Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

22 settembre 2006
Domanda 22 settembre 2006
Spettabile Aduc, nell'esprimervi la mia gratitudine per il vostro puntuale ed utilissimo contributo ai consumatori, vorrei sottoporre alla vostra attenzione un caso che mi riguarda personalmente. Mia moglie, laureanda in Conservazione dei Beni Culturali (vecchio ordinamento) presso la Seconda Universita' degli Studi di Napoli, ha scelto, come soggetto per la sua tesi di laurea in tecniche del restauro, la conservazione di una serie di dipinti siti in alcune chiese della diocesi di Sora (FR), citta' nella quale risiediamo. La Soprintendenza ai Beni Culturali del Lazio, sita in Palazzo Venezia a Roma, e' l'Ufficio responsabile delle attivita' che sono oggetto della tesi di laurea. Lo stesso Ufficio, inoltre, dispone di un archivio ove e' conservata la documentazione fotografica relativa a tutti gli interventi di restauro effettuati sui dipinti di nostro interesse. Nel nostro primo contatto (telefonico) con la Soprintendenza, ricevevo rassicurazioni circa la possibilita' di accedere alla documentazione di interesse. Recandomi dunque a Roma per una prima ricognizione (munito, tra l'altro, di una lettera di presentazione indirizzata alla Soprintendenza ed a firma del Professore relatore per la tesi), prendevo atto della esistenza di una discreta mole di documenti. L'impiegato al quale mi rivolgevo, pero', mi comunicava che una parte della documentazione era custodita in un cassetto chiuso a chiave, un'altra parte archiviata all'interno di scatoloni, un'ultima piccola parte era invece prontamente disponibile. Prendevo dunque accordi per tornare successivamente, in modo da poter accedere alla documentazione completa (pensavo, allora, che un impiegato avrebbe impegnato parte del suo tempo per raccogliere la documentazione sparsa nei vari scatole/cassetti). Chiedevo, dunque, se per ottenere le copie fotostatiche della documentazione era necessario prelevarla e provvedere in proprio, o se le stesse potevano essere ottenute direttamente, dietro pagamento delle necessarie spese, dall'Ufficio competente della Soprintendenza. L'impiegato mi rispondeva che non era possibile fotocopiare le perizie ne' le schede di restauro. Per ottenere le copie era necessaria l'autorizzazione del dirigente dell'ufficio restauri, e sarebbe stata comunque una gentile e straordinaria concessione. Qualche giorno dopo inviavo a mezzo fax la richiesta formale volta ad ottenere l'autorizzazione a fotocopiare la documentazione. Ritornando a Roma apprendevo che la mia richiesta era stata smarrita, che il dirigente non era ancora tornato dalle ferie e che potevo rivolgermi ad un'altra impiegata che si sarebbe occupata della pratica. Neanche a dirlo, dopo quattro o cinque trasferte a Roma (che, da Sora, non sono proprio un viaggio di piacere), approdavo alla seguente conclusione: . del cassetto chiuso non si trovava la chiave, e di forzarlo non se ne parlava proprio; . riguardo alla documentazione custodita negli scatoloni, cito testualmente: «.e chi si mette a cercarla adesso.bisognerebbe aprire tutte le scatole.»; . le fotocopie (qualora qualcuno avesse il buon cuore di recuperare i documenti) non e' proprio possibile farle. Premesso che a mia moglie, proprio perche' laureanda nella citata facolta', secondo la "Carta del Restauro" e' garantito l'accesso a TUTTA la documentazione storica e tecnica di interesse (ma non credo che il normale e libero cittadino abbia meno diritti), vorrei capire se la posizione della Soprintendenza e' da ritenersi legittima o meno. Piu' precisamente, trattandosi di atti pubblici, immagino siano di pubblica consultazione, come il nome stesso suggerirebbe. Ritengo che le motivazioni "la chiave del cassetto non si trova" o "nessuno ha voglia di aprire gli scatoloni", oltre a non essere cortesi, siano contrarie alle norme. Evito di scrivere righe di facile polemica sul fatto che le nostre tasse vanno a finire in servizi di cui non possiamo usufruire, che gli impiegati e gli uffici pubblici sarebbero al servizio del cittadino ecc. ecc. ecc. Per concludere, scusandomi per la gia' lunga e noiosa lettera, vorrei sapere se e' nel nostro diritto accedere alla documentazione di cui sopra ed ottenerne le fotocopie. Ringraziandovi anticipatamente porgo i piu' cordiali saluti.
Luca, da Frosinone


Risposta ADUC
Non trattandosi di procedimenti amministrativi, non sono applicabili le norme in materia di accesso agli atti della p.a. Le consigliamo di procurarsi (anche richiedendole al personale della Sovraintendenza stessa) leggi e circolari e regolamenti anche interni che disciplinano il servizio e verificare le modalita' di consultazione. Quelli sono atti che lei puo' legittimamente richiedere con raccomandata ar all'amministrazione o al Ministero competente. Dopo di che, intimi il rispetto normativo al personale in questione.
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