Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
31 luglio 2006
Non vedo quali reali vantaggi ci possano essere per i consumatori dopo l'approvazione del recente decreto Bersani sulla liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco nei supermercati o comunque al di fuori di una " istituzione" importante come la farmacia. Un recente sondaggio svolto tra i cittadini ha rivelato la farmacia come il " servizio preferito" dagli italiani proprio per la consulenza e il lavoro svolto all'interno di essa. Mi riferisco in particolare ai numerosi servizi come, ad esempio, la prenotazione di visite specialistiche che la farmacia svolge, senza alcuna retribuzione, per alleggerire il lavoro delle strutture pubbliche sanitarie (Asl e poliambulatori) che sarebbero deputate a farlo. La distribuzione del farmaco al di fuori della farmacia portera' sicuramente a una diminuzione dei prezzi? (come asseriscono convinte le associazioni dei consumatori). Di questo non sarei cosi' sicura visto che tale diminuzione avverrebbe solo in seguito ad un aumento dei consumi .. aiutato dalla pubblicita' martellante con grande vantaggio per i grossi gruppi industriali e commerciali!!! Ma dov'e' il vantaggio per il piccolo consumatore? Potrebbe veramente avere un risparmio a fine mese? Oppure si potrebbe trovare di fronte a un risparmio nullo o scarso e, per giunta, potrebbe essere privato di quella consulenza e tutela della salute cui, invece, avrebbe diritto? Ricordiamoci, inoltre, che i farmaci non sono caramelle!! Il self-service del farmaco al di fuori della farmacia potrebbe risultare pericoloso per la salute oltre che inappropriato perche' non e' detto che ogni utente abbia a disposizione un professionista con il quale interagire durante l'acquisto. Un grosso pericolo e' per gli anziani, una delle categorie piu' deboli della societa', ai quali il farmacista, nella farmacia di quartiere, presta la sua collaborazione ogni giorno. Ma ugualmente lo svantaggio a cui il consumatore va incontro potrebbe riguardare i giovani o, in generale, anche chi dispone di una adeguata cultura perche' il settore del farmaco e' talmente particolare che solo il professionista specializzato nella materia e regolarmente aggiornato puo' conoscere. Soltanto il farmacista all'interno della farmacia puo' garantire tutto questo. Vi ricordo, inoltre che gia' da tempo le farmacie avevano cominciato a effettuare sconti sui farmaci da banco esclusivamente nell'interesse del consumatore!! Io sono una farmacista che presta servizio in una delle farmacie della nostra citta'. Provo rabbia e disappunto nel vedere l'approvazione di un decreto che vorrebbe avere lo scopo di difendere i piu' deboli e poi invece potrebbe rivelarsi un boomerang generalizzato. Credo che spesso vengano prese delle posizioni dai governi, o anche da parte delle associazioni che ci dovrebbero difendere, senza conoscere effettivamente il lavoro quotidiano di chi e' veramente a contatto con la gente. Il farmacista e' l'ultimo anello di una catena (che si sa dove comincia ma non come comincia) ma e' anche quello che risponde al cittadino in tutto e per tutto. Chiediamo di verificare dunque come comincia l'alto prezzo di un farmaco e se questo e' giustificato o meno!!! Perche' voler minacciare di richiedere multe contro una categoria di lavoratori come noi che ha tutto il diritto di manifestare il proprio dissenso e che, grazie alla farmacia, garantisce una preziosa collaborazione con i propri interlocutori!!!! Voler imitare cosa succede in altri paesi del mondo potrebbe non andare bene per la nostra realta' o addirittura potrebbe essere un pericoloso inizio per poi arrivare alla mancanza di assistenza sanitaria, come avviene negli Stati Uniti, dove si vende l'aspirina al supermercato . ma la gente povera non si puo' curare!!! Riflettiamoci tutti insieme e cerchiamo di migliorare veramente e non di peggiorare le cose.
Emanuela, da Livorno
Emanuela, da Livorno
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