Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
29 luglio 2006
Negli ultimi mesi dell'anno 2002 ho interpellato un'agenzia immobiliare della zona, per acquistare una nuova abitazione che potesse soddisfare le nostre esigenze. Nei diversi colloqui avuti con questi, venivo rassicurato verbalmente sulla vendita del mio primo appartamento, pertanto si decideva di acquistare una casetta a schiera che l'immobiliare ci mostrava. Il 14 febbraio 2003, dopo essere stato piu' volte sollecitato a fare il contratto e, assicurato che la mia vecchia abitazione era venduta a distanza di alcuni giorni, si stipulava un CONTRATTO SPECIALE e non definitivo. Il 16 aprile 2003 si procedeva alla stipula del CONTRATTO PRELIMINARE versando l'intera somma pattuita (PRESTITO BANCARIO), della casetta, ai proprietari in uscita. Premetto che io e la moglie eravamo proprietari da 9 anni di un'abitazione dove la Provincia Autonoma di Bolzano ci aveva concesso il beneficio del mutuo agevolato, ovvero circa 10.000.000 di vecchie lire regalate ogni anno per la durata di 10 anni, con la clausola di non poter vendere l'immobile per 15 anni (se non erro) o eventualmente se si trattava di cambio di immobile che quest'ultimo avesse i requisiti per poter continuare a beneficiare di tale agevolazione, pertanto per poter vendere l'appartamento vecchio, quello nuovo non doveva avere alcun vincolo e risultare idoneo per trarre tale beneficio, ossia l'ultima rata poco piu' di 5.000 euro. - Chiesta alla Prov. Aut. ma di Bolzano il NULLA OSTA per la vendita del vecchio appartamento, questi mi rifiutavano la richiesta motivando che il nuovo appartamento era gia' oggetto di un mutuo agevolato. In effetti questa casa era stata acquistata all'asta dal possessore uscente in quanto il precedente proprietario era andato in fallimento dopo aver ricevuto il mutuo agevolato dalla Provincia. Vendendo pero' all'asta un immobile, il Tribunale competente elimina per legge ogni vincolo a carico dell'edificio. Viste tali problematiche informavo immediatamente l'immobiliare che come sempre mi rassicurava riferendomi che avrebbe comunicato il fatto al proprio studio legale. Non avendo pero' mai visto interesse da questi, mi adoperavo personalmente a risolvere quanto sopra esposto. Una volta risolto cio' riformulavo la richiesta di NULLA OSTA con una certa celerita' in quanto nel contempo avevo trovato un'acquirente, ma mi veniva nuovamente rifiutata poiche' l'abitazione risultava essere di metratura superiore ai 140 mq. e pertanto non idoneo a ricevere il beneficio provinciale. Inizialmente l'appartamento nuovo era nato con un vano in piu', successivamente veniva modificato chiudendolo internamente e portando l'entrata di questo vano al di fuori. Dimostrato questo all'ufficio Prov. le lo stesso per l'ennesima volta mi rigettava la domanda informandomi che i disegni planimetrici in loro possesso erano differenti da quelli da me inviati. Allarmato mi portai presso gli uffici tavolare e catasto doVe potevo effettivamente appurare che risultavano differenti dall'effettiva situazione. Dovetti cosi' interpellare un geometra che procedeva ad effettuare una nuova misurazione del locale e nuovi disegni che venivano in seguito registrati a quegli uffici (catasto-tavolare). Durante tale periodo l'interessato all'acquisto del mio vecchio appartamento, vista l'eccessiva attesa, si congedava da ogni impegno. Verso la fine dell'anno 2003 dovetti svendere il vecchio immobile per poter stipulare il BENEDETTO E ASSAI SOSPIRATO CONTRATTO DEFINITIVO del nuovo immobile. Nell'arco di tempo che va dal contratto preliminare a quello definitivo l'agenzia non ha perso tempo a richiedermi la somma di euro 6.135,50 per il LORO OPERATO. Vorrei sapere se sono obbligato a pagare quest'ultima somma anche perche' l'agenzia non ha fatto nulla per risolvere i problemi che loro stessi mi hanno creato, altresi' chieste delucidazioni su questa somma il proprietario dell'agenzia immobiliare, ALL'EPOCA, mi riferiva verbalmente che non dovevo pagare poiche' si trattava di un loro errore, ma poco dopo mi rimandavano la fattura e ora, a distanza di tempo, mi hanno citato in Tribunale. CHIEDO SCUSA PER ESSERMI PROLUNGATO MA ERA L'UNICO MODO PER POTER NARRARE LA STORIA. IN ATTESA DI UN VS. CENNO VI SALUTO E VI RNGRAZIO CALOROSAMENTE.
Risposta ADUC
L'agenzia immobiliare, salvo impegno espresso alla risoluzione di problemi annessi alla compravendita (che pero' saranno autonomi dal contratto originario di mediazione), ha diritto alla provvigione per la semplice messa in contatto delle parti che concludono il contratto. Dunque, non crediamo che possa sfuggire se l'importo in questione ha come titolo giustificativo la sola opera di mediazione.
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