Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

7 giugno 2006
Domanda 7 giugno 2006
E 'stata fatta una assemblea condominiale che recava tre ordini del giorno: il primo riguardava la nomina di un tecnico per la rilevazione dei lavori di innovazione da effettuarsi alle scale (pitturazione, cambio del portone di ingresso, sostituzione dei marmi dei gradini e del corrimano; il secondo riguardava la nomina di un tecnico per la rilevazione dei lavori di manutenzione straordinaria da effettuarsi alla facciata esterna del palazzo (esempio zoccolatura); il terzo punto varie ed eventuali.
Costituita regolarmente l'assemblea, i condomini all'unanimita' decidevano, per il primo punto, di non voler alcun tecnico che effettuasse il computo metrico e nominavano l'amministratore (che e' un geometra) su sua spontanea e gratuita proposta, di effettuare i detti rilievi.
Per il secondo punto che maggiormente interessava ai condomini (e l'amministratore che e' anche un condomino proprietario lo sapeva bene) i condomini, all'unanimita' decidevano di non voler alcun tecnico anche perche' alle precedenti assemblee, per iscritto, gia' era stato stabilito quali fossero i lavori da eseguire e pertanto, sulla scorta di quanto stabilito, i condomini interessati, gia' avevano fatto redigere dei preventivi dalle ditte presentatesi sul posto a fare dei rilievi che purtroppo a causa di disguidi con l'amministratore che voleva a tutti i costi far passre il suo preventivo, non venivano presi in considerazione.
Ritornando comunque all'ultima assemblea, i condomini stavano discutendo sul secondo punto allorquando l'amministratore esibiva agli stessi, nuovamente, l'offerta oggetto della discordia, gia' presentato un anno prima, senza una data, e con i prezzi di allora., garantendo tra l'atro che la ditta avrebbe fissato gli stessi prezzi senza far pagare l'IVA. I condomini presenti, ad eccezione di me, addirittura firmavano quel documento accettandolo (perche' esasperati della continue liti). Io mi riservavo non solo perche' ero stata delegata a prendere le decisioni di cui ai punti dell'ordine del giorno e non mi sentivo di decidere su una cosa diversa per conto di chi mi aveva delegato e che non e' d'accordo su quel preventivo, ma anche perche' non avendo esperienza in tema di assemblee condominiali, non sapevo come regolarmi, cioe' non sapevo se a quel punto la volonta' condominiale prevalesse o meno. Ad ogni modo le chiedo gentilmente: l'assemblea non e' nulla per vizio di forma o comunque perche' nell'oggetto dell'ordine del giorno non vi era quella voce "approvata"? Ed inoltre, l'amministratore che ha molta esperienza, non e' stato scorretto impedendo agli altri di poter presentare altri preventivi magari piu' economici visto che il suo, rispetto agli altri che non ha esibito e di cui era in possesso sono piu' bassi?. Si puo' impugnare l'assemblea entro i trenta giorni e lo si puo' fare con una semplice lettera o bisogna necessariamente rivolgersi all'autorita' giudiziaria? Grazie.
Mariella, da Salerno

Risposta ADUC
Purtroppo non possiamo risponderle utilmente alle domande, trattandosi di situazione complessa che prevede la necessaria presa in considerazione di fatti che non conosciamo. Ad ogni buon conto, se ritiene di esser stata lesa in un suo diritto di appartenente all'assemblea dei condomini, le consigliamo di fare impugnazione, ma onestamente non sapremmo dirle di piu', se non che l'assemblea decide a maggioranza laddove non tocca i diritti dei singoli.
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