Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

23 maggio 2006
Domanda 23 maggio 2006
IL 16.03.06 MIO MARITO E' STATO FERMATO DALLA POLIZIA MUNICIPALE mentre alla guida dell'autovettura si e' immesso con il semaforo verde nel rondo' trovando, dopo aver superato il semaforo con il verde, la coda. Mio marito attende il proprio turno dietro la coda di macchine che a causa del traffico si era formata e quando le macchine procedono le ha seguite per proseguire nella sua direzione. Nel frattempo scatta il verde dal semaforo alla sua destra e la prima macchina a passare e' quella del Corpo di Polizia la quale mi ferma e l'agente lo accusa di essere passato con il rosso lo sanziona (euro 138,00) e decurta 6 punti dalla patente nonostante anche il Sig. P.W. in qualita' di passeggero, testimonia che e' passato assolutamente con il verde. Alla luce di quanto sopra esposto abbiamo fatto ricorso al prefetto il quale ha rigettato il ricorso e ha aumentato la sanzione a euro 281,00 perche' mio marito "non fornisce adeguata prova delle proprie dichiarazioni che pertanto non sono idonee ad inificare la validata' del verbale, mentre le attestazioni degli agenti formano piena prova fino a querela del falso". (parole tratte dal rigetto ricevuto dal prefetto). Essendo una chiara espressine di abuso di potere vorremmo rivolgerci al giudice di pace. Come possiamo fare? Cosa dobbiamo fare? In attesa di cortese riscontro porgo distinti saluti.
Sibilla, da Verdello

Risposta ADUC
Contro la decisione del prefetto si puo' ricorrere presso il giudice di pace. Quest'ultimo decide in modo meno burocratico del prefetto e ascoltera' le testimonianze, sua e quella del passeggero, oòltre a quella dei vigili. Valuti se vale la pena provare: clicca qui
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