Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

5 settembre 2006
Domanda 5 settembre 2006
Gentile Aduc, vi scrivo in merito alla questione dell'hennè nero, una tintura impiegata per i tatuaggi temporanei e molto diffusa in Italia, nonchè potenzialmente pericolosa. Ho letto che avete dato la notizia di questo pericolo sul vostro sito e ne sono grata, poiché molti tatuatori di strada approfittano dell'ingenuità delle persone, ben sapendo la componente chimica del prodotto da loro impiegato e la chiamano hennè, non solo, la spacciano per naturale e innocua. Lo fanno perché sanno che la gente vuole il tatuaggio nero, a imitazione di quelli permanenti, ma non vogliono che i possibili clienti si spaventino. Io sono una studiosa da anni di cultura indiana e ho approfondito il tema del disegno sul corpo con l'hennè naturale. Faccio, inolte, parte di una community internet di artisti professionisti e non che impiegano la sostanza naturale, rifornendosi presso fornitori seri e controllati di hennè naturale usato e conservato secondo le norme corrette. Questa è un'arte molto antica e con un suo valore particolare. Molti tatuatori di strada desiderosi di fare i soldi a discapito della salute della gente discredita quest'arte per convincere il cliente potenziale a optare per il tatuaggio nero, inoltre l'hennè viene identificato con la sostanza potenzialmente pericolosa per la salute (poiché contiene forti concentrazioni di PPD). Vorrei sapere se questa sostanza, l'hennè nero, è permessa in Italia o c'è una regolamentazione. L'hennè che mi perviene è chiuso in scatole sigillate e con data di produzione e scadenza specificati sopra. So che molti che impiegano l'hennè nero non sanno nemmeno cosa ci sia dentro. A quanto sapevo, la PPD, inoltre, è permessa solo in certe percentuali, solo nelle tinture per capelli...se non sbaglio. Preferirei che i miei dati non venissero pubblicati, grazie, al massimo il nome. Grazie.
Marged, da Padova

Risposta ADUC
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