Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

30 agosto 2006
Domanda 30 agosto 2006
Cara Aduc, grazie al vostro prezioso contributo ho potuto leggere le numerose lamentele indirizzate a Sky Italia. Tutti i casi esaminati da me tra quelli reperiti su internet mi appaiono meno paradossali rispetto al mio (scusate se e' poco). Ecco la mia storia. Nel lontano luglio 2003 decido di abbonarmi con entusiasmo alla appena nata Sky Italia. Divento cosi' uno dei primi clienti ad aderire al pacchetto completo (base + Cinema + Sport + Calcio), ma con la sola condizione di non ricevere il decoder in comodato d'uso gratuito, in quanto gia' possessore di uno Humax, prodotto di ben altra manifattura tecnica (uscite audio di alta qualita' ecc)., e soprattutto perche' dotato di 2 Common Interface con i quali avrei potuto eventualmente aderire ad altri abbonamenti. Circa un anno dopo vengo a sapere dai media che Sky stava preparando un piano di rinnovo tecnico di codifica che avrebbe tutelato i propri clienti e soprattutto se' stessa dalla piaga della pirateria allora fiorente. La notizia sembrava fin li' buona, ma dopo qualche mese dovetti sperimentare in prima persona che cio' che accadeva era l'inizio di una lunga e travagliata vicenda. Dal mese di novembre del 2004 Sky comincia a codificare esclusivamente con sistema NDS il pacchetto Sport al quale ero chiaramente abbonato in SECA e per cui regolarmente pagavo. Poi e' la volta del pacchetto CALCIO, poi CINEMA ed infine ..... pagavo per non vedere. A malincuore, pur di seguire i miei validi principi, secondo cui Sky non poteva "imporre" l'uso del proprio e scarso decoder, decido di oppormi alla prepotenza dell'operatore chiedendo disdetta dell'abbonamento. Dovevo persino insistere nel richiedere rimborsi di ratei per i periodi per i quali avevo pagato ingiustamente in quanto impossibilitato alla visione dei programmi con il mio decoder. A quel punto si scatena il call center di Sky che ossessivamente propone in modo insistito l'invio del loro decoder e di condizioni vantaggiose per me, ormai ex cliente. Drastiche erano le mie risposte, sempre chiare e cortesi. Un vero bombardamento propagandistico di operatori non faceva altro che esasperare la situazione. Tutto quell'interessamento, era si' giustificato commercialmente (un cliente che paga 55 euro al mese di solo canone fisso non lo si lascia andare via facilmente.). ma la sfacciataggine del non voler "ascoltare" le ragioni delle decisioni del cliente sono cosa ben piu' grave! Detto. Fatto. Il corriere suona al citofono ed annuncia l'arriva di un pacco... Scende mio padre (io ero al lavoro) e si accorge che il mittente e' Sky! Le mie istruzioni telefoniche vengono puntualmente eseguite: il pacco viene rifiutato. Nonostante i miei continui appelli vengo ancora contattato dagli operatori commerciali, poi... un anno di silenzio. Marzo 2006. Ricevo una lettera da Sky che dichiara di avermi inutilmente invitato piu' volte alla restituzione del decoder e che oramai erano maturi i tempi in cui chiedere una penale di 150 euro. Dopo una finta lettera di scuse in quanto accortisi che le reiterate comunicazioni non erano mai state tali... vengono finalmente comunicati gli indirizzi presso cui consegnare il materiale (decoder, telecomando e smart card) come previsto dalle norme contrattuali. A quel punto mi reco presso lo Sky Service piu' vicino con l'unico oggetto ricevuto da Sky, ossia la vecchia smart card Seca. La titolare del Service dopo il consueto approccio con il terminale mi guarda stranamente e dice: "Non e' questa la smart card che Lei deve consegnare, mi dispiace, e deve rendere anche il resto del materiale! ". Incredulo, tento di raccontarle tutta la vicenda, ma niente da fare, torno a casa arrabbiato e sconcertato. Il giorno dopo decido di rivolgermi al mio avvocato, il quale, manda un fax ed una prima raccomandata di chiarimento e diffida a Sky. Altri due mesi ed il mio legale insiste senza alcun esito. Nel frattempo chiamo il numero verde per chiedere chiarimenti sul loro comportamento e per verificare il rifiuto del decoder che mi avevano inviato un anno prima. L'operatrice mi garantisce che tutto sarebbe stato verificato con estrema sollecitudine. Come non detto, passano altri venti giorni e finalmente la voce dell'operatrice mi annuncia: "Lei ha effettivamente rifiutato il pacco e dunque non deve restituirci nulla. Grazie. " Mi illudo cosi' che il caso sia finalmente risolto e invece... Due giorni dopo ricevo la lettera dalla societa' di recupero crediti Telkom che intima al sottoscritto il pagamento anche di spese aggiuntive ai 150 euro indebitamente richiesti. Vi rendete conto di come siamo messi male?! Ora rischio di finire anche nelle banche dati delle finanziarie dei cosiddetti "cattivi pagatori" con conseguenze gravissime per me che potrei essere discriminato ingiustamente nel caso di richiesta di un mutuo o di un finanziamento!! Ora basta! Vado dai carabinieri a sporre denuncia con tutta la documentazione del caso. Non ho alcuna intenzione di continuare con il Giudice di Pace, bensi' intendo adire alle vie legali, penali. Si consideri che sono un invalido civile e che non tollero alcunaltra presa in giro.
Antonio, da Avellino
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P.S.: Data l'illegittima operazione di recupero credito (vedi la data della lettera di Telkom, antecedente al termine ultimo di pagamento della penale), ho serie intenzioni di chiedere danni morali e materiali. Ma come si puo' quantificare (o peggio, monetizzare) il danno nella sua complessita'? A chi posso rivolgermi per tale richiesta? Grazie ancora di cuore per il servizio che rendete.

Risposta ADUC
La quantificazione dei danni puo' farla solo lei, non ci sono riferimenti fissi.
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