Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

18 agosto 2006
Domanda 18 agosto 2006
A chi devo inviare questa mail per avere consigli su come agire la prossima volta in questa situazione?
"Storia buffa (ma vera) di un Ferragosto marchigiano".
"15 Agosto, giorno critico per il turismo marchigiano.
Prenotiamo per le 21:30 da Zia Emilia (Lungomare Scossicci di Porto Recanati n.5), siamo in 23.
Verso le 21:15, alla spicciolata, arriviamo al ristorante, regna una gran confusione, ma per fortuna abbiamo prenotato.
Vaghiamo fra tavoli e camerieri sudati che ci urlano di spostarci, chiediamo quale e' il nostro tavolo, nessuno ci risponde, un cameriere ci dice in un orecchio che forse il nostro tavolo e' stato preso (o dato?) da altri che se ne sono impadroniti, le informazioni scarseggiano, le risposte pure, piu' che altro sembriamo di intralcio al loro lavoro.
Aspettiamo fiduciosi, poi finalmente, con il vuoto pneumatico nello stomaco, una grossa tavolata si alza (forse viene scacciata dai camerieri?), noi scaltri e affamati espugniamo la nostra postazione mangereccia, sono le 22:45.
Ci rendiamo conto della situazione e per non creare ulteriori problemi e accelerare il servizio ordiniamo pietanze molto complesse, sofisticate direi: penne alla vodka, pizza al tagliere mista, birra e acqua.
I camerieri sparecchiano il tavolo, ogni poco ci fanno alzare, ma restiamo ottimisti, piu' che altro dove lo troviamo un altro posto per mangiare la sera di Ferragosto alle undici di sera?
I camerieri riapparecchiano il tavolo, a poco a poco si materializzano sotto i nostri occhi increduli tovaglie, tovaglioli, bicchieri, acqua e birra.
Sono le 23:15 (per fortuna avevamo prenotato, altrimenti facevamo colazione e non cena) arrivano un paio di fiamminghe (non ragazze olandesi, ma piatti da portata!) con le famigerate penne alla vodka, piccolo disguido, la pasta c'e', peccato manchino i piatti, seguono momenti di imbarazzo, vola qualche parolaccia fra i camerieri, poi i piatti compaiono, le porzioni si aggirano sui 40 grammi a testa, ma un cameriere, sempre nell'orecchio ci dice che presto portera' il bis (sono passate quasi 24 ore ma ancora nulla!).
Si avvicina la mezzanotte, partono i fuochi d'artificio (in realta' eravamo venuti per vedere proprio i fuochi, ma ormai siamo talmente affamati, che tutto cio' che non e' commestibile passa in secondo piano).
Proprio mentre la mia carrozza si sta trasformando in zucca, arriva la pizza.
Ne manca una, arriva verso le 00:30.
Qualche sciagurato della tavolata, forse inebriato dal cibo e dalla birra, sulle ali dell'entusiasmo, ordina il caffe'.
Passa un altra mezz'ora.
Sono le 01:00 e ci apprestiamo ad alzarci.
Scambio di sguardi, prendiamo una decisione, piu' di 10 euro a testa non e' possibile spendere, il servizio non c'e' stato, il cibo neanche, cosa paghiamo, il posto auto?
Fra di noi ci sono avvocati, filosofi, ingegneri, economi: dissertiamo su come agire.
Siamo compatti, andiamo alla cassa con i nostri 230 euro.
Il conto e' diverso, ci chiedono 18 euro a testa, prendiamo il conto, lo dividiamo per 23, viene 17,30 euro, i 70 centesimi a testa in piu' per cosa sono?
Spieghiamo educatamente al proprietario cosa non e' andato (tutto) e cosa invece andava bene (beh, l'auto tutto sommato era parcheggiata discretamente).
Il proprietario di quel magnifico locale che e' Zia Emilia (Lungomare Scossicci di Porto Recanati n.5, se volete prenotare il numero e' sulle pagine bianche) cade dalle nuvole (sfortunatamente non si fa nulla), adduce scuse mistiche, quasi religiose, non capisce perche' alcuni di noi facciano i camerieri (?), non capisce come mai alcuni di noi non siano marchigiani (?), non capisce perche' protestiamo visto che per lui e' stato tutto perfetto (?), non capisce che problema c'e' (?), non capisce piu' quasi nulla!
Eppure siamo in 23 a spiegarglielo!
La battaglia si prospetta lunga, ma lui e' solo, noi invece abbiamo i ricambi dalle retrovie.
In prima linea si alternano persone di diversa eta', sesso, religione, idee politiche, tutti con un unico solo scopo: La democrazia? No!
La liberta'? No!
Le quote rosa? No!
Vogliamo semplicemente pagare il servizio che ci e' stato fornito per quello che vale, ma soprattutto evitare che, senza dire nulla, tutto questo disservizio si ripeta con altre persone e con altri turisti.
Bastavano delle semplici scuse per il servizio ed una richiesta di 15 euro a testa, non era una gran consolazione, ma alla fine poteva andare.
Nulla!
16,50 euro a testa, vivi o morti, e passiamo pure per morti di fame, non riusciamo a spiegare che il problema non sono i 2 euro ma che e' una questione di principio.
La situazione degenera, le voci si alzano, e' Ferragosto sono quasi le due di notte, decidiamo di pagare!
Si spengono anche le ultime proteste, per noi i fuochi d'artificio stanotte non si sono mai accesi.
In conclusione: e' incredibile come tante volte ci si debba rassegnare a pagare cio' che non ci viene fornito, un po' per pigrizia, un po' per evitare guai le persone oneste come noi non sono capaci di andarsene senza pagare cio' che ci viene chiesto.
Attenzione quindi quando andate in un locale (soprattutto i turisti), perche' gli imbroglioni e gli ignoranti sono sempre pronti ad approfittare della vostra onesta'.
Fatevi sentire, in fondo non fanno altro che rubarvi dei soldi, non e' altro che un furto camuffato.
Le Marche sono una grande regione, ricca di ogni bellezza, non lasciamocela rovinare da gente il cui unico scopo e' quello di truffare i consumatori.
Un saluto a tutti!
Stefano, da Recanati

Risposta ADUC
Grazie per il racconto che pubblichiamo su Cara Aduc.
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