Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

22 settembre 2006
Domanda 22 settembre 2006
Vorrei segnalare che c'e' qualcosa di strano nel mercato dell'adsl.
1. non si capisce perche' i contratti attualemente predisposti dai provider operanti in Italia indicano la banda massima e non quella minima come dovrebbe essere. Cioe' si prevede una banda "fino a 640 kb per secondo" il che significa che qualunque valore inferiore va comunque bene e non costituisce inadempimento contrattuale. La cosa e' assurda in quanto il contraente ha interesse a conoscere quello che gli viene garantito per certo a fronte del suo pagamento altrettanto certo e quindi il limite inferiore; se poi riesce ad attenere di piu' tanto meglio ma una banda minima gli viene comnunque garantita. Qui siamo invece in presenza non di un contratto sinallagmatico ma di un contratto aleatorio perche' il cliente paga un canone certo a fornte di una prestazione incerta ma comunque legittima. Viceversa un contratto serio dovrebbe prevedere una banda "DA 640 kbps" (o magari da un valore inferiore ma comunque certo); e cioe' sicuramente la compagnia garantisce 640 kbps; se poi riesce a dare magari sporadicamente una banda superiore tanto meglio ma i 640 kbps sono assicurati.
2. Ma questo non e' neppure il problema piu' grave. La cosa peggiore e' che i contratti disponibili sul mercato sono tutti standardizzati anche nella durata minima che e' di 12 mesi. Ovvero se io mi accorgo che il servizio funziona male e quindi voglio passare ad altro operatore non posso recedere dal contratto prima di 12 mesi dalla stipula (o meglio posso recedere pagando le mensilita' residue). E devo anche ricordarmi di dare disdetta entro 60 giorni dalla scadenza altrimenti nti il contratto si rinnova automaticamente per altri 12 mesi in cui rimango bloccato. Non mi risultano ragione tecniche che impongono durate minime. A fine contratto c'e' da "staccare la portante" che dovrebbe essere semplicemente un filo di rame che e' stato attacato all'inizio del contratto, e non vedo quale difficolta tecnica o economica possa comportare. E' molto piu' facile pensare invece che i 12 mesi obbligatori costituiscono semplicemente un intralcio al cambio di provider in modo che ognuno si tiene i suoi clienti e tutti gli peratori sono ugualmente inefficienti. Questa spiega anche le campagne pubblicitarie o le continue telefonate a casa di provider in cerca di nuova clientela. Il difficle infatti e' acquisire il nuovo cliente; dopodiche' (se il servizio non e' proprio pessimo), il cliente e' soggetto a diverse "viscosita'" che lo inducono di fatto a rimanere clienete di quel provider per sempre. Con tanti saluti alla concorrenza.
Sabino, da Bari

Risposta ADUC
La ringraziamo della sua lettera che pubblichiamo su Cara Aduc. Purtroppo il mercato e' viziato dalla posizione dominante di un gestore in particolare, alle cui tecniche si adeguano gli altri.
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