Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

22 gennaio 2001
Domanda 22 gennaio 2001
Cara Aduc prima di tutto complimenti per il vostro lavoro ed il vostro sito. La mia richiesta di un consiglio riguarda la ripartizione delle spese di un ascensore privato. Ho già guardato nel vostro sito ma la nostra è una situazione particolare. L'ascensore in questione è stato installato nel 1993 a sole spese di mio padre, in quanto disabile, nel palazzo dove viviamo. Subito dopo ha versato la sua quota anche il nostro vicino, un giudice del TAR. Noi abbiamo un appartamento su 2 piani, il 3° ed il 4°: il 4° piano è intestato a mio padre e l'altro a mia madre, anche se è una casa unica unita da una scala. Annesso al terzo piano abbiamo un altro appartamentino non utilizzato, nel quale si entra sempre utilizzando l'unico ingresso del 3° piano. Le spese, sia della manutenzione che della luce, sono state sempre divise non in base ai millesimi ed all'altezza ma in base ai proprietari degli appartamenti, pagando 2 quote noi per 2 appartamenti e 1 quota lui. Dopo qualche anno ha versato la quota anche un avvocato, parente del giudice, divenendo così proprietario anch'egli e continuando a dividere le spese nello stesso modo. Arrivo al punto: noi paghiamo 2 quote, l'avvocato ha uno studio professionale, e non paga una lira in più per questo, paga il condominio con dei vecchi millesimi mentre ha tutto l'ufficio soppalcato e per giunta ora ha preso in comodato d'uso un piccolo locale al pianterreno adibito a biblioteca, intensificando ancora di pìù l'utilizzo dell'ascensore. L'altro invece, il giudice (con cui non si può proprio parlare se non con leggi alla mano!) paga una sola quota e a detta dell'amministratore, che a titolo di cortesia ci tiene la contabilità, non ha pagato 2 trimestri relativi alla manutenzione. Inoltre la figlia che abita da lui con la sua famiglia, anche se non è residente lì, è proprietaria di due studi ed un garage al pianterreno. Tra breve ci sarà una riunione condominiale, se dovesse essere vero che il giudice non abbia pagato, noi cosa possiamo fare? E cosa fare per cercare di pagare meno? Le dico chiaramente che abbiamo già parlato sia con l'avvocato che con il giudice per cercare di dividere le spese in modo diverso ma loro si appellano solo alle leggi. Mi rendo conto che è la legge a non essere giusta perchè secondo noi in questo caso si dovrebbe pagare per effettivo utilizzo visto che noi siamo un'unica famiglia anche se siamo proprietari di 2 appartamenti. Inoltre non possiamo mettere la chiave perchè l'avvocato non vuole, la gettoniera è stata rotta per 2 volte e perciò non la ripristiniamo, e noi paghiamo!!! Come uscirne??

Risposta ADUC
In qualsiasi circostanza, chi ha piu' millesimi -e sta piu' in alto- paga di piu'. Conseguentemente, opporsi all'evidenza non sembra particolarmente opportuno.
Cio' che si puo' fare, e' cambiare il metodo di calcolo. Per farlo occorrera' che l'assemblea approvi la diversa ripartizione: in tal caso, i maggiori millesimi potrebbero essere d'aiuto.
Se uno dei condomini non ha pagato, l'amministratore dovra' agire nei suoi confronti per ottenere la ripetizione delle somme mancanti, anche tramite decreto ingiuntivo.
Non e', pero', possibile chiedere di trovare una soluzione che "aggiri" le disposizioni: occorre che l'assemblea deliberi a favore di una diversa contabilizzazione delle spese.
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