Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
15 gennaio 2001
La presente per chiederVi se potete darmi dei chiarimenti sul mio seguente problema:
Possiedo una CITROEN XM turbo Diesel dati dalla carta di circolazione: "FABBRICA/TIPO AUTOMOBILES CITROEN Y3 AF
OMOLOGAZIONE - anno di immatricolazione 91 (UF. PROV.GR) - RISPETTA LA DIRETTIVA 88/436 CEE SULL'INQUINAMENTO"
Ho pagato il relativo bollo annuale a mezzo bollettino postale o presso l'ACI di Grosseto fino al 1997 per un importo di circa 1.200.000 per anno. Dal 1998 e’ entrata in vigore la tassazione per KW. Allora, per non commettere errori (c'era un po’ di confusione in proposito) mi recai all'Ufficio ACI di Grosseto per avere direttamente il bollo in maniera corretta. Mi presentai allo sportello con la carta di circolazione e con il tagliando verde (mod MC 950-A) portante la lettera "F" (potenziale inquinante) ricevuto dal Ministero dei Trasporti - Direzione Generale della motorizzazione di ROMA in data 23.3.93 nel quale si comunicava "............che il Suo autoveicolo rientra in uno dei casi di possibile esenzione da eventuiali restrizioni alla circolazione previsti dall'allegato 4 - punto 11 - del Decreto Interministeriale 12 novembre 1992 (G.U. n. 272 del 18.11.1992)............." Chiesi all'impiegato se mi poteva controllare la tassazione. Questi esamino’ i documenti e mi rispose quindi che avrei dovuto pagare la somma di £.400.000 come risultato dei KW 80 x 5.000 = 400.000 Feci presente che fino a quel momento e cioe’ per gli anni precedenti avevo pagato una somma superiore e quindi chiesi il perche’ di tale variazione e la conferma della cifra da pagare.
Il giovane impiegato disse che per maggiore tranquillita’ avrebbe consultato dei colleghi. Infatti si allontano’ dal bancone per andare negli uffici interni e quando torno’ mi confermo’ che dovevo pagare la somma di £.400.000 perche’ non avevo il superbollo, ma la tassazione normale. A questo punto gli chiesi di farmi pagare senz'altro il bollo ed infatti mi rilascio’ regolare quietanza - o bollo, che dir si voglia - per l'anno 1998. Quindi in data 28.01.98 l'ACI di Grosseto mi rilascia l'attestazione del versamento di 400.000 lire per il bollo scadente DIC 98 e con l'annotazione "Rispetta la Direttiva CEE 91/441" L'anno successivo, per il 1999, in data 25.02.99 pagai il bollo in banca, diretto alla REGIONE TOSCANA e sempre per lo stesso importo che mi aveva indicato l'ACI, cioe’ per 400.000 lire. L'anno successivo, cioe’ per il 2000, sono ritornato all'ACI di Grosseto e lo stesso impiegato, senza che gli chiedessi niente, solo con la presentazione dei documenti, mi ha fatto di nuovo pagare la somma di 400.000 lire (in data 25.01.2000). Infine quest'anno, pochi giorni fa, sempre all'ACI di Grosseto, sempre lo stesso impiegato, alla presentazione dei documenti mi dice che dovrei pagare il "superbollo" e, per quello che a lui risultava, i bolli pagati per gli anni precedenti erano sbagliati nell'importo. Dopo avergli detto che io avevo pagato in base a quello che l'ACI mi aveva richiesto, anzi in particolare, proprio lui mi aveva tassato (anche se non pretendo che lui mi possa ricordare, ma io si perche’ all'epoca erano solo due impiegati: lui ed un altro che era un mio vecchio compagno di scuola). Lui non poteva che consigliarmi di parlare con la "Dottoressa" dell'ufficio "assistenza Bolli dell'ACI".
Mi sono recato in questo Ufficio Assistenza Bolli e spiegato i fatti alla Dottoressa questa mi apostrofa rimproverandomi severamente di aver pagato un importo sbagliato, e cioe’ inferiore al dovuto, in quanto la mia macchina doveva pagare il "superbollo". Gli dissi che questo lo aveva gia’ sospettato l'impiegato dell'ACI e che comunque io l'avevo cosi’ pagato perche’ cosi’ mi era stato indicato e poi riconfermato dopo due anni dallo stesso ufficio ACI di Grosseto.
Per tutta risposta la non cortese Dottoressa mi consiglio’ in maniera sbrigativa di verificare presso la motorizzazione di Grosseto se veramente dovevo pagare il "superbollo" (quindi non era sicura nemmeno lei?). Di fronte alle mie perplessita’ e alla domanda sul da fare e con chi parlare la Dottoressa mi disse che il problema era mio e non suo: che andassi a parlare con chi volevo.
In questi giorni ho potuto constatare presso la motorizzazione che la mia auto deve pagare il "superbollo" e che quindi per tre anni, l'ACI mi ha fatto pagare un importo sbagliato. Questi i fatti. Ora io mi trovo quindi con tre bolli per tre anni pagati a 400.000 lire come erroneamente mi ha ripetutamente indicato l'Ufficio ACI di Grosseto, con non so quali e quante conseguenze da pagare (ovviamente oltra alla differenza dei bolli ci sara’ pure soprattasse e quant'altro per queste situazioni) Non solo. La mia auto ha ormai piu’ di 10 anni e anche se per un Diesel ha "solo" 150.000 km, ho deciso in questi ultimi anni di non cambiarla proprio perche’ avevo una tassazione ragionevole. Per questo e non per altro. Se l'ACI mi avesse detto la verita’ fin dal 1988, e cioe’ mi avesse richiesto la cifra esatta di oltre 1.200.000 con il superbollo, sicuramente la mia valutazione sarebbe stata completamnete diversa ed io avrei gia’ cambiato la macchina 3 anni fa quando aveva un valore piu’ alto di quello di oggi. Quindi non solo ho ricevuto il danno del bollo, ma anche quello che con l'errata indicazione l'ACI mi ha fatto commettere sotto il profilo "patrimoniale" sulla mia auto. La responsabilita’ e la grave colpa dell'ACI a me sembrano chiare e lampanti. Da notare che lo stesso errore e’ stato ripetuto 2 volte a distanza di 2 anni! Ora Vi chiedo cosa devo fare per far valere i miei diritti, o se volete come mi devo difendere per far riconoscere e far pagare lo sbaglio a chi lo ha commesso, cioe’ l'ACI. O e’ sempre il suddito che deve pagare? Vi sarei infinitamente grato per una risposta in merito con i consigli del caso. Potete aiutarmi?
Possiedo una CITROEN XM turbo Diesel dati dalla carta di circolazione: "FABBRICA/TIPO AUTOMOBILES CITROEN Y3 AF
OMOLOGAZIONE - anno di immatricolazione 91 (UF. PROV.GR) - RISPETTA LA DIRETTIVA 88/436 CEE SULL'INQUINAMENTO"
Ho pagato il relativo bollo annuale a mezzo bollettino postale o presso l'ACI di Grosseto fino al 1997 per un importo di circa 1.200.000 per anno. Dal 1998 e’ entrata in vigore la tassazione per KW. Allora, per non commettere errori (c'era un po’ di confusione in proposito) mi recai all'Ufficio ACI di Grosseto per avere direttamente il bollo in maniera corretta. Mi presentai allo sportello con la carta di circolazione e con il tagliando verde (mod MC 950-A) portante la lettera "F" (potenziale inquinante) ricevuto dal Ministero dei Trasporti - Direzione Generale della motorizzazione di ROMA in data 23.3.93 nel quale si comunicava "............che il Suo autoveicolo rientra in uno dei casi di possibile esenzione da eventuiali restrizioni alla circolazione previsti dall'allegato 4 - punto 11 - del Decreto Interministeriale 12 novembre 1992 (G.U. n. 272 del 18.11.1992)............." Chiesi all'impiegato se mi poteva controllare la tassazione. Questi esamino’ i documenti e mi rispose quindi che avrei dovuto pagare la somma di £.400.000 come risultato dei KW 80 x 5.000 = 400.000 Feci presente che fino a quel momento e cioe’ per gli anni precedenti avevo pagato una somma superiore e quindi chiesi il perche’ di tale variazione e la conferma della cifra da pagare.
Il giovane impiegato disse che per maggiore tranquillita’ avrebbe consultato dei colleghi. Infatti si allontano’ dal bancone per andare negli uffici interni e quando torno’ mi confermo’ che dovevo pagare la somma di £.400.000 perche’ non avevo il superbollo, ma la tassazione normale. A questo punto gli chiesi di farmi pagare senz'altro il bollo ed infatti mi rilascio’ regolare quietanza - o bollo, che dir si voglia - per l'anno 1998. Quindi in data 28.01.98 l'ACI di Grosseto mi rilascia l'attestazione del versamento di 400.000 lire per il bollo scadente DIC 98 e con l'annotazione "Rispetta la Direttiva CEE 91/441" L'anno successivo, per il 1999, in data 25.02.99 pagai il bollo in banca, diretto alla REGIONE TOSCANA e sempre per lo stesso importo che mi aveva indicato l'ACI, cioe’ per 400.000 lire. L'anno successivo, cioe’ per il 2000, sono ritornato all'ACI di Grosseto e lo stesso impiegato, senza che gli chiedessi niente, solo con la presentazione dei documenti, mi ha fatto di nuovo pagare la somma di 400.000 lire (in data 25.01.2000). Infine quest'anno, pochi giorni fa, sempre all'ACI di Grosseto, sempre lo stesso impiegato, alla presentazione dei documenti mi dice che dovrei pagare il "superbollo" e, per quello che a lui risultava, i bolli pagati per gli anni precedenti erano sbagliati nell'importo. Dopo avergli detto che io avevo pagato in base a quello che l'ACI mi aveva richiesto, anzi in particolare, proprio lui mi aveva tassato (anche se non pretendo che lui mi possa ricordare, ma io si perche’ all'epoca erano solo due impiegati: lui ed un altro che era un mio vecchio compagno di scuola). Lui non poteva che consigliarmi di parlare con la "Dottoressa" dell'ufficio "assistenza Bolli dell'ACI".
Mi sono recato in questo Ufficio Assistenza Bolli e spiegato i fatti alla Dottoressa questa mi apostrofa rimproverandomi severamente di aver pagato un importo sbagliato, e cioe’ inferiore al dovuto, in quanto la mia macchina doveva pagare il "superbollo". Gli dissi che questo lo aveva gia’ sospettato l'impiegato dell'ACI e che comunque io l'avevo cosi’ pagato perche’ cosi’ mi era stato indicato e poi riconfermato dopo due anni dallo stesso ufficio ACI di Grosseto.
Per tutta risposta la non cortese Dottoressa mi consiglio’ in maniera sbrigativa di verificare presso la motorizzazione di Grosseto se veramente dovevo pagare il "superbollo" (quindi non era sicura nemmeno lei?). Di fronte alle mie perplessita’ e alla domanda sul da fare e con chi parlare la Dottoressa mi disse che il problema era mio e non suo: che andassi a parlare con chi volevo.
In questi giorni ho potuto constatare presso la motorizzazione che la mia auto deve pagare il "superbollo" e che quindi per tre anni, l'ACI mi ha fatto pagare un importo sbagliato. Questi i fatti. Ora io mi trovo quindi con tre bolli per tre anni pagati a 400.000 lire come erroneamente mi ha ripetutamente indicato l'Ufficio ACI di Grosseto, con non so quali e quante conseguenze da pagare (ovviamente oltra alla differenza dei bolli ci sara’ pure soprattasse e quant'altro per queste situazioni) Non solo. La mia auto ha ormai piu’ di 10 anni e anche se per un Diesel ha "solo" 150.000 km, ho deciso in questi ultimi anni di non cambiarla proprio perche’ avevo una tassazione ragionevole. Per questo e non per altro. Se l'ACI mi avesse detto la verita’ fin dal 1988, e cioe’ mi avesse richiesto la cifra esatta di oltre 1.200.000 con il superbollo, sicuramente la mia valutazione sarebbe stata completamnete diversa ed io avrei gia’ cambiato la macchina 3 anni fa quando aveva un valore piu’ alto di quello di oggi. Quindi non solo ho ricevuto il danno del bollo, ma anche quello che con l'errata indicazione l'ACI mi ha fatto commettere sotto il profilo "patrimoniale" sulla mia auto. La responsabilita’ e la grave colpa dell'ACI a me sembrano chiare e lampanti. Da notare che lo stesso errore e’ stato ripetuto 2 volte a distanza di 2 anni! Ora Vi chiedo cosa devo fare per far valere i miei diritti, o se volete come mi devo difendere per far riconoscere e far pagare lo sbaglio a chi lo ha commesso, cioe’ l'ACI. O e’ sempre il suddito che deve pagare? Vi sarei infinitamente grato per una risposta in merito con i consigli del caso. Potete aiutarmi?
Risposta ADUC
Dubitiamo che il motivo per cui non le sono state richieste le differenze sia che non si sono accorti di niente: visti i tempi, ci sono ancora un paio d'anni di tempo -e di solito, le cartelle arrivano all'ultimo momento.
Per cui, sicuramente NON e' il caso di continuare a pagare le cifre errate.
E' possibile chiedere il rimborso delle cifre per i due anni in cui all'Aci le hanno fatto un calcolo sbagliato, se dagli atti in suo possesso l'errore risulta (e dunque, non solo dimostrando di aver pagato, ma confermando tramite atti come l'errore nell'attribuzione sia a loro addebitabile).
Potra' quindi far loro causa per danni, chiedendo il rimborso di quanto indebitamente pagato, al momento in cui ricevera' le cifre attinenti ai due anni in questione, rivolgendosi al giudice di pace.
Per cui, sicuramente NON e' il caso di continuare a pagare le cifre errate.
E' possibile chiedere il rimborso delle cifre per i due anni in cui all'Aci le hanno fatto un calcolo sbagliato, se dagli atti in suo possesso l'errore risulta (e dunque, non solo dimostrando di aver pagato, ma confermando tramite atti come l'errore nell'attribuzione sia a loro addebitabile).
Potra' quindi far loro causa per danni, chiedendo il rimborso di quanto indebitamente pagato, al momento in cui ricevera' le cifre attinenti ai due anni in questione, rivolgendosi al giudice di pace.
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