intenzionato ad accettare il lavoro con la suddetta ditta. Passano pochi giorni e ricevo un'email dove mi si dice che sono stati accreditati sul mio c/c Bancoposta 2500 euro e mi si dice di spedirli tramite Western Union, cosa che prontamente faccio ignaro del fatto che si traffi di una truffa on line. In data 11/09 viene effettuato il bonifico, in data 15/09 il denaro è reso disponibile sul mio c/c. Mi reco alla mia filiale dove l'impiegata adduce una
scusa dicendo che mancava la linea e perciò non potevano fare operazioni. Solo dopo 1 settimana scopro che era una bugia. Nel pomeriggio del 15/09 allora, mi reco alla sede centrale delle poste della mia città e li riesco a prelevare la somma, subito dopo vado in banca e faccio il versamento tramite Western Union. Una settimana dopo mi rendo conto di essere stato truffato, cercando su google trovo su antipishing.it che porrellpartners è una finta banca, che in pratica ricicla denaro utilizzando i c/c di ignari utenti per fare transitare il denaro, trovo pure una pagine web delle poste dove questa finta banca viene menzionata. Prontamente chiamo il call center delle poste al numero verde 803160 e apro una pratica, mi reco nella mia filiale dove mi dicono che loro non possono fare nulla e mi mandano nella filiale centrale della mia città. Parlo con una signora che lavora li e che si occupa della mia pratica che mi dice che le poste erano allertate del mio bonifico sospetto dato che l'intestatario del conto a cui avevano rubato i soldi e versati sul mio c/c aveva sporto denuncia e in data 13/09 la banca San Paolo Imi aveva chiesto alla sede centrale di Roma delle Poste Italiane di bloccare il bonifico a mio favore. Mi dice anche che mi era stato detto che l'impiegata delle poste mi aveva mentito sul fatto che mancasse la linea il giorno il 15/09 perchè erano in allerta e che praticamente pensavano che fossi io il truffatore. Sporgo denuncia alla polizia postale, che mi consiglia di contattare il correntista San Paolo IMI per chiedergli di togliermi la querela appena farò un bonifico a suo favore per l'importo di 2500 euro. Le poste si rifiutano di fornirmi i dati del correntista per via della legge sulla privacy, mi promettono che contatteranno la banca che a sua volta contatterà il cliente in modo che lui possa avere il mio numero telefonico. Ieri in mattinata ricevo una lettera dalle poste dove mi si informa che ho ricevuto il bonifico di euro 2500 dal Signor X... Residente in Y... In base a queste informazioni, tramite Google risalgo alla banca dove il Signor X ha il c/c, lascio il mio numero di telefono, poco dopo vengo contattato da una signorina che si occupa della pratica del Signor X, mi spiega che l'istituto San Paolo IMI ha chiesto il blocco del bonifico in data 13/09, che le Poste Italiane avrebbero dovuto bloccarlo prontamente, ma non l'hanno fatto, visto che c'era tempo e i soldi erano ancora sul mio c/c. Ora mi trovo indagato per accesso abusivo a sistema informatico (legge 615 comma ter) e riciclaggio reati che non ho assolutamente commesso, bastava che la mia filiale, nella persona della direttrice mi facesse presente che sul mio c/c v'era stato un accredito sospetto invece di addurre scuse che mancava la linea dati. Leggendo su altri forum son venuto a conoscenza che questa è la prassi da seguire e cioè avvisare i propri clienti riguardo versamenti sospetti. Fortunatamene son riuscito a contattare il Signor X a cui ho chiesto di togliermi la querela appena riceverà i soldi sul suo c/c in modo che la pratica non prosegua per le vie legali e mostrando la mia buona fede nel risarcirlo. Ora vorrei sapere perchè le poste non hanno bloccato il mio conto, visto che vi è stata una richiesta da parte dell'istrituto San Paolo IMI in data 13/09, oltre al danno economico vi è quella penale dato che sono a tutti gli effetti indagato per reati che non ho commesso. Alle poste mi hanno detto che loro hanno sbagliato nel non bloccarlo, che sono certi della mia buona fede (e ci mancherebbe). Vorrei sapere se è possibile essere risarcito dalle poste dato che loro non hanno vigilato e per motivi burocratici o chissà cos'altro non hanno bloccato il bonifico del signor X a mio favore. Se non mi fossi accorto di essere stato truffato, non mi fossi recato alle poste, e a sporgere denuncia presentando tutte le mail ricevuto da questi truffatori Porellpartners, non sarei venuto a conoscenza del fatto che c'era un indagine a mio carico, dato che le poste ad oggi non hanno bloccato il mio c/c. Sarei grato se qualcuno mi dicesse se poste italiane dovrebbe risarcirmi, viste le proprie inadempienze, io verserò i soldi al Signor X nei prossimi giorni, la stessa persona che lavora alle poste è imbarazzata del fatto che loro non abbiano bloccato il bonifico, ciò presuppone il fatto che non hanno ottemperato in maniera adeguata, lei stessa lo ammette e ciò mi è stato confermato anche dalla direttrice della banca San Paolo che mi ha fatto presente che Poste Italiane in base alla loro richiesta avrebbe dovuto bloccare il bonifico. Vorrei sapere se è possibile essere risarciti in casi come il mio e se a qualcuno è capitato una cosa analoga, diffidate gente dai servizi Bancoposta, per loro siete potenziali truffatori, mica clienti da contattare nel caso ci sia qualcosa di sospettoso nei vs. c/c. Scusate il post eccessivamente lungo ma è giusto per spiegare ciò che mi è capitato. Saluti.
scusa dicendo che mancava la linea e perciò non potevano fare operazioni. Solo dopo 1 settimana scopro che era una bugia. Nel pomeriggio del 15/09 allora, mi reco alla sede centrale delle poste della mia città e li riesco a prelevare la somma, subito dopo vado in banca e faccio il versamento tramite Western Union. Una settimana dopo mi rendo conto di essere stato truffato, cercando su google trovo su antipishing.it che porrellpartners è una finta banca, che in pratica ricicla denaro utilizzando i c/c di ignari utenti per fare transitare il denaro, trovo pure una pagine web delle poste dove questa finta banca viene menzionata. Prontamente chiamo il call center delle poste al numero verde 803160 e apro una pratica, mi reco nella mia filiale dove mi dicono che loro non possono fare nulla e mi mandano nella filiale centrale della mia città. Parlo con una signora che lavora li e che si occupa della mia pratica che mi dice che le poste erano allertate del mio bonifico sospetto dato che l'intestatario del conto a cui avevano rubato i soldi e versati sul mio c/c aveva sporto denuncia e in data 13/09 la banca San Paolo Imi aveva chiesto alla sede centrale di Roma delle Poste Italiane di bloccare il bonifico a mio favore. Mi dice anche che mi era stato detto che l'impiegata delle poste mi aveva mentito sul fatto che mancasse la linea il giorno il 15/09 perchè erano in allerta e che praticamente pensavano che fossi io il truffatore. Sporgo denuncia alla polizia postale, che mi consiglia di contattare il correntista San Paolo IMI per chiedergli di togliermi la querela appena farò un bonifico a suo favore per l'importo di 2500 euro. Le poste si rifiutano di fornirmi i dati del correntista per via della legge sulla privacy, mi promettono che contatteranno la banca che a sua volta contatterà il cliente in modo che lui possa avere il mio numero telefonico. Ieri in mattinata ricevo una lettera dalle poste dove mi si informa che ho ricevuto il bonifico di euro 2500 dal Signor X... Residente in Y... In base a queste informazioni, tramite Google risalgo alla banca dove il Signor X ha il c/c, lascio il mio numero di telefono, poco dopo vengo contattato da una signorina che si occupa della pratica del Signor X, mi spiega che l'istituto San Paolo IMI ha chiesto il blocco del bonifico in data 13/09, che le Poste Italiane avrebbero dovuto bloccarlo prontamente, ma non l'hanno fatto, visto che c'era tempo e i soldi erano ancora sul mio c/c. Ora mi trovo indagato per accesso abusivo a sistema informatico (legge 615 comma ter) e riciclaggio reati che non ho assolutamente commesso, bastava che la mia filiale, nella persona della direttrice mi facesse presente che sul mio c/c v'era stato un accredito sospetto invece di addurre scuse che mancava la linea dati. Leggendo su altri forum son venuto a conoscenza che questa è la prassi da seguire e cioè avvisare i propri clienti riguardo versamenti sospetti. Fortunatamene son riuscito a contattare il Signor X a cui ho chiesto di togliermi la querela appena riceverà i soldi sul suo c/c in modo che la pratica non prosegua per le vie legali e mostrando la mia buona fede nel risarcirlo. Ora vorrei sapere perchè le poste non hanno bloccato il mio conto, visto che vi è stata una richiesta da parte dell'istrituto San Paolo IMI in data 13/09, oltre al danno economico vi è quella penale dato che sono a tutti gli effetti indagato per reati che non ho commesso. Alle poste mi hanno detto che loro hanno sbagliato nel non bloccarlo, che sono certi della mia buona fede (e ci mancherebbe). Vorrei sapere se è possibile essere risarcito dalle poste dato che loro non hanno vigilato e per motivi burocratici o chissà cos'altro non hanno bloccato il bonifico del signor X a mio favore. Se non mi fossi accorto di essere stato truffato, non mi fossi recato alle poste, e a sporgere denuncia presentando tutte le mail ricevuto da questi truffatori Porellpartners, non sarei venuto a conoscenza del fatto che c'era un indagine a mio carico, dato che le poste ad oggi non hanno bloccato il mio c/c. Sarei grato se qualcuno mi dicesse se poste italiane dovrebbe risarcirmi, viste le proprie inadempienze, io verserò i soldi al Signor X nei prossimi giorni, la stessa persona che lavora alle poste è imbarazzata del fatto che loro non abbiano bloccato il bonifico, ciò presuppone il fatto che non hanno ottemperato in maniera adeguata, lei stessa lo ammette e ciò mi è stato confermato anche dalla direttrice della banca San Paolo che mi ha fatto presente che Poste Italiane in base alla loro richiesta avrebbe dovuto bloccare il bonifico. Vorrei sapere se è possibile essere risarciti in casi come il mio e se a qualcuno è capitato una cosa analoga, diffidate gente dai servizi Bancoposta, per loro siete potenziali truffatori, mica clienti da contattare nel caso ci sia qualcosa di sospettoso nei vs. c/c. Scusate il post eccessivamente lungo ma è giusto per spiegare ciò che mi è capitato. Saluti.
Risposta ADUC
Si', il suo messaggio e' troppo lungo. Se vuole essere ascoltato e avere repliche, e' inutile essere cosi' prolissi. Comunque noi lo abbiamo letto tutto e le possiamo dire che la questione e' complicata e non ce la puo' fare a gestirla da solo: ha bisogno di un avvocato di fiducia.
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