Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

14 settembre 2006
Domanda 14 settembre 2006
Buongiorno, avevo da alcuni anni un conto corrente in banca cointestato con mio padre. Dopo il decesso di mio padre ho deciso di chiudere il conto (sono anche uno degli eredi). Ho portato in banca una 'dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta'' con i nomi di tutti gli eredi (io, mia madre, mia sorella e mio fratello), in piu' mi hanno richiesto anche il certificato di morte. Mia madre non si puo' muovere da casa e quindi la banca ha mandato 2 suoi funzionari (tra i quali la vice-direttrice) a casa nostra e, in presenza di tutti gli eredi, ci hanno fatto firmare una ' dichiarazione di quietanza da parte degli eredi dei depositi gia' intestati ad una persona defunta'. Mia madre e' analfabeta e firma con una croce (anche sul documento di identita' e' specificato). Dopo due giorni mi sono recata in banca per chiudere il conto (senza riaprirne un altro) munita di tutti le fotocopie dei documenti come richiesto dal direttore, ma lo stesso mi ha riferito che non si puo' perche' la firma di mia madre non e' valida. Il direttore mi ha detto che noi eredi dovremmo andare da un notaio e successivamente da un giudice affinche' esso disponga la chiusura del conto. Mi sembra assurdo, ma il fatto che il conto fosse cointestato a me e a mio padre non conta niente? E' una procedura giusta quella che mi chiede il direttore oppure lo fa perche' io non voglio riaprire un altro conto? Cosa posso fare? posso intanto ritirare il 50% del conto? Grazie.

Risposta ADUC
Accettare documentazione che non transita da un notaio e' a discrezione della banca, per cui e' probabile che sia una ritorsione perche' lei non ha mantenuto il conto presso di loro.
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