Sabato 6 giugno 2026
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Lettera del consumatore

21 agosto 2006
Domanda 21 agosto 2006
Il 12.6.2006, mio figlio, nato il 15.7.1992, da me iscritto, dietro pagamento della somma di 510,00 euro interamente versate in tre rate, presso una scuola privata di nuoto, mentre si trovava in vasca, nuotando sott'acqua, urtava con il viso il fondo della piscina provocandosi la rottura di un dente incisivo. Del fatto venivo a conoscenza solo nel momento in cui andavo a riprendere il ragazzo, al termine della lezione. Il giorno 15 successivo, contattavo la segreteria della scuola che fino allora era stata tenuta all'oscuro del fatto. Nella circostanza, personale ivi addetto interpellava, alla mia presenza, l'istruttore di mio figlio che confermava l'accaduto. A quel punto mi veniva riferito che sarebbe stata interessata l'assicurazione con cui la scuola aveva stipulato apposita polizza. Il 25.7.2006, con lettera inviata per posta ordinaria a mio figlio l'isituto garante comunicava che: "dagli elementi in nostro possesso e dalla verifica delle condizioni contrattuali siamo a significare che la dinamica dell'evento non rientra nelle garanzie prestate. Gli associati che partecipano all'attivita' sportiva non sono considerati terzi". A questo punto chiedo: e' il caso di perseguire le vie legali?
Paolo, da Ladispoli

Risposta ADUC
L'assicurazione della scuola di nuoto non ha alcun obbligo nei suoi confronti, ma solo del proprio assicurato, cosi' come lei non ha rapporto diretto con l'assicuratore ma solo con il suo presunto debitore (la scuola). Cio' premesso, quello che deve esser chiarito (eventualmente in sede giudiziaria, se crede) e' la responsabilita' dell'insegnante rispetto al suo obbligo di vigilare sulla sicurezza degli allievi (ad esempio se ha consentito un tuffo che aveva l'obbligo di evitare), oppure se il fatto possa condiderarsi fortuito (il cui onere probatorio spetta alla scuola). In ogni caso, scriva una raccomandata ar di messa in mora: clicca qui di richiesta danni alla scuola (in persona del direttore e rappresentante legale), volta a intimare il pagamento (quantifichi, anche con fatture mediche). Se non sara' sufficiente dovra' ricorrere al giudice ordinario, ma in astratto ci sono gli estremi, e chissa', messa alle strette forse anche l'assicurazione ci ripensera'.
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