Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
30 agosto 2006
Per Lavoro seguo da molto tempo il problema dell'inquinamento Ambientale e ne sento di cotte e di crude. Mi arriva ieri la segnalazione di un collega le Regioni Piemonte e Lombardia attueranno un finanziamento dei filtri anti particolato (FAP) per i mezzi pubblici euro3. Questa posizione della Regione è dovuta all'assunto che i FAP (Filtri Anti-Particolato) abbattano la quantità di micropolveri, tale assunto è in parte vero in parte falso: vediamo di capirne il perché:
- E' vero, in quanto il FAP degrada le PM10 e ne riduce fortemente il valore.
- E' falso perché degradare non vuol dire SCOMPARIRE, succede che le PM10 degradate vengono combuste e diventano PM2,5 o PM1 che sono molto più pericolose. Dato che in Italia la legge prevede il monitoraggio dei PM10, le aziende hanno trovato questo sistema (legale): ossia trasformo i miei PM10 (sottoposti a controllo ambientale) in qualcos'altro (che non è sottoposto a controllo). Il problema è che la pubblica amministrazione deve prendere atto che la produzione di queste polveri sottili (che prendono il nome di Nano Polveri) è molto più pericolosa per il cittadino. Da anni porto avanti, insieme ai miei allievi, una battaglia per la diffusione del verde in campo urbano. Le piante non hanno solo la funzione di decorare le Nostre città, ma con il loro apparato fogliare, quello di fissare le polveri sulla loro pagina e di impedirne il libero fluire nell'aria e nei Nostri polmoni. Polmoni di tutti, anche dei nostri Amministratori e dei loro familiari. Vi invito ad ascoltare un interessante conferenza del dott. Montanari ecco il link: www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=4631&ext=_big.wmv (avviso il suddetto file è lungo ben 150 megabyte e dura 100 min) Ricordo inoltre il recente studio dell'Associazione Cardiologi sul rischio micropolveri e sulla loro DIRETTA responsabilità alla crescita di morti per infarto, ecco il link: www.ecodallecitta.it/notizia.php?id=5204 La nocività delle polveri sottili dipende dalle loro dimensioni e dalla loro capacità di raggiungere le diverse parti dell'apparato respiratorio:
- oltre i 7 micron: cavità orale e nasale.
- fino a 7 micron: laringe.
- fino a 4,7 micron: trachea e bronchi primari.
- fino a 3,3 micron: bronchi secondari.
- fino a 2,1 micron: bronchi terminali.
- fino a 1,1 micron: alveoli polmonari.
La tabella ci fa capire che più le particelle diventano fini, più facilmente superano le difese del nostro corpo e quindi cresce il rischio di ammalarsi. Dal punto di vista pratico, la massa di una particella da 10 micron corrisponde a quella di 64 particelle da 2,5 micron, oppure di 1.000 da un micron, oppure, ancora, a quella di 1.000.000 di particelle da 0,1 micron. Un'azienda può immettere sul mercato una tecnologia "a norma di legge", ma c'è la forte preoccupazione che tale tecnologia sia solo un escamotage tecnico che non tuteli davvero la salute dei cittadini. Ad oggi non c'è sicurezza scientifica sulla non pericolosità FAP, quindi prima di investire milioni di ¤ è il caso di fermarsi a riflettere. Anche se sono stati premiati come "Amici dell'ambiente 2003" siamo sicuri che non siano un pericolo? Per capire come funziona tale tecnologia vi invito a consultare il sito della casa che lo ha inventato: www2.peugeot.it/fap/ Credo che le istituzioni debbano usare un principio di buon senso. Il fatto che una tecnologia sia a norma di legge è un requisito necessario, MA non sufficiente. Credo che il comune debba usare i propri tecnici per capire la bontà "intrinseca" di tale tecnologia. Grazie e spero in una risposta da che per mestiere studia e lavora quotidianamente con l'ambiente.
Giovanni, da Torino
- E' vero, in quanto il FAP degrada le PM10 e ne riduce fortemente il valore.
- E' falso perché degradare non vuol dire SCOMPARIRE, succede che le PM10 degradate vengono combuste e diventano PM2,5 o PM1 che sono molto più pericolose. Dato che in Italia la legge prevede il monitoraggio dei PM10, le aziende hanno trovato questo sistema (legale): ossia trasformo i miei PM10 (sottoposti a controllo ambientale) in qualcos'altro (che non è sottoposto a controllo). Il problema è che la pubblica amministrazione deve prendere atto che la produzione di queste polveri sottili (che prendono il nome di Nano Polveri) è molto più pericolosa per il cittadino. Da anni porto avanti, insieme ai miei allievi, una battaglia per la diffusione del verde in campo urbano. Le piante non hanno solo la funzione di decorare le Nostre città, ma con il loro apparato fogliare, quello di fissare le polveri sulla loro pagina e di impedirne il libero fluire nell'aria e nei Nostri polmoni. Polmoni di tutti, anche dei nostri Amministratori e dei loro familiari. Vi invito ad ascoltare un interessante conferenza del dott. Montanari ecco il link: www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=4631&ext=_big.wmv (avviso il suddetto file è lungo ben 150 megabyte e dura 100 min) Ricordo inoltre il recente studio dell'Associazione Cardiologi sul rischio micropolveri e sulla loro DIRETTA responsabilità alla crescita di morti per infarto, ecco il link: www.ecodallecitta.it/notizia.php?id=5204 La nocività delle polveri sottili dipende dalle loro dimensioni e dalla loro capacità di raggiungere le diverse parti dell'apparato respiratorio:
- oltre i 7 micron: cavità orale e nasale.
- fino a 7 micron: laringe.
- fino a 4,7 micron: trachea e bronchi primari.
- fino a 3,3 micron: bronchi secondari.
- fino a 2,1 micron: bronchi terminali.
- fino a 1,1 micron: alveoli polmonari.
La tabella ci fa capire che più le particelle diventano fini, più facilmente superano le difese del nostro corpo e quindi cresce il rischio di ammalarsi. Dal punto di vista pratico, la massa di una particella da 10 micron corrisponde a quella di 64 particelle da 2,5 micron, oppure di 1.000 da un micron, oppure, ancora, a quella di 1.000.000 di particelle da 0,1 micron. Un'azienda può immettere sul mercato una tecnologia "a norma di legge", ma c'è la forte preoccupazione che tale tecnologia sia solo un escamotage tecnico che non tuteli davvero la salute dei cittadini. Ad oggi non c'è sicurezza scientifica sulla non pericolosità FAP, quindi prima di investire milioni di ¤ è il caso di fermarsi a riflettere. Anche se sono stati premiati come "Amici dell'ambiente 2003" siamo sicuri che non siano un pericolo? Per capire come funziona tale tecnologia vi invito a consultare il sito della casa che lo ha inventato: www2.peugeot.it/fap/ Credo che le istituzioni debbano usare un principio di buon senso. Il fatto che una tecnologia sia a norma di legge è un requisito necessario, MA non sufficiente. Credo che il comune debba usare i propri tecnici per capire la bontà "intrinseca" di tale tecnologia. Grazie e spero in una risposta da che per mestiere studia e lavora quotidianamente con l'ambiente.
Giovanni, da Torino
Risposta ADUC
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