Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
20 luglio 2006
Gentili Signori. La nostra storia, mia e di mio marito e molto lunga. Due anni fa, settembre 2004, abbiamo deciso di comprare una casa. Dopo mesi di ricerche abbiamo trovato un appartamento in costruzione, tramite una agenzia immobiliare. Dopo varie ricerche, abbiamo trovato la banca disposta a farci un prefinanziamento prima di fare il mutuo vero e proprio. Tutto bene, abbiamo firmato un compromesso con il venditore con la clausola che ci avrebbe rimborsato la caparra confirmatoria se la casa non fosse finita il 31 gennaio 2006. A febbraio 2006 ci hanno contattato per comunicarci che la casa sarebbe pronta a fine marzo 2006. Nel frattempo abbiamo anche comprato i mobili. Il mobilificio dove abbiamo comprato la camera da letto (comprata a dicembre) ci telefona inizio a febbraio che dobbiamo ritirare i mobili, poiche' chiudevano e dovevano liberare il negozio. Parlando con il venditore ci ha detto di non preoccuparci che si occupa lui di ritirarci i mobili e di depositarli in un posto sicuro. Hanno portato i mobili in un garage della proprieta' del costruttore. A marzo la banca con quale abbiamo fatto il prefinanziamento, ci ha chiamato per il fatto che era passato piu' di un anno e potevamo perdere il mutuo se non firmavamo il contratto di vendita, anche se la casa non era ancora finita. Cosi il 26 aprile 2006, abbiamo firmato il contratto con il pagamento integrale del prezzo pattuito. Nello stesso giorno abbiamo firmato con il venditore una scrittura privata in cui lui si impegnava di consegnarci l'alloggio il 25 maggio 06. Per il fatto che eravamo emozionantissimi per l'acquisto della ns. prima casa, non abbiamo notato che non era prevista nessuna penale da parte sua se l'alloggio non era pronto, specialmente perche' conoscevamo il venditore e sapevamo che e' una persona di fiducia e molto conosciuto nella citta' abitiamo e non si poteva pensare che ci avrebbe ingannato. A maggio abbiamo montato anche la camera da letto. Abbiamo avuto un'altra sorpresa nel fatto che quando il mobiliere pagato dal venditore ci ha montato l'armadio le porte erano imbarcate (per il fatto che sono state 3 mesi in un garage) e non si chiude piu' l'armadio.. La morale e' che siamo piu' di meta luglio e la casa non puo' essere ancora abitata per il fatto che fuori e' ancora un cantiere aperto, l'armadio non si puo' usare perche' non si chiude.. Dentro la casa e' tutta finita, ammobiliata e completamente funzionante. Purtroppo fuori e' un cantiere, il terrazzo non e' ancora fatto, ci sono ancora i ponti dappertutto, pietre, la porta dell'ingresso nel palazzo non esiste proprio, le luci sulle scale mancano, ecc. Quando abbiamo chiesto al venditore di rimborsarci almeno i soldi per l'affitto dove abitiamo ancora (perche' abbiamo gia' iniziato a pagare il mutuo e non riusciamo ad arrivare alla fine del mese) e le porte dell'armadio ci a semplicemente riso in faccia e ci ha detto che se vogliamo qualcosa dobbiamo farli causa. La casa non e ancora agibile e probabilmente non lo sara' fino a fine settembre. La ns. domanda e' se abbiamo qualche possibilita' di vincere una causa per il rimborso dell'affitto e delle porte dell'armadio e soprattutto per i danni morali. Vi ringraziamo tantissimo per la vs. risposta.
Liliana e Luca
Liliana e Luca
Risposta ADUC
Per quanto riguarda i danni ai mobili non crediamo possa far molto, visto che non e' stato messo per iscritto alcun accordo in merito (e quindi non puo' essere dimostrata la responsabilita' del venditore). Sulla mancata consegna della casa conta, come lei giustamente ha intuito, il contratto. Con cio' intendiamo tutto cio' che e' scritto, dal compromesso al non ben definito accordo di consegna firmato insieme al rogito. A distanza ci e' impossibile valutare la possibilita' di contestare il danno al venditore e di ottenerne l'effettivo rimborso. In generale sono importanti le clausole che si riferiscono a precisi impegni di consegna, ma le consigliamo di far effettuare una valutazione di persona ad un legale, o comunque a persona esperta in materia (anche considerando che non potra' prescindere dall'intermediazione di un avvocato, qualora davvero arrivasse in causa).
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