Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
16 gennaio 2001
Gentl. mi signori, vi scrivo per parlarvi di un disservizio di cui sono vittima, che coinvolge numerose persone e che finora non ha trovato alcuna via di soluzione. Spero, infatti, che possiate aiutarmi a rendere pubblica questa situazione al fine di trovare una via d'uscita. Passo a raccontarvi l'accaduto. Faccio parte di un gruppo di 18 neolaureati, assegnatari di una borsa di studio per il "Corso di alta formazione di specialisti nelle pratiche innovative per la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali" (codice 2367), borsa co - finanziata dal Fondo Sociale Europeo e dal Ministero dell'Universita’ della Ricerca Scientifica e avente come ente promotore l'Assessorato al Turismo della Regione Puglia e come ente attuatore la S. C. R. L. Tecnopolis di Valenzano (Ba). Requisito fondamentale per l'ammissione alle selezioni per la suddetta borsa era, oltre il possesso di determinati titoli e il limite di eta’, l'attestazione da parte dell'Ufficio di Collocamento dello stato di disoccupazione. La borsa di studio, ammontante a 30 milioni di lire lordi, aveva la funzione di consentire ai corsisti, disoccupati ed in gran parte fuori sede come me, di mantenersi e vivere a Bari. Vi chiederete come mai sto usando i verbi al passato...molto semplice: il corso ha avuto inizio il 17 febbraio 2000, è proseguito fino a fine luglio, e poi, dopo la pausa estiva, è ripreso a partire dal 2 ottobre; in data 19 dicembre 2000 ha avuto termine la parte d'aula e di project work, ma a tutt'oggi ai corsisti non è stata erogata nemmeno una minima parte della borsa di studio. Il tutto a poco meno di un mese dalla partenza per lo stage, della durata di nove settimane, in uno dei paesi dell'unione Europea, stage che è parte integrante del corso e senza il quale non puo’ essere considerato valido lo svolgimento del corso stesso. Appare ora chiaro il motivo di questa mia lettera: sono consapevole delle lentezze burocratiche della nostra amministrazione, ma mi sembra davvero assurdo che dopo poco meno di un anno dall'inizio di questo corso i borsisti non abbiano ancora visto una sola lira! Noi, di certo, non siamo rimasti a guardare: abbiamo chiesto informazioni a Tecnopolis, la quale, sin dall'inizio, ha escluso ogni sua responsabilita’ diretta nella questione e ci ha rimandato ad interlocutori piu’ alti in grado. Abbiamo chiesto informazioni alla Regione Puglia, ma non abbiamo ottenuto altro risultato che quello di vagare in una selva di uffici, con funzionari che ci mandavano una volta da una parte e una volta dall'altra, senza ottenere nessuna spiegazione. Abbiamo chiesto al MURST, il quale ci ha fatto sapere che la prima tranche dell'ammontare totale delle borse di studio era stato inviato alla Regione Puglia ad aprile e che era della Regione la colpa di tutto questo ritardo. Alla fine di tutta questa bagarre, ci siamo rivolti ad un legale, il quale ha inviato, su nostro mandato, una lettera di messa in mora ai tre enti coinvolti nella realizzazione del corso. Di questi, solo il MURST si è degnato di risponderci, affermando che i borsisti hanno priorita’ assoluta per quanto riguarda il pagamento delle spettanze. A tutt'oggi, comunque, il nostro diritto di priorita’ non è stato assolutamente rispettato. Mi chiedo, allora, cosa dobbiamo fare? A chi altro dobbiamo rivolgerci? Altro non rimaneva che rivolgerci agli organi di stampa per segnalare questo disservizio di cui siamo vittima.
Ed il Corriere della Sera del 10/01/2001 ha pubblicato una mia lettera di protesta. Del resto, vittima mi sembra proprio la parola giusta, dal momento che, soprattutto noi fuori sede, non solo abbiamo dovuto sostenere una mole notevole di spese per il nostro mantenimento in un'altra citta’, ma non abbiamo potuto accettare nessun lavoro, dal momento che, altrimenti, saremmo venuti meno all'attestazione di disoccupazione fatta all'atto dell'accettazione della borsa di studio. Quindi, in buona sostanza, non abbiamo avuto una lira di quanto ci spetta, abbiamo accumulato tutta una serie di spese di mantenimento alle quali non possiamo fare piu’ fronte data la nostra condizione di disoccupati, ci troviamo nell'impossibilita’ di accettare lavori dal momento che, se accettassimo, verrebbero a cadere i requisiti necessari per l'acquisizione del titolo, a tutt'oggi non ci troviamo nelle condizioni economiche per far fronte allo stage in uno dei paesi dell’U.E. che dovremmo affrontare a gennaio e senza il quale il corso perderebbe validita’. Vi chiedo percio’, gentili signori, di aiutarmi in questa piccola grande battaglia per il riconoscimento dei nostri diritti di cittadini, dei nostri diritti di giovani in cerca di formazione e di lavoro, dei nostri diritti di persone che cercano la legalita’ nelle cose...Non è da considerare legittima la preoccupazione che i soldi dello Stato e, nel nostro caso della U. E., siano finiti da altre parti ma non nelle nostre tasche?
Ed il Corriere della Sera del 10/01/2001 ha pubblicato una mia lettera di protesta. Del resto, vittima mi sembra proprio la parola giusta, dal momento che, soprattutto noi fuori sede, non solo abbiamo dovuto sostenere una mole notevole di spese per il nostro mantenimento in un'altra citta’, ma non abbiamo potuto accettare nessun lavoro, dal momento che, altrimenti, saremmo venuti meno all'attestazione di disoccupazione fatta all'atto dell'accettazione della borsa di studio. Quindi, in buona sostanza, non abbiamo avuto una lira di quanto ci spetta, abbiamo accumulato tutta una serie di spese di mantenimento alle quali non possiamo fare piu’ fronte data la nostra condizione di disoccupati, ci troviamo nell'impossibilita’ di accettare lavori dal momento che, se accettassimo, verrebbero a cadere i requisiti necessari per l'acquisizione del titolo, a tutt'oggi non ci troviamo nelle condizioni economiche per far fronte allo stage in uno dei paesi dell’U.E. che dovremmo affrontare a gennaio e senza il quale il corso perderebbe validita’. Vi chiedo percio’, gentili signori, di aiutarmi in questa piccola grande battaglia per il riconoscimento dei nostri diritti di cittadini, dei nostri diritti di giovani in cerca di formazione e di lavoro, dei nostri diritti di persone che cercano la legalita’ nelle cose...Non è da considerare legittima la preoccupazione che i soldi dello Stato e, nel nostro caso della U. E., siano finiti da altre parti ma non nelle nostre tasche?
Risposta ADUC
Avendo voi un legale, siete gia' in buone mani (si presume).
Quello che possiamo consigliarvi in piu' e' -oltre a presentare un esposto in magistratura chiedendo di valutare l'esistenza di eventuali illeciti (costituendovi poi parte civile nell'eventuale procedimento) - e' di rivolgervi al difensore civico regionale, tramite il quale poter agire nei confronti della Regione (forse, il suo intervento, potrebbe essere risolutivo).
Quello che possiamo consigliarvi in piu' e' -oltre a presentare un esposto in magistratura chiedendo di valutare l'esistenza di eventuali illeciti (costituendovi poi parte civile nell'eventuale procedimento) - e' di rivolgervi al difensore civico regionale, tramite il quale poter agire nei confronti della Regione (forse, il suo intervento, potrebbe essere risolutivo).
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