Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

22 settembre 1999
Domanda 22 settembre 1999
22-Sett-99
Ho bisogno di un vostro consiglio in merito ad una delibera del Comune di Jesi, dove lavoro e dove la mia bimba di 8 anni frequenta la scuola. Appunto mia figlia ha due rientri pomeridiani a scuola ogni settimana, ovviamente mangia a scuola dove il costo e' di L. 6.000 a pasto. Ora il comune di Jesi, rosso di testa e di conti, se ne e' uscito con una delibera nella quale i non residenti (io abito a Cupramontana, 15 km fuori Jesi) devono pagare 11.000.
Secondo voi tutto cio' e' regolare, ci possono essere gli estremi per un ricorso? Dimenticavo che il comune di Jesi chiede ai comuni di provenienza di stipulare una convenzione nella quale questi ultimi si fanno carico di pagare la somma eccedente. I comuni, sia il mio che altri, non hanno accettato.
Qualora non sia possibile trovare qualcosa per ricorrere contro il comune di Jesi, posso fare un'azione di disobbedienza civile? Io avevo pensato di comunicare al comune, magari via fax, che paghero' solo la quota spettante di L. 6.000. O come e' meglio fare?
Ciao e grazie dell'attenzione.

Risposta ADUC
Rivolga ricorso al Tar, ma non da solo, poiche' gia' le spese sono troppe: dovrebbe accordarsi con altri genitori nella stessa situazione. La proposta e' inutilmente discriminante e con basi inconsistenti: pero' sarebbe necessario conoscere la delibera e vedere -nel dettaglio- perche' siamo arrivati a questo (da dove vengono i fondi per la mensa, se e' stato disposto l'aumento perche' la mensa e' pagata con le tasse dei residenti del Comune etc).
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