Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

14 settembre 2006
Domanda 14 settembre 2006
Spett. Associazione, con la presente Vi sottopongo il mio caso e' sapere se secondo il Vs/ parere ci sono dei presupposti per intraprendere una azione legale nei confronti di questo Istituto Bancario. Il Fatto: nei primi giorni di Aprile 2006 mi recavo pressso la Banca Sanpaolo Imi della filiale di Ancona per aprire un conto per la mia Ditta, parlando con la Dott. responsabile delle piccole imprese, mi chiese la documentazione per iniziare la pratica. Sulla base di quanto mostrato e consegnato in copia gli affidaminti, richiesti furono tranquillamente erogati anche se per ottenere cio' richiesero la firma fidiissoria di mia mogli che ricopre l'incarico di Amministratrice di una altra societa' dove anche io sono socio. Iniziato il rapporto con la massima trasparenza. Da li' a pocoe, iniziai a lavorare con il salvo buon fine e con lo scoperto di C.C. Nessun insoluto fu mai registrato nei miei confronti. Posso dire che il rapporto con L'istituto Bancario Sanpaolo di Torino era iniziato nel migliore dei modi. Al ritorno delle ferie, quindi il 28 Agosto riaprii il mio Studio, dopo qualche giorno fui contattato dalla Dott. per invitarmi presso la Filiale per comunicazioni. Il giorno 4 Settembre mi recavo in Banca e oltre a fare un versamento abbastanza corposo, un funzionario di sala mi invito' a recarmi presso la Direzione dove oltre alla Dott.sa mi trovavo difronte una persona a me sconosciuta, la Dott.ssa. Questo avvicendamento era stato fatto perche' l'Istituto Sanpaolo Imi era stato accorpato alla Banca Popolare Pesarese cambiando il nome in SanpaoloImi Banca Popolare dell'Adriatico. In quella occasione superati i convenevoli la Dott.ssa in presenza di quella che era la mia referente di fiducia Dott.ssa disse quianto segue: Sig., lei sa' come da comunicazioni che, l'Istituto San Paolo Imi e' stato Assorbito dalla Banca Popolare Pesarese, sa inoltre che i sistemi informatici sono stati unificati e' risulterebbe che lei nel 1990/91 ebbe dei probblemi economici nei confronti della Banca Poolare Pesarese e quindi non e' piu' persona gradita al ns/ Attuale Istituto, quindi le chiuderemo il conto anzi le sarei grata se' mi dira' come poter rientrare dell'affidamento di C.C. Rimasi allibito e traumatizzato. Primo perche' la comunicazione, venne fatta in presenza di una persona che al momento degli eventi remoti non poteva essere certo presente, poi perche' con la Dott.ssa avevo un rapporto estremamente corretto e di fiducia reciproca.Nonostante le insistenze da parte della Direttrice, affermai che la mia posizione nei confronti della Banca Popolare Pesarese era stata definitivamente chiusa nel 1996/97 ed inoltre, quando mi sono presentato nel mese di Aprile al SanPaolo Imi non ritenei importante dare spiegazioni del mio passato perche' oltre tutto nessuno mi chiese di farlo. Chiusi l'incontro salutando. Trascorse qualche giorno, non sapendo le decisioni prese dalla Nuova Banca, chiamai per sapere se' avendo del portafoglio potevo utilizzare i fidi accordati, mi risposero che il conto era ufficiosamente chiuso. Premetto che al momento 12 09 06, non ho avuto alcuna comunicazione scritta. Puo' un istituto chiudere un rapporto con un cliente che al momento del contratto non era consapevole della eventuale fusione con altro Istituto? Puo' un istituto chiudere un rapporto con un cliente specificatamente al mio caso senza darmi la possibilita' di rimmpiazzarlo con altro? Puo' un istituto mettere in difficolta economica un cliente che non avendo causato alcun danno alla precedente gestione? In attesa di una Vs/ gradita risposta e linea da intraprendere, saluto distintamente.
Benedetto, da Falconara

Risposta ADUC
Riteniamo che ci siano gli estremi per una causa. Proceda con i contratti alla mano e ne pretenda l'esecuzione. Nel momento che procederanno formalmente lei potra' adire le vie legali per inadempimento e danno. Consiglio: si rechi in Banca con testimoni e ripeta le conversazioni gia' effettuate in assenza di suoi testi.
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