Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
16 gennaio 2001
Salve, vorrei sapere se il subentro in un contratto per fornitura di gas, nella fattispecie a Milano, con l'azienda AEM, possa essere ritenuto valido senza che lo stesso sia mai stato firmato, ma semplicemente richiesto telefonicamente.
I fatti sono i seguenti: ad aprile 2000 mi trasferisco nell'appartamento che liberero' tra tre giorni e chiedo telefonicamente il subentro a mio nome nella fornitura di luce, gas e telefonica. Ad Aem (gas) comunico nome, cognome, codice fiscale, numero di contatore e dati di consumo. Il giorno seguente decido il proprietario dell'apprtamento mi comunica la decisione di aumentare l'affitto con il 2001 e decido percio' di cercare un'altra soluzione abitativa per fine anno. Chiamo percio' Aem per annullare la visita del tecnico: l'operatore mi comunica che e' troppo tardi per annullare, anche in questo caso dovrei pagare le spese di subentro, di chiusura (e di riapertura!). Il tecnico viene il giorno dopo e non mi trova in casa, il contratto non viene piu' firmato ed io continuo a pagare le bollette per il proprietario (ho tenuto tutte le ricevute)
La scorsa settimana mi vedo recapitare, a mio nome, una fattura di Aem di lit. 140.000 ed il rimborso spese per il proprietario, in quanto risulta arrivata una mia richiesta di subentro in data 28 dicembre. Mi sono informata ed ho scoperto che la richiesta telefonica di subentro entra in vigore come contratto a qualche mese di distanza (8 mesi) dalla telefonata, senza bisogno di alcuna firma (e senza possibilita' di revoca, aggiungo io, in base a cio' che mi fu detto).
E' giusto ritenere illegale questa procedura? Come mi devo comportare nei confronti di Aem, alla quale dovrei pagare nuovamente i consumi da aprile a dicembre (poiche' la fattura riporta il dato di consumo di aprile)?
I fatti sono i seguenti: ad aprile 2000 mi trasferisco nell'appartamento che liberero' tra tre giorni e chiedo telefonicamente il subentro a mio nome nella fornitura di luce, gas e telefonica. Ad Aem (gas) comunico nome, cognome, codice fiscale, numero di contatore e dati di consumo. Il giorno seguente decido il proprietario dell'apprtamento mi comunica la decisione di aumentare l'affitto con il 2001 e decido percio' di cercare un'altra soluzione abitativa per fine anno. Chiamo percio' Aem per annullare la visita del tecnico: l'operatore mi comunica che e' troppo tardi per annullare, anche in questo caso dovrei pagare le spese di subentro, di chiusura (e di riapertura!). Il tecnico viene il giorno dopo e non mi trova in casa, il contratto non viene piu' firmato ed io continuo a pagare le bollette per il proprietario (ho tenuto tutte le ricevute)
La scorsa settimana mi vedo recapitare, a mio nome, una fattura di Aem di lit. 140.000 ed il rimborso spese per il proprietario, in quanto risulta arrivata una mia richiesta di subentro in data 28 dicembre. Mi sono informata ed ho scoperto che la richiesta telefonica di subentro entra in vigore come contratto a qualche mese di distanza (8 mesi) dalla telefonata, senza bisogno di alcuna firma (e senza possibilita' di revoca, aggiungo io, in base a cio' che mi fu detto).
E' giusto ritenere illegale questa procedura? Come mi devo comportare nei confronti di Aem, alla quale dovrei pagare nuovamente i consumi da aprile a dicembre (poiche' la fattura riporta il dato di consumo di aprile)?
Risposta ADUC
Se le fatture a suo nome le sono arrivate solamente adesso, e' adesso che puo' contestare. Cio' che pero' deve sostenere e' di non aver mai richiesto l'attivazione ma solo informazioni a tal fine. In caso contrario, infatti, se ammette di aver inoltrato -anche a voce- la richiesta, se ne assume la responsabilita'. Invece, il rapporto e' contestabile proprio se manca la dimostrazione della conclusione dello stesso.
Contesti dunque, tramite raccomandata A/R, l'avvenuta voltura contraria alle sue richieste, specificando come i dati forniti fossero diretti semplicemente all'acquisizione di informazioni per l'eventuale successiva stipula, la quale sarebbe successivamente dovuta avvenire per iscritto, contestando la validita' del contratto da loro arbitrariamente stipulato e diffidandoli dal proseguire nelle richieste e nell'attribuzione a suo carico degli oneri relativi al servizio non richiesto.
Si rivolga poi al giudice di pace.
Contesti dunque, tramite raccomandata A/R, l'avvenuta voltura contraria alle sue richieste, specificando come i dati forniti fossero diretti semplicemente all'acquisizione di informazioni per l'eventuale successiva stipula, la quale sarebbe successivamente dovuta avvenire per iscritto, contestando la validita' del contratto da loro arbitrariamente stipulato e diffidandoli dal proseguire nelle richieste e nell'attribuzione a suo carico degli oneri relativi al servizio non richiesto.
Si rivolga poi al giudice di pace.
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