Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
15 gennaio 2001
Come cessare legalmente il canone RAI
Occorre fare una breve premessa:
Il Canone RAI e’ diventato di fatto una tassa di possesso, cioe’ un tributo che si deve corrispondere per il solo fatto di possedere l’apparecchio televisivo. La definizione di "Tassa di Possesso" deve essere intesa nel senso che, il semplice possesso dell’apparecchio televisivo, nella normativa vigente, costituisce presunzione di utilizzo. Caso mai deve essere onere dell’utente dimostrare il contrario. Prova in verita’ assai difficile da produrre. Si deve pagare il Canone anche se il televisore e’ rotto e non funziona piu’, anche se e’ stato riposto in soffitta o in cantina... anche se e’ un apparecchio vecchio di 30 anni...
Dunque la tipologia giuridica alla quale ricondurre il Canone RAI e’ quella della Tassa di Concessione Governativa, D. P.R. 641 del 26 ottobre 1972. L’articolo 125 stabilisce infatti che " il rilascio dell’autorizzazione all'utilizzo degli apparecchi televisivi e’ subordinato al pagamento della tassa di concessione di lire 8.000, alla quale va aggiunta la quota di Canone spettante
alla RAI".
Chiarito quanto sopra passiamo alla spiegazione pratica di come cessare legalmente il canone di abbonamento alla RAI L’operazione che segue puo’ essere fatta in qualunque momento dell’anno ma sono assai propizi i mesi di novembre e dicembre. Si evita in tal modo di pagare il canone per gli anni successivi... Nel libretto di abbonamento alla RAI che ogni utente normalmente possiede vi sono vari bollettini e alcune cartoline.
Nel nostro caso occorre prendere la cartolina contrassegnata con la lettera D ("D" = DENUNCIA DI CESSAZIONE DELL’ABBONAMENTO) compilare chiaramente la predetta cartolina in ogni sua parte, con i vostri dati completi, e barrare la casella "Intende far suggellare il Televisore a Colori" tralasciando le altre possibili funzioni che non ci interessano. Contemporaneamente a questa compilazione, si deve inviare un vaglia postale di Lire 10.000 (diecimila lire), intestato alla U.R.A.R. - Cas. Postale 22 –
10100 TORINO.
Nella causale del vaglia occorre scrivere chiaramente: Intendo far suggellare il mio televisore a colori ed indico il numero del mio abbonamento n. 00000000000000.
Spedire la cartolina "D" assieme alla ricevuta del vaglia postale a mezzo di lettera Raccomandata A.R. (non prima di averne fatto una fotocopia da conservare assieme al vecchio libretto, alla quale allegherete la ricevuta della raccomandata e la cartolina di ritorno che vi giungera’ dopo qualche giorno debitamente firmata).
Se avete dubbi sul servizio postale, invece della Raccomandata A.R. fate una bella ASSICURATA CONVENZIONALE da lire 10.000, sempre con ricevuta di ritorno.
Costa poche centinaia di lire in piu’ della Raccomandata A.R. ma avrete il 100% di garanzia del suo recapito al destinatario.
La fotocopia del vaglia servira’ eventualmente per dimostrare che tutto e’ stato fatto secondo le regole stabilite proprio dall’U.R.A.R. di Torino. Questo e’ tutto. Da quel preciso momento in poi voi non dovrete piu’ pagare il canone di abbonamento alla televisione. Sarete degli utenti che hanno esercitato il loro diritto alla cessazione del canone di abbonamento alla televisione. Forse non siederete piu’ in prima fila, come dice una nota pubblicita’, ma certamente risparmierete una discreta sommetta.
La sigla U.R.A.R. vuol dire: Ufficio del Registro Abbonamenti Radio e Televisione
Cosa dovrebbe accadere al vostro amato televisore?!?
- Vediamo dunque cosa dovrebbe accadere, in teoria, all’utente che ha esercitato il suo diritto di cessazione dell’abbonamento ed ha chiesto di far suggellare il suo televisore a colori e/o in bianco e nero (funzionante o guasto che esso sia).
L’U.R.A.R di Torino, una volta ricevuta la vostra cartolina con il relativo vaglia da 10.000 Lire deve provvedere, a sua cura e spese, a farvi suggellare il televisore come da voi richiesto. Questa incombenza e’ ovviamente a loro completo carico.
- Siccome non risulta che l’U.R.A.R. di Torino abbia sedi periferiche o uffici distaccati lungo la penisola, il solerte "funzionario suggellatore U.R.A.R." deve partire dalla sede centrale di Torino, munito di un sacco di tela Juta, spago, corda, sigilli di piombo o di ceralacca, blocco dei verbali di suggellamento e quant' altro ancora gli possa occorrere. - Il funzionario "suggellatore U.R.A.R." deve quindi recarsi, a sua completa cura e spese, sino a casa vostra, suonare il campanello e (sempre che siate in casa) chiedere il vostro permesso per entrare. Quindi deve prendere con delicatezza il vostro apparecchio televisivo e rinchiuderlo nell’apposito sacco di Juta, suggellarlo per benino, senza rovinarlo, apponendovi fili piombati, sigilli e quant' altro egli ritenga utile allo scopo, stilare un bel verbale di suggellamento, rilasciarvene copia e quindi ritornarsene, sempre a sua cura e spese, alla casa madre a Torino.
- Naturalmente il televisore resta in casa vostra, debitamente sigillato nel sacco di juta. Ovviamente se quando si dovesse presentare alla porta il funzionario dell’U.R.A.R. voi state per uscire a fare qualche commissione, egli dovra’ essere cosi’ cortese da tornare in un altro momento, quando voi sarete comodi, per svolgere il compito per il quale e’ stato all’uopo inviato. Non potra’ certo entrare in casa vostra con la forza. Poniamo il caso che voi abitiate in un ridente paesino della Toscana, dell’Umbria, del Trentino o della Sicilia, il tapino (leggasi solerte funzionario sigillatore) deve farsi tutto il viaggio, in treno o in automobile, a completa cura e spese dell’U.R.A.R. Viaggio di andata e ritorno che, a seconda della distanza da percorrere, potrebbe durare anche alcuni giorni, spese alberghiere, pasti, trasferte ecc. ecc. Questa prassi costerebbe un occhio della testa all’U.R.A.R. che per il servizio di suggellamento ha incassato la bella somma di Lire 10.000 (diecimila lire).
Va da se’ che dopo che avrete fatto la regolare disdetta, come altre decine e decine di migliaia di utenti, non aspettatevi certo di vedere apparire il funzionario suggellatore inviato da Torino. Non verra’ mai nessuno e voi, essendo perfettamente in regola, potrete ovviamente continuare a godervi il vostro amato televisore a colori. Mica e’ colpa vostra se non viene nessuno a suggellarvi il televisore! Sappiate comunque che se, dopo che vi avranno sigillato il vostro Televisore (cosa statisticamente assai improbabile), per una qualche ragione voi doveste pentirvene e quindi ripensarci, potete tranquillamente riaprire il sacco di juta a patto che: Per ottenere la riapertura degli apparecchi suggellati occorre presentare domanda in carta semplice, in triplice esemplare, da inviare all’U.R.A.R., versare nel contempo i diritti per spese di riapertura degli apparecchi Lire 10.000 a mezzo vaglia postale.
Per inciso, se dovesse venire il solerte funzionario sigillatore, avreste in casa un pezzo di vero e proprio antiquariato. Esiste a Lucca un mercato antiquario dove, da sempre, sono ricercatissimi i Televisori suggellati; pare che questi oggetti, sul mercato degli oggetti di arredamento, siano delle vere e proprie rarita’ pressoche’ introvabili...
Personalmente ho fatto il versamento di lire 10.000 ed ho inviato la cartolina con la richiesta di suggellamento a mezzo di raccomandata A.R. Alla porta di casa mia non si e’ mai visto nessun cortese funzionario U.R.A.R. intenzionato a suggellarmi il tv color. Per coerenza io non guardo le reti RAI ma rigorosamente solo quelle private. Quasi mi dimenticavo di dire che il vaglia da me eseguito e la relativa disdetta portano la data dell’ormai lontano 09-dicembre-1991. Meditate gente... meditate...
Si allegano le immagini che provano e che documentano che quanto sopra affermato e’ tutto vero e reale e che la procedura descritta e’ stata fatta seguendo le normali regole descritte.
Occorre fare una breve premessa:
Il Canone RAI e’ diventato di fatto una tassa di possesso, cioe’ un tributo che si deve corrispondere per il solo fatto di possedere l’apparecchio televisivo. La definizione di "Tassa di Possesso" deve essere intesa nel senso che, il semplice possesso dell’apparecchio televisivo, nella normativa vigente, costituisce presunzione di utilizzo. Caso mai deve essere onere dell’utente dimostrare il contrario. Prova in verita’ assai difficile da produrre. Si deve pagare il Canone anche se il televisore e’ rotto e non funziona piu’, anche se e’ stato riposto in soffitta o in cantina... anche se e’ un apparecchio vecchio di 30 anni...
Dunque la tipologia giuridica alla quale ricondurre il Canone RAI e’ quella della Tassa di Concessione Governativa, D. P.R. 641 del 26 ottobre 1972. L’articolo 125 stabilisce infatti che " il rilascio dell’autorizzazione all'utilizzo degli apparecchi televisivi e’ subordinato al pagamento della tassa di concessione di lire 8.000, alla quale va aggiunta la quota di Canone spettante
alla RAI".
Chiarito quanto sopra passiamo alla spiegazione pratica di come cessare legalmente il canone di abbonamento alla RAI L’operazione che segue puo’ essere fatta in qualunque momento dell’anno ma sono assai propizi i mesi di novembre e dicembre. Si evita in tal modo di pagare il canone per gli anni successivi... Nel libretto di abbonamento alla RAI che ogni utente normalmente possiede vi sono vari bollettini e alcune cartoline.
Nel nostro caso occorre prendere la cartolina contrassegnata con la lettera D ("D" = DENUNCIA DI CESSAZIONE DELL’ABBONAMENTO) compilare chiaramente la predetta cartolina in ogni sua parte, con i vostri dati completi, e barrare la casella "Intende far suggellare il Televisore a Colori" tralasciando le altre possibili funzioni che non ci interessano. Contemporaneamente a questa compilazione, si deve inviare un vaglia postale di Lire 10.000 (diecimila lire), intestato alla U.R.A.R. - Cas. Postale 22 –
10100 TORINO.
Nella causale del vaglia occorre scrivere chiaramente: Intendo far suggellare il mio televisore a colori ed indico il numero del mio abbonamento n. 00000000000000.
Spedire la cartolina "D" assieme alla ricevuta del vaglia postale a mezzo di lettera Raccomandata A.R. (non prima di averne fatto una fotocopia da conservare assieme al vecchio libretto, alla quale allegherete la ricevuta della raccomandata e la cartolina di ritorno che vi giungera’ dopo qualche giorno debitamente firmata).
Se avete dubbi sul servizio postale, invece della Raccomandata A.R. fate una bella ASSICURATA CONVENZIONALE da lire 10.000, sempre con ricevuta di ritorno.
Costa poche centinaia di lire in piu’ della Raccomandata A.R. ma avrete il 100% di garanzia del suo recapito al destinatario.
La fotocopia del vaglia servira’ eventualmente per dimostrare che tutto e’ stato fatto secondo le regole stabilite proprio dall’U.R.A.R. di Torino. Questo e’ tutto. Da quel preciso momento in poi voi non dovrete piu’ pagare il canone di abbonamento alla televisione. Sarete degli utenti che hanno esercitato il loro diritto alla cessazione del canone di abbonamento alla televisione. Forse non siederete piu’ in prima fila, come dice una nota pubblicita’, ma certamente risparmierete una discreta sommetta.
La sigla U.R.A.R. vuol dire: Ufficio del Registro Abbonamenti Radio e Televisione
Cosa dovrebbe accadere al vostro amato televisore?!?
- Vediamo dunque cosa dovrebbe accadere, in teoria, all’utente che ha esercitato il suo diritto di cessazione dell’abbonamento ed ha chiesto di far suggellare il suo televisore a colori e/o in bianco e nero (funzionante o guasto che esso sia).
L’U.R.A.R di Torino, una volta ricevuta la vostra cartolina con il relativo vaglia da 10.000 Lire deve provvedere, a sua cura e spese, a farvi suggellare il televisore come da voi richiesto. Questa incombenza e’ ovviamente a loro completo carico.
- Siccome non risulta che l’U.R.A.R. di Torino abbia sedi periferiche o uffici distaccati lungo la penisola, il solerte "funzionario suggellatore U.R.A.R." deve partire dalla sede centrale di Torino, munito di un sacco di tela Juta, spago, corda, sigilli di piombo o di ceralacca, blocco dei verbali di suggellamento e quant' altro ancora gli possa occorrere. - Il funzionario "suggellatore U.R.A.R." deve quindi recarsi, a sua completa cura e spese, sino a casa vostra, suonare il campanello e (sempre che siate in casa) chiedere il vostro permesso per entrare. Quindi deve prendere con delicatezza il vostro apparecchio televisivo e rinchiuderlo nell’apposito sacco di Juta, suggellarlo per benino, senza rovinarlo, apponendovi fili piombati, sigilli e quant' altro egli ritenga utile allo scopo, stilare un bel verbale di suggellamento, rilasciarvene copia e quindi ritornarsene, sempre a sua cura e spese, alla casa madre a Torino.
- Naturalmente il televisore resta in casa vostra, debitamente sigillato nel sacco di juta. Ovviamente se quando si dovesse presentare alla porta il funzionario dell’U.R.A.R. voi state per uscire a fare qualche commissione, egli dovra’ essere cosi’ cortese da tornare in un altro momento, quando voi sarete comodi, per svolgere il compito per il quale e’ stato all’uopo inviato. Non potra’ certo entrare in casa vostra con la forza. Poniamo il caso che voi abitiate in un ridente paesino della Toscana, dell’Umbria, del Trentino o della Sicilia, il tapino (leggasi solerte funzionario sigillatore) deve farsi tutto il viaggio, in treno o in automobile, a completa cura e spese dell’U.R.A.R. Viaggio di andata e ritorno che, a seconda della distanza da percorrere, potrebbe durare anche alcuni giorni, spese alberghiere, pasti, trasferte ecc. ecc. Questa prassi costerebbe un occhio della testa all’U.R.A.R. che per il servizio di suggellamento ha incassato la bella somma di Lire 10.000 (diecimila lire).
Va da se’ che dopo che avrete fatto la regolare disdetta, come altre decine e decine di migliaia di utenti, non aspettatevi certo di vedere apparire il funzionario suggellatore inviato da Torino. Non verra’ mai nessuno e voi, essendo perfettamente in regola, potrete ovviamente continuare a godervi il vostro amato televisore a colori. Mica e’ colpa vostra se non viene nessuno a suggellarvi il televisore! Sappiate comunque che se, dopo che vi avranno sigillato il vostro Televisore (cosa statisticamente assai improbabile), per una qualche ragione voi doveste pentirvene e quindi ripensarci, potete tranquillamente riaprire il sacco di juta a patto che: Per ottenere la riapertura degli apparecchi suggellati occorre presentare domanda in carta semplice, in triplice esemplare, da inviare all’U.R.A.R., versare nel contempo i diritti per spese di riapertura degli apparecchi Lire 10.000 a mezzo vaglia postale.
Per inciso, se dovesse venire il solerte funzionario sigillatore, avreste in casa un pezzo di vero e proprio antiquariato. Esiste a Lucca un mercato antiquario dove, da sempre, sono ricercatissimi i Televisori suggellati; pare che questi oggetti, sul mercato degli oggetti di arredamento, siano delle vere e proprie rarita’ pressoche’ introvabili...
Personalmente ho fatto il versamento di lire 10.000 ed ho inviato la cartolina con la richiesta di suggellamento a mezzo di raccomandata A.R. Alla porta di casa mia non si e’ mai visto nessun cortese funzionario U.R.A.R. intenzionato a suggellarmi il tv color. Per coerenza io non guardo le reti RAI ma rigorosamente solo quelle private. Quasi mi dimenticavo di dire che il vaglia da me eseguito e la relativa disdetta portano la data dell’ormai lontano 09-dicembre-1991. Meditate gente... meditate...
Si allegano le immagini che provano e che documentano che quanto sopra affermato e’ tutto vero e reale e che la procedura descritta e’ stata fatta seguendo le normali regole descritte.
Risposta ADUC
Non sia cosi' ottimista: forse non per tutti, ma il suggello viene apposto. Attenzione, dunque, a non essere tra i fortunati.... Se ha intenzione di chiedere il suggello, deve essere conscio di cio' che significa.
Inoltre, la fede nell'assicurata e' utopica: ci sono i medesimi rischi.
Inoltre, la fede nell'assicurata e' utopica: ci sono i medesimi rischi.
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