Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

25 luglio 2006
Domanda 25 luglio 2006
Salve, vorrei sottoporVi dei quesiti che hanno a che fare con un vecchio contenzioso che ho in essere con la STREAM/SKY. Nel marzo 2001 decisi di approfittare di un'offerta commerciale dell'allora STREAM che prevedeva uno sconto sul canone per i primi sei mesi di contratto. Puntualmente sin dal primo mese viene disattesa questa facilizzazione e mi ritrovo a dover pagare per intero il canone di affitto del decoder e quello del servizio digitale. Dopo aver chiamato il dispersivo numero a pagamento 199 mi viene riferito dal servizio clienti che c'era stato sicuramente un errore e di pagare che comunque l'importo sarebbe stato stornato con la successiva bolletta. Arrivato il secondo mese, anche questo prevedeva il pagamento dell'importo per l'intera somma. A questo punto arrabbiato per la presa in giro subita, ritelefono di nuovo al servizio clienti, il quale puntualmente mi rifila la stessa storiella (e da li' ho cominciato a capire che la cosa era tutta preorganizzata) lasciandomi sempre piu' frustrato e impotente di fronte a tanta malafede da parte di un'azienda, di livello nazionale, che invece dovrebbe proporre un comportamento etico di livello pari alla sua importanza. Nelle successive telefonate, (ormai siamo arrivati a fine anno 2001) concordo con loro la risoluzione del contratto con formale richiesta di disdetta (anche tramite e-mail visto che non esiste/va un ufficio clienti/contenziosi al quale rivorgersi tramite i canali ufficiali) dagli obblighi assunti, specificando che mi sarei considerato responsabile fino alla data di fine anno 2001. Il 10 gennaio 2002 mi chiama un signore, presentatosi come Sig. Luca, del servizio "altri servizi" che mi dice che avrebbe provveduto al calcolo della somma da me dovuta e che mi avrebbero fatto sapere qualcosa al piu' presto. Ad agosto 2002 mi arriva una lettera di sollecito di pagamento dell'importo di 404 euro! Per non aver provveduto al saldo delle fatture precedenti (ma come dico io, non avevamo disdettato a febbraio 2002?)e nonostante cio' nei mesi successivi continuavano ad arrivare ulteriori e nuove fatture fino al 2003! (sic!). A questo punto (e qui sta' il mio sbaglio) indispettito ed irritato decido di ignorarli e non dar piu' loro seguito, fino a quando ad ottobre 2005 mi arriva un'ingiunzione di pagamento della somma di 623 euro da una societa' di riscossione incaricata dalla sky. Infine di questi tempi un sollecito ulteriore di un certo Avv. Papetti che mi intimava di corrispondere la somma da me (delinquente!) inevasa e alla quale io ho risposto (dall'Estero dove risiedo) chiedendo di potermi segnalare un referente in Sky per poter finalmente chiudere questa storia (certo non alla somma da loro ingiustamente richiesta) e alla quale il suddetto Avv. ha dato risposta con un atto di messa in mora!! Ora, alla luce di quanto avvenuto, volevo porvi alcune domande;
1- a seguito della mancata concessione dello sconto come promesso, e' lecito supporre che la STREAM, possa essere giudicata inadempiente agli accordi stipulati? (da premettere che l'offerta era solo in forma pubblicitaria e non contrattuale). 2- sono da considerarsi legali le disdette del contratto erogato a mezzo di telefonate prima (opzione accettata dal servizio clienti ed inserita nel computer), ed e-mail successivamente?
3- nel preparare una lettera in risposta all'avvocato Papetti nel quale rifiuto lo stato di messa in mora, in quanto non attinente con la realta', posso legalmente sospendere l'atto e pretendere di poter essere messo in condizione di avere un riscontro con la STREAM/SKY? Grato sin da adesso della risposta.
Alessandro, da Melbourne/Australia

Risposta ADUC
Rispondiamo punto per punto:
1) l'inadempienza e' chiara e lampante, evidentemente, ma il fatto e' che lei ha disdetto senza rilevarla (per legge essa da modo di rescindere il contratto senza penali, ma l'inadempienza va evidenziata tramite messa in mora, subito e rivolgendosi all'autorita' giudiziaria se diventa necessario). Adesso potrebbe essere troppo tardi, visto che lei figura silente, in tutti questi anni, di fronte alle loro richieste (che invece sono andate avanti nel modo dovuto). Il punto quindi non e' piu', ad oggi, se lei abbia o no ragione, ma se tale ragione possa ancora essere fatta valere.
2) non esiste una disdetta "legale", fa fede cio' che prevede il contratto. Solitamente viene richiesta una raccomandata a/r, mezzo che in ogni caso e' consigliabile perche' permette la rintracciabilita' e, soprattutto, la prova di ricezione. Un' e.mail, se e' prevista dal contratto, va bene. Il problema e' che, a parte quelle "certificate", esse non costituiscono prova giuridica.
3) non puo' "rifiutare" lo stato di messa in mora, semmai potra' interromperne i termini confutando come puo' la validita' delle affermazioni della controparte, magari avanzando richieste sue. Sappia, in ogni caso, che sara' difficile avere un riscontro diretto in tal modo. O propone un accordo stragiudiziale o -dopo aver inviato la messa in mora- apre lei stesso un procedimento conciliativo. Il suo problema, in tutti i casi, resta la carenza di prove. Puo' seguire, volendo, queste istruzioni:
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