Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
24 settembre 1999
24-Sett-99
Signori dell'ADUC, scusate se ri-intervengo solo ora sulla vostra seconda risposta, ma le ultime ferie di Settembre e qualche trasferta di lavoro mi hanno tenuto lontano.
Ho interpretato lo scambio di opinioni come comune volonta' di sincero confronto su temi importanti e cosi' mi permetto di proseguire, sperando che da parte vostra ci sia ancora interesse.
Nella prima risposta VOI avete detto che non ci sono giustificazioni scientifiche per dire che un bambino a 3 mesi dal concepimento e' una vita, e io semplicemente vi ho mandato una foto che dal punto di vista scientifico (e cosa senno') lo conferma; per me la vita di un bambino (anche con l'esperienza di mio figlio) rappresenta molte altre cose, che pero' partono dal suo diritto di esistere come persona. Dite che esistono argomenti scientifici a favore di ambedue le tesi; se per favore me li elencate...magari scopro qualcosa di nuovo, anche perche' cerco di essere (nei confronti di tutti, ANCHE DEI BAMBINI INDIFESI NELLA PANCIA
DELLA LORO MAMMA) obbiettivo fidandomi di cio' che e' dimostrato ed evidente, non dei miei sentimenti.
Cosa vuol dire "chi crede nelle proprie opinioni e' convinto che il suo pensiero sia l'Assoluto e chi la pensa diversamente sia un delinquente"?? Le opinioni vanno bene su moltissime cose, politiche o sociali che siano; possiamo avere diverse idee sul tipo di stato, di economia ecc...ma il diritto alla vita e' insito in ogni persona, e' la base di ogni convivenza umana; se un domani la maggioranza legalizzasse l'omicidio degli handicappati perche' non produttivi o altre cose, dove andremmo a finire?Io non ho mai dato del delinquente a nessuno, anzi appoggio le strutture che aiutano le mamme a non abortire (i cosiddetti Centri di Aiuto alla Vita) e se lo hanno gia' fatto le aiutano in altro modo.
Visto che poi avete nominato Dio, Lui dice di NON UCCIDERE, e se non sbaglio Maria ha saputo di ESSERE MADRE di Dio con l'Annunciazione, IL GIORNO DEL CONCEPIMENTO, non allo scadere del 3° mese!
Lui ha le idee chiare, basta ascoltarle e non volersi mettere al suo posto, caso per caso.
Apprendo alla fine che mi ritenete non obbiettivo perche' ho espresso un opinione diversa da coloro che sono obbiettivi: semplicemente cerco di essere A FAVORE DELLA VITA UMANA, QUELLA DI TUTTI, SEMPRE.E non ditemi che Voi un bimbo come quello della foto non lo salvereste!
Vi ringrazio dell'attenzione.
Signori dell'ADUC, scusate se ri-intervengo solo ora sulla vostra seconda risposta, ma le ultime ferie di Settembre e qualche trasferta di lavoro mi hanno tenuto lontano.
Ho interpretato lo scambio di opinioni come comune volonta' di sincero confronto su temi importanti e cosi' mi permetto di proseguire, sperando che da parte vostra ci sia ancora interesse.
Nella prima risposta VOI avete detto che non ci sono giustificazioni scientifiche per dire che un bambino a 3 mesi dal concepimento e' una vita, e io semplicemente vi ho mandato una foto che dal punto di vista scientifico (e cosa senno') lo conferma; per me la vita di un bambino (anche con l'esperienza di mio figlio) rappresenta molte altre cose, che pero' partono dal suo diritto di esistere come persona. Dite che esistono argomenti scientifici a favore di ambedue le tesi; se per favore me li elencate...magari scopro qualcosa di nuovo, anche perche' cerco di essere (nei confronti di tutti, ANCHE DEI BAMBINI INDIFESI NELLA PANCIA
DELLA LORO MAMMA) obbiettivo fidandomi di cio' che e' dimostrato ed evidente, non dei miei sentimenti.
Cosa vuol dire "chi crede nelle proprie opinioni e' convinto che il suo pensiero sia l'Assoluto e chi la pensa diversamente sia un delinquente"?? Le opinioni vanno bene su moltissime cose, politiche o sociali che siano; possiamo avere diverse idee sul tipo di stato, di economia ecc...ma il diritto alla vita e' insito in ogni persona, e' la base di ogni convivenza umana; se un domani la maggioranza legalizzasse l'omicidio degli handicappati perche' non produttivi o altre cose, dove andremmo a finire?Io non ho mai dato del delinquente a nessuno, anzi appoggio le strutture che aiutano le mamme a non abortire (i cosiddetti Centri di Aiuto alla Vita) e se lo hanno gia' fatto le aiutano in altro modo.
Visto che poi avete nominato Dio, Lui dice di NON UCCIDERE, e se non sbaglio Maria ha saputo di ESSERE MADRE di Dio con l'Annunciazione, IL GIORNO DEL CONCEPIMENTO, non allo scadere del 3° mese!
Lui ha le idee chiare, basta ascoltarle e non volersi mettere al suo posto, caso per caso.
Apprendo alla fine che mi ritenete non obbiettivo perche' ho espresso un opinione diversa da coloro che sono obbiettivi: semplicemente cerco di essere A FAVORE DELLA VITA UMANA, QUELLA DI TUTTI, SEMPRE.E non ditemi che Voi un bimbo come quello della foto non lo salvereste!
Vi ringrazio dell'attenzione.
Risposta ADUC
Per quanto mi concerne non ho intenzione di abortire, pero' le assicuro che NON salverei quel bambino se ritenessi di non potergli offrire una vita adeguata. Dal mio punto di vista e' piu' crudele ed egoista far nascere per forza PER SE STESSI un altro essere, mettendolo in una situazione alquanto critica e disperata come l'esistere, che non eliminare un essere che non e' stato e che non rimpiangera' la vita che non ha vissuto.
Qualunque cosa lei possa cercare di dire per convincermi del contrario l'avverto subito di lasciar perdere, perche' non ce la fara' mai. Ho la ferma, personale convinzione che nessuna vita verra' rimpianta perche' nessuna vita c'e' ancora. C'e' solo esitenza ed esistenza non e' vita.
Il suo concetto e' comunque chiaro ed e' stato da lei ampiamente espresso e conosco perfettamente tutte le contestazioni che vuol farmi, pertanto non mi dilungo poiche' quanto detto le puo' essere sufficiente a capire il mio personale pensiero.
Le faccio pero' presente che qui siamo in un'associazione e ci limitiamo a constatare lo stato di fatto legislativo, agendo di conseguenza. Inoltre, condividiamo l'impostazione giuridica che tra due diritti predilige quello della madre e non quello del figlio. E' una situazione che nel diritto si verifica spesso: il conflitto tra due diversi diritti e la scelta a favore di uno dei due mentre l'altro soccombe. E' suo diritto parteggiare per il bambino. Noi condividiamo -in questo- le tesi giuridicamente dettagliate nei testi di diritto e siamo a favore della madre. Questo e solo questo puo' essere il terreno di scontro ed a questo punto le due rispettive posizioni sono chiarite e non c'e' altro da dire. Il suo modo di vedere ritengo sia stato ampiamente esposto e chiarito, lei ha diritto alla sua opinione ma noi continueremo a proteggere chi riteniamo maggiormente meritevole di attenzione date le circostanze.
Il centro di aiuto alla vita non e' una soluzione, e' un palliativo. Chi vuole far nascere suo figlio puo' comunque rivolgercisi ed ottenere aiuto. Ma lei non puo' -assolutamente no, se non sulla pelle sua e dei bambini da lei e lei solo concepiti- pretendere di imporre agli altri cio' che non la riguarda. Per chiarire il concetto, dopo che chi e' contrario all'aborto ha fatto la sua brava ramanzina e con aria saputa torna alla sua vita di sempre, un problema (quello vero) rimane chiuso nel cuore di una madre. Che fa le sue amare scelte. E che sceglie secondo quello che e' meglio o per lei o per il figlio. Lei non ci sara' quando quella donna o quel figlio avranno dei problemi. Lei non se ne fara' carico. Aiutarli i primi mesi? E' troppo poco, e' troppo comodo. Qui si parla di una vita INTERA. Anzi, di due. E siccome lei non si fara' carico delle loro vite (e non potrebbe neppure) non puo' neppure imporre loro niente. Per cui, puo' continuare a cercare di convincere delle sue tesi le persone che crede -e noi le abbiamo dato il suo piccolo spazio per questo- ma la questione finisce qui. Ha fatto tutto cio' che era in suo dovere, non e' il caso di aggiungere piu' nulla poiche' senno' diventa solo un rigirarsi su se stessi.
Qualunque cosa lei possa cercare di dire per convincermi del contrario l'avverto subito di lasciar perdere, perche' non ce la fara' mai. Ho la ferma, personale convinzione che nessuna vita verra' rimpianta perche' nessuna vita c'e' ancora. C'e' solo esitenza ed esistenza non e' vita.
Il suo concetto e' comunque chiaro ed e' stato da lei ampiamente espresso e conosco perfettamente tutte le contestazioni che vuol farmi, pertanto non mi dilungo poiche' quanto detto le puo' essere sufficiente a capire il mio personale pensiero.
Le faccio pero' presente che qui siamo in un'associazione e ci limitiamo a constatare lo stato di fatto legislativo, agendo di conseguenza. Inoltre, condividiamo l'impostazione giuridica che tra due diritti predilige quello della madre e non quello del figlio. E' una situazione che nel diritto si verifica spesso: il conflitto tra due diversi diritti e la scelta a favore di uno dei due mentre l'altro soccombe. E' suo diritto parteggiare per il bambino. Noi condividiamo -in questo- le tesi giuridicamente dettagliate nei testi di diritto e siamo a favore della madre. Questo e solo questo puo' essere il terreno di scontro ed a questo punto le due rispettive posizioni sono chiarite e non c'e' altro da dire. Il suo modo di vedere ritengo sia stato ampiamente esposto e chiarito, lei ha diritto alla sua opinione ma noi continueremo a proteggere chi riteniamo maggiormente meritevole di attenzione date le circostanze.
Il centro di aiuto alla vita non e' una soluzione, e' un palliativo. Chi vuole far nascere suo figlio puo' comunque rivolgercisi ed ottenere aiuto. Ma lei non puo' -assolutamente no, se non sulla pelle sua e dei bambini da lei e lei solo concepiti- pretendere di imporre agli altri cio' che non la riguarda. Per chiarire il concetto, dopo che chi e' contrario all'aborto ha fatto la sua brava ramanzina e con aria saputa torna alla sua vita di sempre, un problema (quello vero) rimane chiuso nel cuore di una madre. Che fa le sue amare scelte. E che sceglie secondo quello che e' meglio o per lei o per il figlio. Lei non ci sara' quando quella donna o quel figlio avranno dei problemi. Lei non se ne fara' carico. Aiutarli i primi mesi? E' troppo poco, e' troppo comodo. Qui si parla di una vita INTERA. Anzi, di due. E siccome lei non si fara' carico delle loro vite (e non potrebbe neppure) non puo' neppure imporre loro niente. Per cui, puo' continuare a cercare di convincere delle sue tesi le persone che crede -e noi le abbiamo dato il suo piccolo spazio per questo- ma la questione finisce qui. Ha fatto tutto cio' che era in suo dovere, non e' il caso di aggiungere piu' nulla poiche' senno' diventa solo un rigirarsi su se stessi.
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