Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

15 luglio 2006
Domanda 15 luglio 2006
Gentile Aduc, in relazione alle mail che vi ho inviato tempo fa, volevo porvi ulteriori quesiti che spero possiate risolvermi. Dopo il mio invio di lettera di messa in mora a tele 2, questi dopo 15 gg mi richiamano per dire che la penale di disattivazione e l'iva nn la devo pagare. in quanto ho esercitato regolarmente il diritto di recesso. Ma che devo pagare comunque il canone dell'abbonamento, cioe' una ventina di euro perche' ho usufruito del servizio. Questo, senza considerare il fato che il suddetto contratto e' stato stipulato da me, ma l'intestatario della linea telefonica e' mia madre, da cui io non ho ricevuto delega alcuna, ma sul contratto c'e' scritto che chi firma, esprime a tele 2 che l'intestatario gli ha fornito la delega per fare cio'! Ma se domani io per fare un dispetto ad una persona che conosco, stipulo un contratto per lui, come puo' questo dover pagare un canone per un servizio che non ha richiesto, e' la stessa cosa, no? E' valido questo contratto? Cosa devo fare? Pagare il canone, oppure inviargli un'altra lettera di messa in mora? Certo di una vostra rapida risposta, vi ringrazio anticipatamente.

Risposta ADUC
Per capire qualcosa nella sua ingarbugliata vicenda ci siamo riletti le sue e.mail precedenti. Dal questa lettura, e da cio' che aggiunge oggi, possiamo dirle -proprio per essere pratici- che:
1) la possibilita' di contestare richieste di penali e di qualsivoglia addebito e' legato alla SUA DIMOSTRAZIONE riguardo al corretto esercizio del diritto di recesso. Nel contratto di Tele2, ci pare di capire, si fa riferimento alla legge, che prevede che esso debba esercitarsi con RACCOMANDATA A/R. Il fatto che lo stesso contratto preveda la possibilita' di agire telefonicamente non vuol dir molto, essenzialmente perche' se le cose non vanno lisce -come nel suo caso- cosi' facendo NON rimane alcuna prova utile. Per essere chiari: recedere telefonicamente puo' essere in questo caso considerabile conforme al contratto (attenzione, NON ALLA LEGGE) e quindi regolare, ma a livello pratico cio' serve poco, se le cose non vanno lisce e se lei non puo' dimostrare di aver ottemperato.
2) Non capiamo se il servizio e' stato o meno utilizzato DOPO l'esercizio del recesso. Se cosi' fosse il recesso porebbe ritenersi nullo (perche' ci sarebbe confusione riguardo le sue intenzioni), pur se potesse essere dimostrato. E' un rischio, se vuole agire basandosi sul recesso.
3) Il fatto che il contratto possa ritenersi non regolare perche' non firmato dall'intestatario della linea di base Telecom non e' automatico, ne' riferibile alla legge. Solo una precisa clasuola contrattuale disattesa potrebbe aiutarla (per esempio quella che, ci pare di capire da cio' che dice, prevedeva in questi casi la firma di una delega). Il mancato rispetto del contratto potrebbe anche portare all'invalidita' dello stesso. Concludendo (e sinceramente ci sembra il caso di farlo passando all'azione) se ritiene di poter utilizzare ulteriori elementi potra' riformulare la messa in mora, altrimenti quella inviata potrebbe andar bene. Un po' dovra' "buttarsi", pero', e tentare di venire fuori facendo leva sulla sua buona fede riguardo il rispetto del contratto. Il passo successivo all'invio della messa in mora sara' il tentativo conciliativo presso il CORECOM regionale.
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