Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
23 maggio 2006
Spettabile redazione, vorrei portare alla vostra attenzione il mio problema, con la speranza che i vostri consigli possano, tra l'altro, essere d'esempio e di utilita' per altri casi simili. Dovendo acquistare un portatile, la mia scelta e' caduta sul modello Satellite A100-155 della Toshiba. A soli due mesi dall'acquisto, la comparsa di uno strano messaggio d'errore durante un normalissimo boot di sistema me ne impedisce l'utilizzo. Piu' precisamente, si tratta di un errore di CMOS al seguito del quale, tutti i tentativi di riavvio del sistema sono subordinati all'immissione della password di BIOS (precisamente di sistema). Non avendo mai impostato una password del genere, ed avendo una certa esperienza in merito, mi e' subito parso chiaro che si trattava di un'anomalia del notebook. Spinto dal desiderio di una soluzione pratica mi sono documentato sull'esistenza di possibili backdoor passwords o di soluzioni alternative che comunque non richiedevano l'apertura del portatile o l'invio in assistenza. Ogni tentativo pero' si e' rivelato inutile. Ho quindi accuratamente informato la Toshiba, la quale mi ha indirizzato verso il centro di assistenza a me piu' vicino (Precision Service di Tremestieri Etneo (CT)). E' da qui in poi e' iniziata la mia personale lotta con i "Mulini a vento". Innanzitutto ho spiacevolmente scoperto che la rimozione della password e' un servizio a pagamento (100 euro), nonostante il problema sia chiaramente di origine hardware. Dopo aver speso 1700 euro la soluzione presentatami non era di certo graditissima ed inoltre, vista la natura del problema, non e' scongiurato il ripresentarsi dello stesso. Ho quindi ricontattato la Toshiba, che inspiegabilmente si ostina tuttora a non giustificare e riconoscere tale problema in garanzia. Nonostante le mie pressioni, sia telefoniche che via email per un riscontro con un responsabile, sono seguiti solo silenzi malgrado le iniziali promesse. Tutto cio' e' a mio parere assurdo, anche per una questione di pura educazione. Mi sento preso in giro da un'azienda che si vanta di fornire un servizio di assistenza di qualita' superiore a quello di altre concorrenti. A questo punto non vorrei che la toshiba penalizzasse i clienti che non decidono di estendere il servizio di garanzia, servizio che 'stranamente' comprenderebbe la soluzione del mio problema. Restano le vie legali, forse l'unico mezzo che possa garantire al singolo utente di vedere riconosciuto un proprio diritto verso la prepotenza di una grossa azienda. Distinti Saluti.
Angelo, da Catania
Angelo, da Catania
Risposta ADUC
Lei ha due possibilita', o avvalersi della garanzia del produttore (per cui valgono le previsioni della documentazione in suo possesso) oppure di quella che responsabilizza il VENDITORE per i vizi originari e/o difetti di conformita' clicca qui
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