Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
5 settembre 2006
Alcuni giorni fa ho ricevuto dalla Polizia Municipale un verbale di euro 365 per aver "violato l'art.126/bis c.2 del C.d.S. poiche' senza giustificato motivo non ottemperava all'invito di fornire informazioni sui dati personali e sulla patente di guida di colui che in data xx alle ore xx conduceva il veicolo xx per violazione art 142 notificato alla S.V. in data xx con verbale xx". Volevo sapere se esiste in qualche modo la possibilita' di fare un ricorso al giudice di pace senza vedersi raddoppiare la sanzione. Aggiungo che nei giorni successivi alla notifica del primo verbale ho contattato telefonicamente l'ufficio della Polizia Municipale che lo aveva emesso, per chiedere informazioni su come fornire i dati. Mi e' stato risposto che se i dati del proprietario in loro possesso erano gli stessi di chi conduceva il mezzo al momento dell'infrazione non dovevo fornire nessun dato perche' i 2 punti sarebbero stati decurtati direttamente al proprietario dell'autoveicolo e che dovevo soltato provvedere al pagamento di euro 151 relativo all'infrazione commessa (cosa che ho fatto). Appena ho ricevuto il secondo verbale ho di nuovo chiamato l'ufficio della Polizia Municipale riferendo quanro sopra, mi hanno risposto che se un loro collega ha detto questo si tratta di un errore ma che in ogni caso dovrei pagare €365 oppure provare a fare ricorso. Pensate sia possibile che possa essere accettato un ricorso in cui una mia affermazione va in contrasto con quella di un agente di Polizia Municipale? Oppure ci sono altre strade da percorrere? Vi ringrazio gia' da ora per quanto saprete suggerirmi. Saluti.
Alessio, da Pistoia
Alessio, da Pistoia
Risposta ADUC
Non si tratta di quale parola vale di piu', ma di prova: puo' provare la disinformazione dell'agente? Sul primo verbale non veniva fornita alcuna informazione su come fornire i dati? Consideri la norma del raddoppio della sanzione, solo se il giudice solidarizza puo' impedirle detto raddoppio.
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