Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

23 gennaio 2001
Domanda 23 gennaio 2001
Cara ADUC,
vorrei raccontarvi la mia storia. Circa dodici anni fa, incontrai per caso nella stazione termini di roma un amico studente universitario, come me, intento a vendere corsi di lingua per corrispondenza. Fidandomi di lui mi feci convincere a farmi arrivare via posta uno di questi corsi a casa, con la sua assicurazione che se avessi rifiutato il pacco alle poste, non avrei dovuto nulla alla societa’ per cui lavorava. La stessa sera giunto a casa lessi per bene il foglio che questo presunto amico mi aveva fatto firmare e mi accorsi che era un vero e proprio contratto di acquisto di un corso di inglese per la modica cifra di 800.000 lira. Telefonai subito al numero di telefono della ditta riportato sul contratto ma non ebbi nessuna risposta. Telefonai per molti giorni a quel numero di telefono per avere spiegazioni, anche al riguardo alle clausole di rescissione del contratto (avrei dovuto pagare circa 300000) ma non ebbi nessuna risposta. Del mio amico nessuna notizia (era piu’ che altro una conoscenza universitaria). Dopo circa due mesi arrivo’ il pacco a casa (Terni) e non lo ritirai. Dopo qualche mese arrivarono delle bolle di pagamento dell'intero ammontare da pagare, che io non ho mai pagato. Segui’ una comunicazione da parte della banca Monte dei Paschi di Siena filiale di Terni riguardo a questi mancati pagamenti e spiegatagli la situazione mi risposero che non dovevo preoccuparmi e che loro non avrebbero piu’ inviato tratte bancarie per conto di questa ditta. E cosi’ accadde. Successivamente (in quel periodo io non ero in Italia) mia madre insieme ad altri genitori di ragazzi caduti nella stessa trappola, si trovarono in presso la procura del tribunale di Terni dove gli fu detto che l'azione posta in essere da quella ditta era un'azione truffaldina e che dovevamo stare tranquilli.
Dopo circa dieci anni, lo scorso agosto e’ arrivata una lettera di una societa’ di recupero crediti di roma, la quale mi "invitava" a pagare circa 8 milioni tra more ecc. altrimenti sarebbero passati per vie legali. Non ho risposto e non ho pagato.
Il 30 dicembre scorso un rappresentate di questa societa’ di recupero crediti si e’ presentato alla mia porta, spiegandomi che la societa’ in questione era fallita e che il giudice fallimentare li aveva incaricati di raccogliere i debiti contratti da questa societa’ per ripagare i creditori della societa’ fallita. Ho risposto che non avevo alcuna intenzione di pagare nulla ed aspettavo solo che passassero per le vie legali. Dopo venti giorni una nuova lettera della societa’ di recupero crediti dove e’ scritto che se non pago entro pochi giorni possono anche effettuare trattenute sulla mia busta paga. Ora vi chiedo, potete aiutarmi? come posso sbarazzarmi di questa "gente"?
Mi dispiace di non poter essere piu’ preciso sui tempi e nomi, ma in questo momento non sono a casa per motivi di lavoro.

Risposta ADUC
La lettera che le e' arrivata da parte della societa' di recupero crediti e' una raccomandata?
Se lo fosse e' tenuto a contestare. In caso contrario, puo' continuare ad ignorare le richieste, in attesa di un atto ufficiale.
Consideri che -se fossero decorsi dieci anni interi senza che lei abbia ricevuto alcuna comunicazione ufficiale- il diritto sarebbe prescritto e non potrebbero avanzare alcuna richiesta nei suoi confronti.
Nel caso in cui i dieci anni non fossero trascorsi dall'ultimo sollecito, la questione si fa piu' complicata.
Il punto e' capire quali atti, relativi al suo contratto, siano in possesso di questa societa', ed inoltre se lei abbia o meno fatto una denuncia, in tutti questi anni, per truffa contro ignoti.
Per evitare di pagare il debito (il cui ammontare dovrebbe comunque essere determinato dal Giudice fallimentare o dal curatore e non certo da una societa' di recupero crediti, alla quale sarebbe opportuno non pagare) si deve dimostrare l'infondatezza della pretesa, e dunque il vizio del contratto. Dovrebbe dimostrare di non aver volontariamente sottoscritto il contratto oppure di averlo sottoscritto convinto che il contenuto dell'atto fosse diverso. Cio' e' confermabile con dei testimoni che possano sostenere la sua versione, sottolineando come lei abbia a suo tempo sottoscritto il contratto a fronte di quanto dettole dall'agente, che non corrispondeva a quanto riportato per iscritto.
Queste persone dovrebbero aver presenziato alla sottoscrizione. Altrimenti, sarebbe necessario tentare un accordo con il curatore, contestando la cifra richiesta (che probabilmente non corrisponde agli 8 milioni chiesti dalla societa' di recupero, cifra decisamente eccessiva), facendo anche presente la mancata conclusione del contratto.
Inoltre, ci permetta: se il contratto lo ha letto, e' stato poco prudente a non inviare la raccomandata A/R di disdetta.
Le suggeriamo di leggere -reperibile in Archivio Schede- la scheda pratica " I contratti per strada".
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