Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

21 settembre 2006
Domanda 21 settembre 2006
Il 15 dicembre del 2005 ho ordinato la fornitura ad una ditta, di cui faro' il nome nella sede opportuna, di porte per il mio appartamento. Dopo vari solleciti e ritardi (circa sei mesi per la consegna delle porte contro i circa 2,5 mesi promessi in sede di offerta) sono finalmente venuti a montarmi le porte a casa mia (a mio avviso non in modo corretto). Durante le operazioni di montaggio gli addetti della ditta hanno bucato un tubo dell'acqua. Rassicurandomi che avrebbero risarcito i danni ("... non si preoccupi che tanto siamo coperti da assicurazione... ") ho fatto riparare il guasto a spese mie (in quanto la ditta che mi ha fatto il danno ha declinato l'incarico di fornire loro un idraulico/muratore per fare la riparazione) facendomi rilasciare regolare fattura da chi mi ha fatto l'intervento di riparazione. Oggi a distanza di quasi tre mesi dall'intervento non riesco ad avere alcun tipo di informazione/contatto da parte della ditta incaricata della fornitura delle porte riguardo il risarcimento del danno. Tutti i miei tentativi di telefonare a loro vengono respinti non rispondendo al telefono o spegnendo il telefono appena si accorgono che sono io a telefonare (i personaggi si possono contattare solamente al cellulare in quanto al numero fisso non sono mai reperibili). Altra cosa che non va bene e' il fatto che non mi vogliono mandare le fatture dei pagamenti effettuati (ad eccezzione della prima in quanto era l'anticipo per la firma del contratto). Cara Aduc puoi aiutarmi? E' possibile che queste persone si comportino cosi' restando impuniti? Come posso fare per avere cio che mi spetta? Grazie se potrai aiutarmi.

Risposta ADUC
Il restare o meno impuniti dipende dalle sue mosse, che -ci pare di capire- fino ad oggi si sono limitate a tentativi telefonici. Il danno va contestato subito e per iscritto, tramite raccomandata a/r in modo da poter dimostrare -oltre che l'invio della missiva- il suo ricevimento. Se non ha inoltrato alcun tipo di reclamo scritto dovra' farlo adesso, consapevole del fatto che la controparte potrebbe contestarle di non aver rispettato i termini di legge (otto giorni dal fatto) rendendo la sua azione priva di valore indipendentemente dal merito (che e' a suo favore). Invii una messa in mora facendo presente il danno e quantificandolo tramite la produzione dei documenti relativi alla riparazione effettuata. Questi ultimi sono la sua UNICA prova al riguardo, visto che non e' piu' possibile effettuare perizie. Se la controparte non rispondesse o negasse il rimborso dovra' tentare una conciliazione presso il giudice di pace oppure presso la locale camera di commercio. Sulla lettera potra' anche fare richiesta riguardo l'emissione delle fatture mancanti, preparandosi a documentare i pagamenti. Il passo successivo alla conciliazione, la causa, dovra' invece essere valutata successivamente, in base agli elementi venuti fuori nel frattempo. Queste le istruzioni: clicca qui
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