Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

3 luglio 2006
Domanda 3 luglio 2006
Buonasera, vorrei chiarimenti in materia di acquisto di immobili,precisamente della prima casa di abitazione. Il 15/6/06 mi sono recato, tramite la Gabetti Immobiliare, a vedere un appartamento. L'appartamento è risultato di mio gusto e, stando a quello che ho visto negli ultimi tre anni, per non parlare dei prezzi alle stelle, mi sono risolto in cinque minuti all'acquisto, compulsato anche dal fatto che molte persone stavano visionando l'appartamento. Ho fatto la mia proposta e per bloccarla ho offerto un anticipo di 5.000,00 euro. Mi hanno fatto firmare delle carte e mi hanno dato appuntamento in agenzia dopo qualche giorno. Il giorno dell'appuntamento è uscito fuori che l'immobile era stato donato agli attuali proprietari, cosa questa non detta al momento della firma e al versamento dei 5.000,00 euro, ma che ciò non costituiva affatto un problema. Stabilivamo dunque una data per addivenire alla stipula del preliminare di vendita e mi veniva offerta la consulenza di un notaio dell'agenzia stessa. Ho deciso, invece, di rivolgermi ad un notaio di mia fiducia ed è stato fissato l'appuntamento per il preliminare con i venditori e gli agenti immobiliari. In quest'ultima occasione è venuto fuori che i proprietari avrebbero provveduto a loro spese alla regolarizzazione della situazione con riferimento alla donazione, ma il prezzo indicato nel preliminare e poi nel definitivo avrebbe dovuto corrispondere al valore catastale dell'immobile e non al valore effettivo da me pagato, sì da evitare il pagamento di una "plusvalenza". Il notaio si è mostrato subito in disaccordo, ammonendomi circa il fatto che questo avrebbe comportato per me l'impossibilità di rivendere l'appartamento ad un prezzo superiore a quello corrispondente al valore catastale dichiarato, se non dopo i cinque anni dall'acquisto. Inoltre, considerato l'attuale mercato immobiliare, ciò può insospettire il fisco, con conseguenti azioni di accertamento e responsabilità anche penali a mio carico. Insomma, l'appartamento mi convince più di tutti gli altri visti, ma l'idea di denunciare un valore quattro volte inferiore al prezzo pagato effettivamente e le ipotetiche conseguenze accennatemi dal notaio, mi hanno neutralizzato! Tra l'altro il raggiungimento del prezzo effettivo comporta per me dei sacrifici considerevoli ed anche solo la eventualità di un momento di estrema necessità, superabile eventualmente solo rivendendo l'appartamento, mi confonde le idee. Vi sarei grato se poteste chiarirmi questi punti e in particolare se davvero potrei incorrere in responsabilità penali per aver dichiarato nel contratto il valore catastale e non quello effettivo. Inoltre, vorrei, se possibile, chiarimenti in merito alla "regolarizzazione" della donazione. Nel ringraziarVi anticipatamente, porgo cordiali saluti.
Arduino, da Napoli

Risposta ADUC
Riguardo alla donazione non siamo in grado di aiutarla, perche' andrebbero consultate tutte le carte e verificate le operazioni che chi ha ricevuto la donazione ha/intende fare. Riguardo al resto, dipende tutto se le intende fare un acquisto violando le norme fiscali etcc o meno. E quindi e' difficile chiederci consiglio su questo. Noi le possiamo solo dire che il Fisco non si viola.
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