Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

24 gennaio 2001
Domanda 24 gennaio 2001
Spett.le ADUC,
in data 17.01.2001 mi sono rivolto ad una agenzia per l'acquisto di un immobile in costruzione. Dopo accordi verbali ho firmato la proposta di acquisto impegnandomi a consegnare l'assegno di caparra il sabato successivo (19.01.2001) (NOTA: sulla proposta di acquisto manca ovviamente il riferimento del numero dell'assegno). In allegato ho firmato un documento attestante il mio impegno a pagare la provvigione all'agenzia nel momento in cui la proposta fosse stata accettata dal venditore (nel caso una ditta costruttrice trattandosi di immobile di prossima costruzione). L'accordo verbale era di consegnare l'assegno e quindi di inoltrare la proposta di acquisto al venditore.
Per sopraggiunti motivi personali mi sono recato il giorno sabato per ritirare tale proposta e mi e' stato risposto dall'agenzia che la suddetta proposta era stata inoltrata al venditore il quale l'aveva accettata (ovviamente senza assegno). Da notare che una copia della proposta e del documento relativo alla provvigione dell'agenzia e' in mia mano con ovviamente apposta la mia sola firma.
Le mie domande sono le seguenti:
- puo' avere valore una proposta di acquisto che parla di una caparra mai consegnata e comunque accettata secondo quanto detto dall'agenzia dal venditore?
- puo' ancora la stessa avere valore se controfirmata dal venditore ma mancante della copia in mio possesso?
- puo' l'agenzia avvalersi di tale proposta accettata nelle suddette condizioni per chiedere l'adempimento da parte mia del pagamento della provvigione?
Il tutto premesso che la nostra proposta e' stata da noi inoltrata subordinandola all'accettazione da parte della ditta costruttrice di apportare delle modifiche sul progetto iniziale dell'immobile, accordi questi presi verbalmente ed inclusi nella proposta in modo generico da parte dell'agenzia.

Risposta ADUC
Non comprendiamo per quale motivo la proposta non dovrebbe essere valida: forse e' necessario che ci chiarisca meglio il suo punto di vista.
In breve: lei e' impegnato e vincolato nei confronti dell'acquirente, secondo quanto indicato nell'atto sottoscritto.
Il venditore dovra' accogliere o meno la sua proposta, e lo fara' nei termini eventualmente indicati nell'atto, o comunque sottoscrivendo la copia che gli verra' consegnata dall'agenzia.
Se vi fosse qualche disguido, lei ha diritto a considerare risolto il contratto (se fosse specificamente prevista una forma per comunicarle l'accettazione e fosse indicato un termine che il venditore avesse fatto passare), oppure ha il diritto di ottenere -chiedendolo tramite raccomandata A/R e dettando un termine di giorni entro cui provvedere, specificando che in caso contrario riterra' la proposta non accolta- una conferma scritta da parte del venditore.
Dunque, eventuali sue contestazioni che dovessero discostarsi da quanto sopra, dovranno essere relative al contenuto contrattuale specifico (del quale non abbiamo conoscenza e che non riusciamo a desumere da quanto ci ha scritto).
Se il procedimento fosse regolare, e non vi fossero contestazioni fattibili (quanto detto a voce non conta, salvo il caso in cui sia dimostrabile tramite testimoni), sara' tenuto al pagamento della provvigione.
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