Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

17 gennaio 2001
Domanda 17 gennaio 2001
Dal giugno 2000 abito alla Frazione Frua di Travacò Siccomario (PV). Il 16 giugno ho richiesto alla Telecom un all’allacciamento telefonico (anche se la pratica viene stranamente registrata in data 11/7).
Nel giro di pochi giorni mi viene consegnato un telefono ed assegnato un numero: dopodiché il silenzio.
Verso la fine di luglio cerco più volte di mettermi in contatto con la sede di Pavia; della mia richiesta non se ne sa nulla. Sembra che e un tecnico abbia fatto una verifica ma non avendo trovato l’indirizzo abbia abbandonato la cosa.
Su richiesta dell’operatore di Pavia fornisco i miei dati: dopo alcuni giorni ricevo un nuovo apparecchio con un altro numero telefonico. Riconsegno ovviamente il tutto alla sede di Pavia.
Riprovo a parlare con l’Ufficio Tecnico, che il centralino mi indica come ufficio di riferimento.
Tento anche la strada del numero verde: poiché chiamo da Milano, sede abituale di lavoro, il call center non è in grado di dirottare le chiamate su Pavia. Devo andare a Pavia e chiamare da un posto pubblico della stessa rete.
Ritento quindi con le chiamate al centralino di Pavia; finalmente riesco a parlare con il responsabile dell’Ufficio Tecnico. Mi promette, come effettivamente avviene, che in settimana farà un sopralluogo con la società appaltatrice dei lavori.
Non ho tuttavia esiti sui risultati del sopralluogo.
Purtroppo siamo ormai ad agosto e tutto tace. È impossibile contattare l’Ufficio Tecnico e, spesso, anche il centralino non risponde.
A settembre ritento e il 18/9 sono fortunato: parlo con il responsabile tecnico Sig. Marino che mi conferma di voler effettuare un sopralluogo in settimana. Gli spiego che il sopralluogo l’ha già fatto: ribadisce che è necessario rifarlo dopo aver effettuato alcune verifiche cartografiche e aver parlato con il comune in relazione alla proprietà della strada.
Ma non succede niente: il 25/9 ritento con il numero verde che mi mette in contatto con l’ufficio commerciale. La signora Barbieri ed il collega sono attivi ma anche preoccupati: nemmeno loro riescono a contattare l’ufficio tecnico di Pavia. Si interesseranno del caso.
Infatti la sera stesso vengo contattato dal responsabile tecnico di Pavia che, scusandosi per aver disdetto il precedente incontro per problemi personali, mi promette di effettuare un sopralluogo il giorno successivo.
Finalmente il sopralluogo viene fatto e si prospettano due soluzioni:
a) Il punto di partenza è un palo distante circa cento metri, si pianta un altro palo, si effettua uno scavo di circa dieci metri e si accede alla predisposizione a terra. Purtroppo il nuovo palo sarà piantato sul confine di un’altra proprietà e deve essere rinforzato con un tirante: è necessario richiedere i permessi al proprietario. Ovviamente gli scavi sono a mio carico.
b) La seconda ipotesi prevede che il punto di partenza sia la facciata di un casa che dista circa venti metri e si accede alla predisposizione all’altezza del tetto. Purtroppo il punto di partenza è in corrispondenza dell’ingresso della casa coperto da una tettoia di circa due metri per tre: gli operai, mi dicono, non sono autorizzati ad operare al di sopra di una tettoia.
Da notare inoltre che in fase di ristrutturazione ho dovuto preparare ben due predisposizioni telefoniche: a livello del terreno ed a livello del tetto, con evidente spreco di denaro, in quanto l’Ufficio Tecnico non è stato in grado di fornirmi una riposta sulla soluzione più corretta.
Da allora non ho più notizie.
Dopo aver inutilmente contattato l’Ufficio Tecnico ed aver fornito ogni volta i miei dati all’operatrice per i solleciti, ho desistito.
Con domani sono passati sette mesi dalla richiesta: sto ancora aspettando che qualcuno mi chiami per dirmi cosa sta succedendo, quali sono le soluzioni possibili, se ci sarà una data entro la quale potrò avere il collegamento. telefonico.
Che azioni posso fare per rioslvere il problema?
Posso chiedere dei danni?

Risposta ADUC
Se veramente non c'e' altra soluzione che finire sulle proprieta' altrui, la situazione diventa piu' problematica.
Deve tuttavia metterli in mora, facendo cosi' il primo passo.
Invii una raccomandata A/R, riassumendo i fatti e dettando un termine di giorni entro cui provvedere a comunicarle la soluzione prescelta e l'inizio dei lavori, avvisandoli che passato tale termine si vedra' costretto ad adire le vie legali.
Si rivolga, quindi, all'ufficio del giudice di pace e intenti un procedimento, iniziando tramite conciliazione: da solo, infatti, non riuscira' ad ottenere di piu'.
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