Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 agosto 2006
Domanda 12 agosto 2006
Cara Aduc, il 30 maggio del 2006 vengo contattata dalla Telecom che mi segnalava un aumento del traffico telefonico in particolare di connessioni ad internet a numeri ad alto costo per un importo di 388 euro+ iva. Premetto che dal luglio del 2000 avevo attivato sulla mia linea telefonica il blocco con chiave numerica che non ho disattivato neanche quando nel novembre del 2005 scelgo di effettuare il mio traffico telefonico con Tele2 continuando a pagare il canone Telecom nonche' il servizio sopra indicato. Lo stesso 30 maggio chiamo il 187 e l'operatrice mi consiglia di di richiedere la disattivazione del CPS Tele2 e contestualmente la riattivazione del CPS Telecom, questo per evitare ulteriori connessioni non autorizzate visto che non essendo la mia zona cablata per l'eventuale installazione dell'ADSL, l'unica mia protezione era il blocco con chiave numerica che evidentemente con Teledue veniva bypassato. La stessa operatrice evidenzia con sorpresa che il blocco con chiave numerica neli ultimi mesi non era mai stato disattivato e mi consiglia di effettuare reclamo parziale per traffico non geografico non appena ricevo la fattura. Nel frattempo cerco di informarmi in giro su internet e scopro che questo dialer e' conosciuto si tratta di FASTTRACK, si auto istalla come connessione predefinita anche se alla comparsa della finestra di accettazione del servizio si clicca sul no. Ma io sul mio pc ho anche istallato un programma di controllo, STOPDIALER che mi disconnette automaticamente per cui questa finestra non l'ho neanche vista. Controllo il computer lo ripulisco dal dialer non una, ma piu' volte, il 31 giugno arriva la fattura relativa ai consumi in oggetto chiamo il 187 faccio reclamo parziale per traffico non geografico e sollecito la riattivazione del CPS Telecom l'operatore mi dice che e' strano che la mia linea sia ancora Tele2 perche' a lui risulta la pratica evasa il 6 giugno 2006. Il 5 luglio mi arriva la lettera della Telecom che mi informa che entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione sarebbe stato riattivato il CPS Telecom. Non ne passano 15 di giorni ne passano di piu' il 31 luglio ho finalmente la conferma di essere tornata a Telecom, ma abracadabra cosa succede? Il blocco con chiave numerica non c'e' piu' e non posso riattivarlo! Chiamo il 187 il quale fa la segnalazione del guasto, e mi fa anche lo storno sulla bolletta in oggetto di 407 euro e qualche centesimo. Vengo richiamata quasi immediatamente dalla sezione guasti che mi invita a chiamare il numero 800515151 numero antifrode. L'operatore del numero di cui sopra mi ripristina il blocco con chiave numerica con tante scuse. Mi tranquillizzo penso di aver risolto, invece ieri telefona la Telecom a casa, risponde mio figlio gli dicono che la bolletta la devo pagare tutta e sapete perche'? Proprio perche' la sottoscritta dal 2000 ha sulla linea il blocco con chiave numerica! Mio figlio non conoscendo bene i termini del reclamo invita l'operatore a contattarmi in ufficio non vengo contattata naturalmente ne' in ufficio ne' sul numero di cell che che credo aver lasciato 1000 volte agli operatori del 187 su loro richiesta. Nel frattempo io ho effettuato il pagamento parziale della bolletta e presentato denuncia alla polizia di stato e oggi leggo nelle vostre pagine di non aver agito correttamente. Tra le tante domande quella che mi assilla di piu' e questa: ma il blocco con chiave numerica non mi doveva tutelare? Perche' oggi la Telecom usa questo pretesto? Io il canone e il servizio ho continuato ha pagarlo e anziche' essere loro in difetto adesso lo sono io? Vi prego datemi al piu' delle indicazioni su come agire. Grazie.
Orietta, da Roma

Risposta ADUC
Purtroppo la situazione e' intricata. I nostri consigli ipotizzano che sul proprio pc nulla sia accaduto, pertanto la denuncia alla polizia e' una sorta zappa sui propri piedi (se non lo avesse ancora fatto legga tutti i documenti linkati al modulo). Con questa tesi, avvalorata dalle precauzioni prese, poteva impostare la richiesta di rimborso con maggiori possibilita' (nessuna certezza, in ogni caso). A questo punto, pero', se adottasse la nostra linea in un eventuale giudizio (prima in conciliazione davanti al Corecom e poi davanti al giudice di pace, dopo aver fatto puntuali richieste tramite raccomandata a/r di messa in mora clicca qui o adottando il modulo specifico clicca qui) si troverebbe in contraddizione.
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