Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
21 gennaio 2001
Cara Aduc, desidererei un vs. consiglio su quanto segue.
Nel luglio 2000 ho venduto il mio appartamento facente parte di una palazzina costruita 6 anni fa. L'appartamento si trovava in perfetto stato ed era stato più volte visionato e controllato dall'acquirente e dai suoi parenti e familiari prima dell'acquisto. Poichè avevano riscontrato n.2 parchetti del pavimento che scricchiolavano ho addirittura pagato l'intervento di un parchettista per controllare scrupolosamente tutto il parquet e consegnare quindi l'appartamento in condizioni veramente perfette. A distanza di 6 mesi dall'atto di compravendita mi vedo recapitare una raccomandata A.R. dallo studio legale dei fratelli dell'acquirente indirizzata a me ed alla ditta costruttrice con la quale mi si informa che:
"..... all'interno dell'appartamento stesso stanno manifestandosi gravissimi problemi di umidità che interessano tutti i muri perimetrali, con l'insorgenza di estese muffe sugli intonaci interni, conseguenti cattivi odori e rischi di danneggiamento per gli arredi che restano a contatto con dette superfici. Il problema è di tale evidenza e gravità da compromettere la salubrità della abitazione, e richiede un immediato intervento di risanamento. Nelle Vs. rispettive vesti di venditori e di costruttori dell'immobile, vorrete dunque prendere immediatamente contatti con lo scrivente studio per concordare tempi e modi nei necessari interventi, facendovi carico dei relativi oneri. Non ricevendo concreto riscontro entro gg.8 dalla data di ricevimento della presente, i miei clienti intendono agire in sede giudiziale per tutelare i propri interessi..."
Da parte mia preciso che nei 5 anni in cui ho vissuto in quell'appartamento mai si sono manifestati problemi di muffe o quant'altro. Sono rimasto pertanto meravigliato del contenuto della missiva ed infastidito dal tono perentorio ed arrogante della stessa.
Chiedo pertanto:
1. c'è qualche motivazione legale che supporta tale comunicazione?
2. se, come credo ovvio, non c'è alcuna motivazione per ritenere me responsabile dell'accaduto, vi sono gli estremi per chiedere i danni morali?
3. devo rispondere con raccomandata A.R.?
P.S. anche se superfluo, nell'atto di compravendita veniva specificato che "... l'appartamento viene acquistato nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, ben noto alla parte acquirente medesima, che dichiara, pertanto, di non sollevare eccezioni al riguardo..."
Nel luglio 2000 ho venduto il mio appartamento facente parte di una palazzina costruita 6 anni fa. L'appartamento si trovava in perfetto stato ed era stato più volte visionato e controllato dall'acquirente e dai suoi parenti e familiari prima dell'acquisto. Poichè avevano riscontrato n.2 parchetti del pavimento che scricchiolavano ho addirittura pagato l'intervento di un parchettista per controllare scrupolosamente tutto il parquet e consegnare quindi l'appartamento in condizioni veramente perfette. A distanza di 6 mesi dall'atto di compravendita mi vedo recapitare una raccomandata A.R. dallo studio legale dei fratelli dell'acquirente indirizzata a me ed alla ditta costruttrice con la quale mi si informa che:
"..... all'interno dell'appartamento stesso stanno manifestandosi gravissimi problemi di umidità che interessano tutti i muri perimetrali, con l'insorgenza di estese muffe sugli intonaci interni, conseguenti cattivi odori e rischi di danneggiamento per gli arredi che restano a contatto con dette superfici. Il problema è di tale evidenza e gravità da compromettere la salubrità della abitazione, e richiede un immediato intervento di risanamento. Nelle Vs. rispettive vesti di venditori e di costruttori dell'immobile, vorrete dunque prendere immediatamente contatti con lo scrivente studio per concordare tempi e modi nei necessari interventi, facendovi carico dei relativi oneri. Non ricevendo concreto riscontro entro gg.8 dalla data di ricevimento della presente, i miei clienti intendono agire in sede giudiziale per tutelare i propri interessi..."
Da parte mia preciso che nei 5 anni in cui ho vissuto in quell'appartamento mai si sono manifestati problemi di muffe o quant'altro. Sono rimasto pertanto meravigliato del contenuto della missiva ed infastidito dal tono perentorio ed arrogante della stessa.
Chiedo pertanto:
1. c'è qualche motivazione legale che supporta tale comunicazione?
2. se, come credo ovvio, non c'è alcuna motivazione per ritenere me responsabile dell'accaduto, vi sono gli estremi per chiedere i danni morali?
3. devo rispondere con raccomandata A.R.?
P.S. anche se superfluo, nell'atto di compravendita veniva specificato che "... l'appartamento viene acquistato nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, ben noto alla parte acquirente medesima, che dichiara, pertanto, di non sollevare eccezioni al riguardo..."
Risposta ADUC
Teoricamente, lei potrebbe avere occultato un vizio ed essere conseguentemente responsabile. In concreto, non sara' facile che possano ravvisare una responsabilita' a suo carico, ma riteniamo che debba -obbligatoriamente- contestare, e (purtroppo) crediamo che dovrebbe pensare di affidarsi ad un legale (dall'altra parte, lei ha infatti un avvocato che cerchera' il pelo nell'uovo per incastrarla e dunque una lettera ben fatta potrebbe aiutarla).
Naturalmente, in caso di contrasto, dovra' essere fatta, a cura degli acquirenti e poi -eventualmente- in sede giudiziaria, una perizia. In base all'esito di questa perizia, si capira' la causa di cio' e la sua eventuale responsabilita', in quanto il tempo trascorso dalla vendita rientra nei limiti in cui e' possibile una contestazione da parte degli acquirenti.
Se non ha mai rilevato il vizio, e' probabile che cio' non sia a vero e che non si tratti di un vizio di cui lei possa essere responsabile, ma e' importante che contesti bene, sin da subito e per raccomandata A/R.
Naturalmente, in caso di contrasto, dovra' essere fatta, a cura degli acquirenti e poi -eventualmente- in sede giudiziaria, una perizia. In base all'esito di questa perizia, si capira' la causa di cio' e la sua eventuale responsabilita', in quanto il tempo trascorso dalla vendita rientra nei limiti in cui e' possibile una contestazione da parte degli acquirenti.
Se non ha mai rilevato il vizio, e' probabile che cio' non sia a vero e che non si tratti di un vizio di cui lei possa essere responsabile, ma e' importante che contesti bene, sin da subito e per raccomandata A/R.
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