Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 gennaio 2001
56.625.000 QUINTALI DI URANIO IMPOVERITO
L'articolo di Matthew Wald sul New York Times del 25 marzo Sull' Uranio impoverito è un primo avvertimento rispetto al piano del Dipartimento per l'Energia degli USA di riciclare quantità massicce di scorie radioattive -56.625.000 quintali di Uranio impoverito- nel mercato di beni di consumo.
Oltre ad immagazzinare l'uranio nei depositi dei siti di armi nucleari, come dice Wald, il D.E. spera di poter svendere il surplus di Uranio impoverito per essere smaltito, rilavorato e riutilizzato in molti prodotti di consumo.
Saranno prodotti e venduti, senza etichette di avvertimento, materiali edilizi, macchine, mobili, utensili da cucina e altri articoli, tutto a "bassa radioattività".
Questo metallo denso, radioattivo e tossico può infatti essere riusato molte volte, per poi alla fine essere gettato in una discarica comunale, ancora radioattivo. Per le persone che vengono a contatto con questi materiali, no c'è alcuna possibilità di misurarli o di sapere quante "dosi permesse" stanno ricevendo.
La cosa importante da dire su queste potenzialmente numerose piccole dosi che uno può ricevere è che comunque tutte le radiazioni ionizzanti, comprese quelle derivente dal fondo naturale, portano con sè il rischio di morte prematura per cancro o leucemia, difetti genetici nelle future generazioni e una schiera di altre infermità e malattie non cancerose che sono associate ad indebolimento del sistema immunitario.. Gli embrioni in evoluzione e i bambini in crescita sono i più vulnerabili.
L'Uranio impoverito, da cui è stato rimosso l'isotopo fissile U-235 per costruirci armi nucleari o utilizzato per i reattori, è costituito dall'isotopo U-238, con un'emivita di 4, 5 bilioni di anni.
La sua catena di decadimento comprende il torio, il radio, il radon, le"figlie del radon" e il piombo, tutti materiali estremamente pericolosi. L'articolo del Times non sottolinea che anche tutti questi prodotti del decadimento dell'U.I. creano pericoli biologici alla salute dell'uomo e degli altri abitanti del nostro biosistema praticamente per sempre.
Recentemente, il D.E. sta facendo grosse pressioni sull'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente degli USA per stabilire livelli standard di esposizione per il pubblico alle scorie radioattive -per esempio quelle che derivano da attrezzature e componenti in acciaio delle vecchie centrali- in modo che se ne possa sbarazzare senza dover pagare gli alti costi dello stoccaggio a lungo termine in condizioni di isolamento. Attualmente non ci sono regole che pongano limiti di esposizione per i metalli contaminati.
Di contro, la Nuclear Regulatory Commission permette il rilascio di materialicontaminati e scorie sotto sua licenza valutando caso per caso. La NRC usa delle linee guida adottate nel 1974 che non prevedono limiti numerici e non sono legalmente vincolanti. Quantità di scorie sono rintracciabili nelle discariche con sempre più frequenza. Un rapporto recente dell'NRC parla di dosi più alte di 500 volte rispetto al limite massimo che una persona può ricevere da una centrale nucleare in funzione.
Tratto dal sito del Partito dei Verdi degli Usa: http://users.michiana.org/greens
L'articolo di Matthew Wald sul New York Times del 25 marzo Sull' Uranio impoverito è un primo avvertimento rispetto al piano del Dipartimento per l'Energia degli USA di riciclare quantità massicce di scorie radioattive -56.625.000 quintali di Uranio impoverito- nel mercato di beni di consumo.
Oltre ad immagazzinare l'uranio nei depositi dei siti di armi nucleari, come dice Wald, il D.E. spera di poter svendere il surplus di Uranio impoverito per essere smaltito, rilavorato e riutilizzato in molti prodotti di consumo.
Saranno prodotti e venduti, senza etichette di avvertimento, materiali edilizi, macchine, mobili, utensili da cucina e altri articoli, tutto a "bassa radioattività".
Questo metallo denso, radioattivo e tossico può infatti essere riusato molte volte, per poi alla fine essere gettato in una discarica comunale, ancora radioattivo. Per le persone che vengono a contatto con questi materiali, no c'è alcuna possibilità di misurarli o di sapere quante "dosi permesse" stanno ricevendo.
La cosa importante da dire su queste potenzialmente numerose piccole dosi che uno può ricevere è che comunque tutte le radiazioni ionizzanti, comprese quelle derivente dal fondo naturale, portano con sè il rischio di morte prematura per cancro o leucemia, difetti genetici nelle future generazioni e una schiera di altre infermità e malattie non cancerose che sono associate ad indebolimento del sistema immunitario.. Gli embrioni in evoluzione e i bambini in crescita sono i più vulnerabili.
L'Uranio impoverito, da cui è stato rimosso l'isotopo fissile U-235 per costruirci armi nucleari o utilizzato per i reattori, è costituito dall'isotopo U-238, con un'emivita di 4, 5 bilioni di anni.
La sua catena di decadimento comprende il torio, il radio, il radon, le"figlie del radon" e il piombo, tutti materiali estremamente pericolosi. L'articolo del Times non sottolinea che anche tutti questi prodotti del decadimento dell'U.I. creano pericoli biologici alla salute dell'uomo e degli altri abitanti del nostro biosistema praticamente per sempre.
Recentemente, il D.E. sta facendo grosse pressioni sull'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente degli USA per stabilire livelli standard di esposizione per il pubblico alle scorie radioattive -per esempio quelle che derivano da attrezzature e componenti in acciaio delle vecchie centrali- in modo che se ne possa sbarazzare senza dover pagare gli alti costi dello stoccaggio a lungo termine in condizioni di isolamento. Attualmente non ci sono regole che pongano limiti di esposizione per i metalli contaminati.
Di contro, la Nuclear Regulatory Commission permette il rilascio di materialicontaminati e scorie sotto sua licenza valutando caso per caso. La NRC usa delle linee guida adottate nel 1974 che non prevedono limiti numerici e non sono legalmente vincolanti. Quantità di scorie sono rintracciabili nelle discariche con sempre più frequenza. Un rapporto recente dell'NRC parla di dosi più alte di 500 volte rispetto al limite massimo che una persona può ricevere da una centrale nucleare in funzione.
Tratto dal sito del Partito dei Verdi degli Usa: http://users.michiana.org/greens
Risposta ADUC
Ringraziamo per la comunicazione.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti