Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
24 gennaio 2001
Gentile ADUC, vi presento il mio caso che verte sul diritto di recesso. In data 13 gennaio 2001 sottoscrivevo (versando una caparra confirmatoria di Lit. 200.000) l'iscrizione ad un corso di formazione per operatore sociale di assistenza privato, organizzato da un istituto privato operante nel settore. Sottoscrivevo lo stesso modulo presso la sede dell'istituto, acquisendo copia del modulo da me compilato e firmato. Il giorno 15 gennaio 2001 apprendevo dal direttore didattico dell'istituto (dietro mia telefonata) che l'attestato rilasciato dal citato istituto non si poteva ritenere equipollente a quello rilasciato da un ente pubblico (ASL) per la medesima qualifica. Esposte le mie perplessita’ a riguardo al direttore didattico, egli mi faceva notare (con la mia cartella personale sottomano, lui i diceva) che la mia eventuale azione di recesso doveva essere comunicata entro 7 giorni dalla data della stipula per bloccare l'iter amministrativo e didattico. Quindi io in data 16 gennaio 2001 inviavo un fax all'istituto per esporre la mia intenzione di avvalermi del diritto di recesso (accertandomi telefonicamente che fosse arrivato), quindi lo stesso giorno inviamo Raccomandata con ricevuta di ritorno che veniva ricevuta e firmata dall'istituto in data 18 gennaio 2001.Il giorno 24 gennaio facevo poi un telefonata all'istituto per sapere se dovevo restituire i bollettini e le specifiche in merito al corso che mi erano state inviate a mezzo posta ordinaria. Venivo messo in contatto con la segreteria amministrativa dove una signora mi comunicava che la mia azione di recesso non poteva essere considerata perche’ "il contratto era sottoscritto da me presso la sede legale del proponente" e che non e’ prevista per tale fattispecie giuridica alcun diritto di recesso. Alla mia obiezione che il direttore didattico mi aveva dato tempi e modi per l'esercizio, mi veniva risposto che il direttore non poteva essere a conoscenza di certe prassi amministrative e che si era sbagliato pensando che il contratto fosse sottoscritto presso il mio domicilio. Mi veniva poi comunicato che avrei dovuto attendere una comunicazione da parte della Direzione dell'Istituto (presumibilmente nei primi giorni di febbraio) per sapere cosa fare e che comunque avrei dovuto pagare per quanto previsto dal contratto. Ribadisco che nel modulo da me firmato non compare alcun riferimento all'azione di recesso. Viene previsto che "per qualsiasi controversia,..., le parti convengono la competenza in via esclusiva del Foro della sede dell'Istituto, ed eccezione di quanto disposto dall'art.12 del D.Lgs. 15.01.92 n.50". Chiedo alla vostra associazione se le obiezioni sollevatemi son vere e come mi devo comportare a riguardo, nonche’ quale sia l'iter da seguire per non dovere sostenere ne il corso ne le relative spese.
Risposta ADUC
Riteniamo abbia ragione la scuola: nel suo caso non e' possibile fare riferimento al diritto di recesso nei 7 giorni, come da D.L. 50/92, valevole solo per i contratti stipulati fuori dei locali commerciali, mentre il suo risulta stipulato in sede.
Lei ha il diritto di recedere dal contratto (di cui comunque deve avere copia e che avrebbe dovuto leggere in prima persona), ma pagando una penale, che dovrebbe essere stabilita in una clausola dello stesso, e che comunque non deve essere troppo onerosa, nel qual caso lei potrebbe contestarla.
Quindi, in mancanza di definizione del problema entro brevissimo termine, invii una raccomandata A/R, in cui manifesta l'intenzione di recedere dal contratto, dichiarandosi disposto a pagare la penale (calcolandola lei se fosse prevista nel contratto, o chiedendo di ricevere una loro comunicazione in tal senso), dando un termine di 15 giorni entro cui avere una risposta, riservandosi, in caso non rispondessero, il diritto di decurtarla o ritenerla compresa nella caparra da lei gia' versata.
Tenga presente che se ci dovesse essere contrasto sull'entita' della penale, sara' un giudice di pace, inizialmente in conciliazione, a stabilirla.
Lei ha il diritto di recedere dal contratto (di cui comunque deve avere copia e che avrebbe dovuto leggere in prima persona), ma pagando una penale, che dovrebbe essere stabilita in una clausola dello stesso, e che comunque non deve essere troppo onerosa, nel qual caso lei potrebbe contestarla.
Quindi, in mancanza di definizione del problema entro brevissimo termine, invii una raccomandata A/R, in cui manifesta l'intenzione di recedere dal contratto, dichiarandosi disposto a pagare la penale (calcolandola lei se fosse prevista nel contratto, o chiedendo di ricevere una loro comunicazione in tal senso), dando un termine di 15 giorni entro cui avere una risposta, riservandosi, in caso non rispondessero, il diritto di decurtarla o ritenerla compresa nella caparra da lei gia' versata.
Tenga presente che se ci dovesse essere contrasto sull'entita' della penale, sara' un giudice di pace, inizialmente in conciliazione, a stabilirla.
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