Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

13 luglio 2006
Domanda 13 luglio 2006
Gentile, presidente Aduc, vi seguo da molto e apprezzo tantissimo il lavoro che fate per noi cittadini, ma sono rimasto colpito dal comunicato stampa pubblicato sul vostro sito (LINK: http://www.aduc. it/dyn/comunicati/stampa. php?id=83270) contro le guide turistiche autorizzate. Io da poco ho ricevuto l'abilitazione in Sicilia, vorrei fare di questo lavoro il mio Lavoro, ma non riesco... dovro' rinunciarci presto anche se questo oltre che lavoro, per me, e' anche passione. E questa scelta non e' dettata certo da cattiva qualita' di servizio che io offro, visti i vari attestati di stima che ricevo a ogni fine visita. Capisco che ci si possa lamentare sulla qualita' dei servizi offerti, come in tutti i lavori, non tutti siamo/sono con le stesse capacita', lo vediamo anche in altri ambiti (vedi scuola). Se fosse la qualita' dei servizi il motivo di critica, sarei il primo a schierarmi con voi. Perche' non parliamo di carta dei "servizi" per garantire il cittadino? Trovo invece l'attacco diretto alle Guide Autorizzate, poco rispettoso di altri cittadini, che vorrebbero avere pari dignita' in un lavoro atipico e economicamente instabile. Assisto ogni giorno a masse di turisti che visitano la mia zona (Ragusa), con tantissimi "abusivi", di cui la maggioranza legati a Tour Operator che speculano cosi' sui prezzi, infischiandosene delle leggi e della qualita' del servizio. A loro non succede nulla, ne' penso che voi vi schiererete contro. Ho litigato personalmente con una professoressa di Storia dell'Arte di una scuola di Palermo, che non e' stata per niente gentile, ma nella sua boria voleva anche umiliarmi davanti ai suoi allievi, tutto questo solo perche' ho suggerito che la visita andava fatta con Guide Autorizzate. Ho assistito alle sue spiegazioni... Chi controlla la qualita' di tale gente arrogante? La preparazione del Prof. a cui lei si riferisce nel comunicato stampa, credo che sia indubitabile, ma perche' fare di un'eccezione una regola? E soprattuto perche' mortificare una categoria che gia' giornalmente viene mortificata? Non si potrebbe trovare un sistema che garantisca un po' tutti? Cosi' come non mi e' piaciuto l'accenno da lei fatto sulle "speculazioni" sulla cultura. A seguire il suo ragionamento anche l'Universita' dovrebbe essere gratuita e garantita a tutti. Le risulta? Anche i musei dovrebbero essere sempre a perti e gratuiti per tutti. Le risulta? Come dovrebbero vivere tutti gli addetti che lavorano nel mondo della cultura? Ha una formula che potrebbe spiegarmi? un'altra domanda, che faccio molto timidamente... Lei ha mai immaginato che per fare bene questo lavoro, bisognerebbe poter avere la dignita' di un guadagno almeno pari a tanti altri lavori? In bassa stagione chi mi garantisce gli introiti? Lei pensa che anche con l'altissima qualita', la stessa del prof americano, mantenendo uno stato di caos, le cose siano diverse? Come posso difendermi, se quelle poche regole, disattese, sono cosi' largamente avversate? Pensa che sia meglio quello che vivo io, cioe' ragazzi di 18/20 che vengono reclutati con progetti di "servizio civile", mascherati da guida, per offrire servizi gratuiti? Forse la sto annoiando, non voglio continuare, perche' non riuscirei a mantenere la pacatezza che mi sono prefisso. Sono convinto di ricevere una sua risposta, grazie per l'attenzione, a presto.
Claudio, da Vittoria

Risposta ADUC
La ringraziamo dei suoi appunti e delle sue osservazioni. Come puo' immaginare non siamo d'accordo con lei, proprio per la ricerca di quella qualita' a cui lei accennava. Crediamo che la qualita' nasca dalla competizione, e quest'ultima non c'e' dove c'e' inibizione alla liberta' d'impresa. Il risultato attuale e':
- si nega all'essere umano una delle piu' elementari funzioni del suo esistere, cioe' la comunicazione delle proprie informazioni (il caso del professore con la scolaresca e' forse il piu' eclatante);
- si livella verso il basso e con prezzi vincolati, l'eventuale servizio.
Abbiamo compreso che lei non e' in questa logica e che sicuramente non le faremo cambiare idea. Ma le facciamo un esempio/domanda: per lei, scrivere su un giornale e' possibile solo per chi e' iscritto all'ordine dei giornalisti? Se la sua risposta e' si', abbiamo poco da aggiungerle. Se ha un dubbio o la sua risposta e' no, vuole dire che reputa assurdo che una delle piu' elementari funzioni dell'essere umano (scrivere) debba essere normato e vietato in certe condizioni. Vede un parallelo tra scrivere e informare sulla storia e sulle bellezze di un luogo? Se si', ci siamo capiti. Altrimenti siamo su due fronti diversi, dove il suo oggi e' quello vincente, ma che noi cercheremo di scardinare per quanto le abbiamo detto sopra, a cui aggiungiamo anche che l'abolizione del valore esclusivo di questo patentino libererebbe anche piu' forze lavoro e darebbe piu' possibilita' di impiego.
Vincenzo Donvito
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