Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
25 settembre 2006
Abbiamo recentemente acquistato un'automobile con un allestimento speciale dalla "Tecno Drive" di Roma per poter trasportare agevolmente mio marito, invalido grave, sulla sedia a rotelle. All'epoca avevamo in mano un riconoscimento dell'invalidita' al 100% con accompagnamento, insufficiente comunque ad ottenere l'agevolazione fiscale prevista dalle leggi vigenti relativa al pagamento di un IVA al 4%, in luogo del normale 20%. Abbiamo inoltrato all'ufficio invalidi la domanda per ottenere il documento necessario ed abbiamo chiesto alla Tecno Drive l'impegno ad aspettare i tempi burocratici. Nel Dicembre 2005 ci viene chiesto un acconto dalla suddetta societa' per prenotare la macchina. Volendo effettuare la "richiesta di contributo per l'acquisto di strumenti tecnologicamente avanzati" previsti dalla regione Lombardia (legge regionale 23/99) abbiamo deciso di pagare come acconto l'intero importo dell'allestimento speciale. Ci e' quindi stato richiesto un bonifico di 10940,23 euro che noi abbiamo regolarmente versato. Solo all'arrivo della fattura ci siamo resi conto che la Tecno Drive aveva, senza avvertirci preventivamente, applicato l'IVA al 20% anziche' al 4%. A seguito delle nostre rimostranze siamo stati rassicurati sul fatto che al momento del saldo avremmo recuperato la cifra indebitamente versata in eccesso. Successivamente, nonostante nel frattempo fosse pervenuto il documento mancante, questo pero' non e' avvenuto. Ci siamo quindi trovati a pagare 1500 euro circa in piu', indebitamente versati alla agenzia delle entrate. Ci siamo informati presso l'agenzia delle entrate sulle modalita' di recupero di tale somma. Ci e' stato detto che il rimborso era possibile, ma doveva essere richiesto dal titolare della partita IVA, ovvero dalla Tecno Drive. Contattando pero' la suddetta societa', ci siamo pero' resi conto che questa non ha intenzione di impegnarsi in questo senso. Temiamo che ci sia una scadenza per la presentazione della domanda di rimborso e che questi 1500 euro possano essere definitivamente persi. Cosa dobbiamo fare? A chi ci possiamo rivolgere? Ci sono gli estremi per un'azione legale? Conviene muoversi in questa direzione o, a conti fatti, potrebbe finire solo per essere una perdita di tempo e di soldi? Certa della vostra attenzione vi ringrazio e vi porgo cordiali saluti.
Nunzia, da Paderno Dugnano
Nunzia, da Paderno Dugnano
Risposta ADUC
In teoria l'azienda non ha interesse ad opporsi al rimborso. Non ci perde niente, solo il tempo delle pratiche, trattandosi di iva che deve versare per suo conto. Dunque, intimi con raccomandata ar il rimborso, avvertendo che in difetto, visto l'errore loro, sara' costretta ad adire le vie legali:
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