Domenica 7 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 gennaio 2001
Domanda 12 gennaio 2001
Sono ormai quattro anni che vivo in una zona "elitaria" della città di Torino, senza per questo ritenermi simile ai miei vicini. Ieri sono stata a cercare di acquistare un maglione in un negozio relativamente "in" in zona, che esponeva il cartello "saldi". Nonappena entrata uno spocchioso signore, ben noto per la sua rara amabilità, mi ha fatto notare molto sgarbatamente che non potevo in tempi di saldi avere le idee confuse riguardo al colore del pullover (preciso che lo volevo di un colore che lì non c'era!) e con modi tutt'altro che disponibili mi ha mostrato n°2 maglie, dopodiché ha smesso sostenendo di "non poter tirare fuori tutto il materiale del negozio per me", giacché c'era la coda fuori. E come se non bastasse ha aggredito mia madre che chiedeva un'informazione sull'abbigliamento - per comprare- dandole, in tono più che arrogante, della "cara signora". Siamo uscite sconvolte. Ora, amerei sapere se si tratta di un modo civile di servire la clientela ed ammissibile. So che la scelta dei clienti è a discrezione dei proprietari, ma solo nel momento in cui si presentassero problemi coi suddetti. Noi si è chiesto un maglione, tutto ciò che il negozio in questione poteva darci. Ho la netta sensazione che si tratti di una discriminazione di tipo classista, dal momento che non è la prima volta che mi accade in quel negozio, presentandomi senza gioielli e visoni (e me ne si guardi!) come la clientela media dello store. Non è unica la mia osservazione riguardo a questo negozio, molto conosciuto per questo dai meno abbienti o apparentemente tali.
Dunque la mia domanda è: è possibile che un commesso- proprietario scelga a vista chi far entrare e chi no, chi servire e chi no, ammesso che non si abbiano intenzioni diverse da quelle di acquistare? E se ciò non rientra nei diritti dei consumatori, come si può agire?

Risposta ADUC
In questo caso, oltre riscontrare la maleducazione del proprietario del negozio, non si puo' fare molto altro. In quanto non ci sembra ci siano gli estremi per una contestazione di tipo penale (salvo il caso in cui non siano volate male parole): se avesse pero' voglia di dargli fastidio, potrebbe tranquillamente tornare al negozio e fargli perdere un po' di tempo: se non adotta un comportamento fastidioso (in tal caso sarebbe azione di disturbo e potrebbe -stiamo teorizzando- chiamare la polizia) non potra' buttarla fuori.
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