Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 maggio 2006
Mozione Per la creazione di nuovo Partito Politico. Cari amici disgraziatissimi di un devastato Paese e di una putrescente società, sento che occorre dare un indirizzo, un senso e una determinazione a questa vostra e mia insoddisfazione, frustrazione, mortificazione ed impotenza. Coordiniamoci perciò ed uniamo queste energie altrimenti sprecate verso un fine ed una ragione, fondiamo un nuovo partito, il Partito degli Internauti. La mia mozione parte da un' idea che mi frulla per la testa da qualche anno; e cioè da quando i Radicali si misero miseramente alla prova con le loro cosiddette elezioni elettroniche, che si sbrigarono ad insabbiare tentando di nasconderne anche il ricordo. Parliamo di fatti di ormai vari anni fa, non mi voglio neanche spremere le meningi in che anno sia successo. Quello che è importante invece rilevare è che parliamo di un fatto che si riferiva ad una ristretta cerchia (o poco più) di accoliti, e va ricordato che i Radicali sono comunque la parte più sana dei partiti e politici italiani. Meglio non parlare degli altri politici (si fa per dire politici). Ora dalle statistiche che ogni tanto ci giungono sembrerebbe che il quaranta per cento degli Italiani navighi frequentemente e correntemente in rete, parliamo quindi di qualche decina di milioni di persone. Dovendo purtroppo ammettere che la stragrande maggioranza dei navigatori entra in rete per motivi non particolarmente nobili e moralmente qualificanti quali la visitazione di siti pornografici, di intrattenimento con giochini vari, ricerche di informazioni scandalistiche su personaggi dello spettacolo e non, ed altre delizie del genere... tuttavia certamente fra questi c'è anche tanta gente che utilizza questo rivoluzionario mezzo per migliorarsi e cercare di migliorare questa decadente società. Fra gli altri ci sono per fortuna anche tanti cittadini che partecipano a petizioni on line, forse anche qualcuno di quelli che va un po' a spettegolare su qualche blog, ma questo non mi sembra poi così deleterio. Ecco quindi in poche parole la mia proposta. Creiamo un partito degli Internauti, una Bandiera visibile in cui riconoscerci, che sostenga principalmente le nostre idee, i nostri obiettivi, la nostra visione originale ed innovativa della società. Società da modificarsi nel più breve tempo possibile attraverso la potente forza dirompente di un mezzo come internet che se bene utilizzato può portare immensi benefici in pochissimo tempo alla nostra società, cultura, civiltà. Costituiamo il Partito o Movimento e a partire dalle prossime elezioni, dalle comunali (non importa di quale paesino o grande città italiana) a salire, presentiamo questo nuovo simbolo rappresentante il nuovo millennio e le nuove proposte sociali per gli scenari che inevitabilmente si presenteranno sempre più rapidamente ed ineluttabilmente a partire da ora. Tante idee e dei freschi programmi appena sfornati o da sfornare io ce l'ho, immagino che anche tanti tra di Voi hanno proposte innovative aderenti alle nuove necessità, contiamoci, mettiamoci in gioco come fece Berlusconi che non aveva quasi niente di nuovo da dire, facciamoci vedere e facciamoci conoscere. Non voglio tediarVi più del dovuto e quindi termino qui, ma se l'argomento Vi interessa fatemi un segno, io sono fermamente convinto che tanta gente come me aspetta soltanto un segno per schierarsi sotto questa Bandiera. Fatemi sapere cosa ne pensate.. Votando questa petizione.., e se siete propensi a portare avanti questo discorso diffondete questo volantino ai vostri amici, conoscenti, clienti, etc.
QUI DI SEGUITO ALCUNE CONSIDERAZIONI ED UN BREVE ELENCO DI PROPOSTE PROGRAMMATICHE. Premesso che in questi ultimi centocinquantanni il processo di crescita della velocità di comunicazione è stato spettacolare e fulmineo, basta vedere lo schema comparativo qui di seguito : Primo esempio, Trasferimento di una persona da Roma a Parigi :
1) Prima dell'epoca etrusca quando ancora non esistevano strade organicamente costruite e strutturate, non ci sono dati certi, ma sicuramente occorreva attorno ad un mese e mezzo;
2) all'epoca dell' Impero romano occorrevano per strada lastricata in selciato romano tramite il sistema dei caselli di posta circa venti - trenta giorni;
3) all'epoca della costituzione del Regno d'Italia sempre per strada tramite il sistema dei caselli di posta circa occorreva una settimana;
4) in epoca giolittiana ci volevano circa ventiquattro - trentasei ore in treno;
5) in epoca degasperiana all'inizio della Repubblica sempre in treno ci volevano circa venti ore;
6) all'inizio degli anni settanta (esperienza diretta, ero fidanzato a Parigi) ci volevano tredici ore (c'era già l'aereo, ma pochi se lo potevano permettere;
7) dall'inizio degli anni ottanta finalmente i costi dei trasporti aerei sono arrivati alla portata di tutti e quindi effettivamente per arrivare a Parigi da allora non ci si mette più di due ore; Secondo esempio, Trasferimento di una comunicazione epistolare da Roma a Parigi:
1) In epoca etrusca ed anche all'epoca dell' Impero romano occorrevano per strada tramite il sistema dei caselli di posta circa venti - trenta giorni;
2) all'epoca della costituzione del Regno d'Italia era stato inventato il telegrafo e le poste consegnavano già telegrammi mediamente in una giornata;
3) in epoca giolittiana era stato inventato il telefono e il tempo effettivo di consegna medio era di un'ora;
4) in epoca degasperiana all'inizio della Repubblica sempre più o meno un'ora;
5) all'inizio degli anni ottanta viene inventato e si incomincia a diffondere il fax, per cui il tempo di consegna incomincia ad avvicinarsi al tempo medio zero (bisogna considerare che all'inizio erano pochi i possessori di fax (io ero uno di questi, e mi ricordo che l'impresa consisteva nel trovare qualcuno che avesse un fax e fosse abbastanza vicino a chi volevamo inviare il messaggio);
6) dall'inizio degli anni novanta finalmente inizia la diffusione commerciale di internet e con essa tutti gli applicati di messaggistica che permettono vari sistemi di comunicazione, oggi siamo arrivati alla videoconferenza ed alla produzione condivisa di documenti, e il tempo di trasmissione è pressocchè zero, anche per la vasta diffusione delle postazioni PC. Questo sta ad evidenziare tre grandi blocchi di parametri di riferimento : 1) che a partire dal 500 a C. fino a poco prima della costituzione dello Stato italiano, cioè per oltre duemila anni per consegnare una lettera da Roma a Parigi occorreva circa un mese;
2) che da circa il 1850 al 1970 il tempo effettivo medio di consegna era di un giorno;
3) che a partire dal 1970 il tempo effettivo medio di una comunicazione si è ridotto praticamente a zero.
VOGLIAMO CONTINUARE A PENSARE E A COMPORTARCI COME SE QUESTA ACCELERAZIONE ESPONENZIALE NON FOSSE AVVENUTA E NON FOSSE SOTTO I NOSTRI OCCHI IN TUTTE LE MANIFESTAZIONI DELLA NOSTRA VITA QUOTIDIANA?
Ancora più incommensurabili sarebbero le misure se estrapolassimo il grafico degli ultimi cento cinquant'anni delle comunicazioni epistolari. Premesso questo si deve quindi esaminare l'aspetto retrogrado rispetto alla rivoluzione sociale, culturale e consumistica in atto, infatti andando ad esaminare le attuali teorie od ideologie filosofico - politiche bisogna riconoscere ed ammettere che esse risalgono come minimo ad oltre cento anni or sono. La prima considerazione che sorge spontanea come minimo è l'evidente ed incontrovertibile inadeguatezza storica. Ma entrando un po' più nel dettaglio, senza inoltrarci troppo per non rimaner intrappolati in una discussione che è prematura, altre impressioni d'impulso sono la certa avulsità delle ideologie tuttora imperanti, qualunque vogliamo prendere in esame, dalla vita sociale reale dei nostri tempi. Certamente le risposte alle problematiche sociali, economiche, politiche, non ce le possono più dare questo tipo di ideologie. Ecco perché la necessità di nuove idee, nuove proposte, nuovi strumenti, nuovi approcci alla soluzione dei problemi e delle difficoltà della società nel suo insieme. Forse qualcuno di Voi si sarà senz'altro accorto che da almeno una decina d'anni molto spesso sia in Italia che in tutta Europa governi di destra prendono provvedimenti di sinistra e viceversa governi di sinistra assumono strategie politiche di destra. Questo vorrà dire qualcosa? Qualcuno si è mai soffermato a rifletterci sopra? Sarà mai il caso di pensare che forse c'è qualcosa che non quadra?
Che qualcosa non funzioni e crei confusione logica oltre che mistificazione ideologica certamente è inconfutabile. Questo certamente sta ad indicare una serie di verità e di falsificazioni :
1) Esiste un assioma in psicologia e un verbo incontestabile in P.N.L. che dice che noi siamo ciò che facciamo, quindi se prendiamo decisioni di destra, siamo di destra, pure se la nostra etichetta esterna dice che siamo di sinistra e viceversa; ma si può accettare passivamente qualcuno che così impunemente si prenda e ci prenda in giro?
2) Certamente non si può accettare e soprattutto è assolutamente irrazionale ed illogico, oltre che conflittuale e paranoico un tale comportamento, e certamente io non sono disposto ad accettare passivamente che governi composti da tali individui continuino a governarmi (si fa per dire);
3) Inoltre, e non per ultimo, ma i governanti, non amministrano in nome del popolo?
4) Ed infine un elettore di sinistra che elegge un governo di sinistra non avrebbe diritto in linea teorica, logica, e giuridica ad avere un governo che prenda decisioni governative di sinistra?
Ma lasciamo perdere le contestazioni al passato ed osserviamo ciò che ci aspetta per il futuro. Qualcuno di Voi si è certamente accorto che viviamo in un villaggio globale e che le decisioni, quelle vere come appunto accennavo prima le prendono ancora pochi oligarchi, grandi elettori, lobbies, ma per quanto questi vogliano prendere decisioni e le vogliano attuare, comunque bisogna poi sempre fare i conti con il villaggio globale che spesso decide e santifica diversamente, ed a nulla valgono le decisioni prese a livello nazionale.
Questo vale per l'Italia come per gli Stati Uniti d'America o qualunque altro Paese. Quindi sorgono alcune notevoli contraddizioni, conflitti logici, conflitti d'interesse, incompatibilità che contrastano gli uni con gli altri e soprattutto contrastano con gli interessi ed il bene dei cittadini. Prendiamo in esame l'aspetto della rappresentatività dei deputati e dei senatori.
1) il concetto di rappresentatività appunto a rappresentare il popolo italiano era stata concepita in epoca ottocentesca quando il novanta per cento (o giù di lì) della popolazione era analfabeta, e quanto lo stato dei trasporti e delle comunicazione era primordiale, e spesso chi veniva eletto al parlamento si doveva sobbarcare lunghi viaggi (anche di giorni) e doveva trattenersi per mesi lontano da casa per svolgere il suo mandato. E molto spesso i deputati erano personalità di grande spicco culturale. Cose appunto che i cittadini non potevano essere e non potevano fare, e tutto questo aveva un senso e una motivazione logica e reale;
2) Attualmente i deputati e senatori, tralasciando il loro frequente grado ignoranza, incultura ed inopportuno appalesamento delle loro tendenze, passioni e delle loro virtù ... Cicciolina . Caruso... Er pecora, . moltri altri intervistati dalle "Iene", travestiti ed invertiti vari, transessuali e bisex, e quant'altro, penso che difficilmente rappresentino il cittadino medio italiano (o quantomeno voglio sperare di no per onor di patria);
3) Questi parlamentari hanno stuoli di consulenti per ogni genere di problematica, in quanto il divenire della cultura e dell'informazione è diventato talmente tumultuoso che nessuno può arrogarsi la presunzione di essere "tuttologo", come spesso purtroppo avviene;
4) Oggi i trasporti permettono a chiunque di raggiungere qualunque parte del territorio nazionale in massimo un paio d'ore;
5) Oggi l'analfabetismo non esiste più (esiste la degradazione culturale che però è altra cosa);
6) Ogni cittadino può perfettamente ed autonomamente tenersi al corrente dell'evoluzione di ogni aspetto della vita nazionale;
7) Ogni cittadino può quindi prendere autonomamente ogni decisione consultando esperti di ogni genere attraverso molte fonti d'informazione. Prendiamo in esame il problema della tumultuosità dell'evolversi degli eventi tipica degli ultimi anni e della possibilità di gestione della cosa pubblica che potrebbe avere un governo nella presente situazione legislativa ed amministrativa.
1) mediamente per rendere operativa, con tutti i relativi regolamenti operativi approvati ci vogliono da un anno a due anni salvo modifiche revisioni di incostituzionalità e quant'altro, immagino che tutti stiate riflettendoci sopra, senza considerare gli eventuali "placet" della Comunità Europea;
2) quindi, quand'anche tutto andasse per il verso giusto ben difficilmente un qualunque intento governativo potrebbe governare una emergenza di un qualche spessore.
Basta vedere cosa è accaduto nella recente vicenda che ha dominato e condizionato l'opinione pubblica ed il Governo ed anche i media sia nazionali che internazionali. La mistificazione e disinformazione messa in atto con una strategia ben precisa e preordinata è il tipico esempio di quello che può succedere, ed è successo, è la vicenda che ha riguardato la cosiddetta "Epidemia aviaria" che : <... Ecco che arriva...> < ... sta arrivando...> < ...è arrivata in Turchia.> <... Ecco ha ucciso in Ungheria...> ed invece non è mai arrivata, principalmente ed essenzialmente perché era una montatura mediatica a vantaggio delle multinazionali dei vaccino (che fra l'altro neanche esiste). Una bufala trasmessa da una banda di malviventi, raccolta da una accogliazza di semidementi che controllano l'informazione in uno stato retto da incompetenti ed incapaci, ha avuto come conseguenza la riduzione sul lastrico cinquantamila famiglie italiane che fino a quel momento vivevano dignitosamente del frutto del loro lavoro. Perché tutto questo sconquasso non accadesse bastava che qualcuno del Governo andasse a verificare la fondatezza dell'informazione, e questa era reperibilissima sul Web fin dal primo momento, e controdeducesse quanto affermato fin dai primi momenti dello sviluppo della situazione. Invece a questa forzatura mediatica sia il Governo nazionale che i governi delle altre nazioni non hanno saputo contrapporre nessuna difesa, e in Italia in particolare dove esisteva una fiorente imprenditoria legata all'allevamento aviario sono stati persi in poco più di un mese circa cinquantamila posti di lavoro e perdite notevolissime di fatturato e di P.I.L. - Questo è potuto succedere per una serie di concause, che qui è inutile esaminare, ma il fattore enormemente predominante su tutti e' che l'informazione è totalmente accentrata in poche mani e che la fede pubblica in particolare fa riferimento all'informazione televisiva. Questo deve cambiare. Noi oggi al contrario di quanto affermato in apertura di questa mozione siamo in una condizione unica fortunatissima ed irripetibile, siamo ad un bivio, o saltiamo al volo sul carro che passa oppure rischiamo di perdere quest' occasione per sempre. Si, perché l'establishment sta tentando a colpi di leggi nazionali ed europee di appropriarsi monopolisticamente del controllo anche di internet e dei vari sistemi di comunicazione che ruotano intorno ad essa. Voglio ricordare qui rapidamente uno scenario, che pure nella crudeltà delle scene che evoca, però dette avvio fra altri impulsi alla nascita dei Comuni italiani che raggiunsero il loro massimo fulgore solo dopo il 1350, cioè dopo che la Grande Epidemia europea di peste aveva falcidiato circa la metà della popolazione facendo piazza pulita di ideologie, poteri costituiti, poteri forti, norme, preconcetti, morale preesistente, leggi e mettendo a disposizione capitali e beni che prima erano in mano ad altri. Quello che oggi si direbbe "Liberalizzazione del mercato". Oggi bisogna tornare a "Liberalizzare il mercato" in senso lato. Capiamoci bene, non serve una nuova Grande Peste come nel 1348, ma serve liberalizzare l'economia, la vita sociale, LA POLITICA!!!!. Oggi tutto è accentrato in un qualche potentato, Camere di Commercio, Ordini Professionali, Sindacati, associazioni di categoria, associazioni ambientalistiche, Catene di distribuzione monopolistiche, monopoli di Stato privatizzati che sono rimasti comunque monopoli in contrasto con la legge (vedi Poste Italiane, Telecom Italia, Ferrovie dell Stato, Enel,etc.), se non fai parte di una qualsiasi di una di queste congreghe sei uno str.... Ma per far parte devi fare la gavetta del portaborse, e dopo aver molto leccato, pure se sei un perfetto coglione (anzi meglio se lo sei), e solo se sei disponibile a qualunque compromesso, allora forse potrai fare un briciolo di carriera nei bassi ranghi, perché in quelli alti tutti i posti, ormai da un paio di generazioni sono riservati ai rampolli di nobile nascita (vedi i figli di Moggi, di Tanzi, di Cragnotti, La Malfa, la dinastia dei Berlinguer - Cossiga - Segni etc., etc., etc.-) Questo è il preludio alla morte di una società, è la decadenza, la putrefazione, la corruzione del corpo sociale. L'Italia non deve finire per l'imbecillità e l'incapacità di questa classe dominante, l'Italia ha dentro di sé la forza morale e le risorse intellettuali e morali per tornare a diventare il faro della cultura e della civiltà, soprattutto della civiltà morale, in tutte le accezioni che si vuole dare a questa frase. Le soluzioni ci sono e sono tante, io mi permetto solo di prospettarne una che però penso sia dotata di un'energia dirompente per l'immobilismo e conservatorismo imperanti nella società italiana attuale. Questa mia proposta per la soluzione di tutti i problemi accennati fin qui e degli infiniti altri prevede : PRIMA FASE 1) tutte le votazioni e consultazioni a mezzo internet (attraverso l'attuazione della legge 82/2005 e la dotazione a tutti i cittadini del loro codice di accesso univoco, in modo che non si possano verificare imbrogli);
2) votazione ed elezione diretta di tutti i livelli delle cariche politiche istituzionali;
3) votazione ed elezione diretta di tutta la magistratura, anche degli organi di controllo che non devono essere magistrati né famiglie;
4) Elezione diretta del Presidente della Repubblica.
Fatemi vedere che siete interessati a seguitare il discorso votando la mia petizione come già evidenziato nella prima pagina.
Orazio
QUI DI SEGUITO ALCUNE CONSIDERAZIONI ED UN BREVE ELENCO DI PROPOSTE PROGRAMMATICHE. Premesso che in questi ultimi centocinquantanni il processo di crescita della velocità di comunicazione è stato spettacolare e fulmineo, basta vedere lo schema comparativo qui di seguito : Primo esempio, Trasferimento di una persona da Roma a Parigi :
1) Prima dell'epoca etrusca quando ancora non esistevano strade organicamente costruite e strutturate, non ci sono dati certi, ma sicuramente occorreva attorno ad un mese e mezzo;
2) all'epoca dell' Impero romano occorrevano per strada lastricata in selciato romano tramite il sistema dei caselli di posta circa venti - trenta giorni;
3) all'epoca della costituzione del Regno d'Italia sempre per strada tramite il sistema dei caselli di posta circa occorreva una settimana;
4) in epoca giolittiana ci volevano circa ventiquattro - trentasei ore in treno;
5) in epoca degasperiana all'inizio della Repubblica sempre in treno ci volevano circa venti ore;
6) all'inizio degli anni settanta (esperienza diretta, ero fidanzato a Parigi) ci volevano tredici ore (c'era già l'aereo, ma pochi se lo potevano permettere;
7) dall'inizio degli anni ottanta finalmente i costi dei trasporti aerei sono arrivati alla portata di tutti e quindi effettivamente per arrivare a Parigi da allora non ci si mette più di due ore; Secondo esempio, Trasferimento di una comunicazione epistolare da Roma a Parigi:
1) In epoca etrusca ed anche all'epoca dell' Impero romano occorrevano per strada tramite il sistema dei caselli di posta circa venti - trenta giorni;
2) all'epoca della costituzione del Regno d'Italia era stato inventato il telegrafo e le poste consegnavano già telegrammi mediamente in una giornata;
3) in epoca giolittiana era stato inventato il telefono e il tempo effettivo di consegna medio era di un'ora;
4) in epoca degasperiana all'inizio della Repubblica sempre più o meno un'ora;
5) all'inizio degli anni ottanta viene inventato e si incomincia a diffondere il fax, per cui il tempo di consegna incomincia ad avvicinarsi al tempo medio zero (bisogna considerare che all'inizio erano pochi i possessori di fax (io ero uno di questi, e mi ricordo che l'impresa consisteva nel trovare qualcuno che avesse un fax e fosse abbastanza vicino a chi volevamo inviare il messaggio);
6) dall'inizio degli anni novanta finalmente inizia la diffusione commerciale di internet e con essa tutti gli applicati di messaggistica che permettono vari sistemi di comunicazione, oggi siamo arrivati alla videoconferenza ed alla produzione condivisa di documenti, e il tempo di trasmissione è pressocchè zero, anche per la vasta diffusione delle postazioni PC. Questo sta ad evidenziare tre grandi blocchi di parametri di riferimento : 1) che a partire dal 500 a C. fino a poco prima della costituzione dello Stato italiano, cioè per oltre duemila anni per consegnare una lettera da Roma a Parigi occorreva circa un mese;
2) che da circa il 1850 al 1970 il tempo effettivo medio di consegna era di un giorno;
3) che a partire dal 1970 il tempo effettivo medio di una comunicazione si è ridotto praticamente a zero.
VOGLIAMO CONTINUARE A PENSARE E A COMPORTARCI COME SE QUESTA ACCELERAZIONE ESPONENZIALE NON FOSSE AVVENUTA E NON FOSSE SOTTO I NOSTRI OCCHI IN TUTTE LE MANIFESTAZIONI DELLA NOSTRA VITA QUOTIDIANA?
Ancora più incommensurabili sarebbero le misure se estrapolassimo il grafico degli ultimi cento cinquant'anni delle comunicazioni epistolari. Premesso questo si deve quindi esaminare l'aspetto retrogrado rispetto alla rivoluzione sociale, culturale e consumistica in atto, infatti andando ad esaminare le attuali teorie od ideologie filosofico - politiche bisogna riconoscere ed ammettere che esse risalgono come minimo ad oltre cento anni or sono. La prima considerazione che sorge spontanea come minimo è l'evidente ed incontrovertibile inadeguatezza storica. Ma entrando un po' più nel dettaglio, senza inoltrarci troppo per non rimaner intrappolati in una discussione che è prematura, altre impressioni d'impulso sono la certa avulsità delle ideologie tuttora imperanti, qualunque vogliamo prendere in esame, dalla vita sociale reale dei nostri tempi. Certamente le risposte alle problematiche sociali, economiche, politiche, non ce le possono più dare questo tipo di ideologie. Ecco perché la necessità di nuove idee, nuove proposte, nuovi strumenti, nuovi approcci alla soluzione dei problemi e delle difficoltà della società nel suo insieme. Forse qualcuno di Voi si sarà senz'altro accorto che da almeno una decina d'anni molto spesso sia in Italia che in tutta Europa governi di destra prendono provvedimenti di sinistra e viceversa governi di sinistra assumono strategie politiche di destra. Questo vorrà dire qualcosa? Qualcuno si è mai soffermato a rifletterci sopra? Sarà mai il caso di pensare che forse c'è qualcosa che non quadra?
Che qualcosa non funzioni e crei confusione logica oltre che mistificazione ideologica certamente è inconfutabile. Questo certamente sta ad indicare una serie di verità e di falsificazioni :
1) Esiste un assioma in psicologia e un verbo incontestabile in P.N.L. che dice che noi siamo ciò che facciamo, quindi se prendiamo decisioni di destra, siamo di destra, pure se la nostra etichetta esterna dice che siamo di sinistra e viceversa; ma si può accettare passivamente qualcuno che così impunemente si prenda e ci prenda in giro?
2) Certamente non si può accettare e soprattutto è assolutamente irrazionale ed illogico, oltre che conflittuale e paranoico un tale comportamento, e certamente io non sono disposto ad accettare passivamente che governi composti da tali individui continuino a governarmi (si fa per dire);
3) Inoltre, e non per ultimo, ma i governanti, non amministrano in nome del popolo?
4) Ed infine un elettore di sinistra che elegge un governo di sinistra non avrebbe diritto in linea teorica, logica, e giuridica ad avere un governo che prenda decisioni governative di sinistra?
Ma lasciamo perdere le contestazioni al passato ed osserviamo ciò che ci aspetta per il futuro. Qualcuno di Voi si è certamente accorto che viviamo in un villaggio globale e che le decisioni, quelle vere come appunto accennavo prima le prendono ancora pochi oligarchi, grandi elettori, lobbies, ma per quanto questi vogliano prendere decisioni e le vogliano attuare, comunque bisogna poi sempre fare i conti con il villaggio globale che spesso decide e santifica diversamente, ed a nulla valgono le decisioni prese a livello nazionale.
Questo vale per l'Italia come per gli Stati Uniti d'America o qualunque altro Paese. Quindi sorgono alcune notevoli contraddizioni, conflitti logici, conflitti d'interesse, incompatibilità che contrastano gli uni con gli altri e soprattutto contrastano con gli interessi ed il bene dei cittadini. Prendiamo in esame l'aspetto della rappresentatività dei deputati e dei senatori.
1) il concetto di rappresentatività appunto a rappresentare il popolo italiano era stata concepita in epoca ottocentesca quando il novanta per cento (o giù di lì) della popolazione era analfabeta, e quanto lo stato dei trasporti e delle comunicazione era primordiale, e spesso chi veniva eletto al parlamento si doveva sobbarcare lunghi viaggi (anche di giorni) e doveva trattenersi per mesi lontano da casa per svolgere il suo mandato. E molto spesso i deputati erano personalità di grande spicco culturale. Cose appunto che i cittadini non potevano essere e non potevano fare, e tutto questo aveva un senso e una motivazione logica e reale;
2) Attualmente i deputati e senatori, tralasciando il loro frequente grado ignoranza, incultura ed inopportuno appalesamento delle loro tendenze, passioni e delle loro virtù ... Cicciolina . Caruso... Er pecora, . moltri altri intervistati dalle "Iene", travestiti ed invertiti vari, transessuali e bisex, e quant'altro, penso che difficilmente rappresentino il cittadino medio italiano (o quantomeno voglio sperare di no per onor di patria);
3) Questi parlamentari hanno stuoli di consulenti per ogni genere di problematica, in quanto il divenire della cultura e dell'informazione è diventato talmente tumultuoso che nessuno può arrogarsi la presunzione di essere "tuttologo", come spesso purtroppo avviene;
4) Oggi i trasporti permettono a chiunque di raggiungere qualunque parte del territorio nazionale in massimo un paio d'ore;
5) Oggi l'analfabetismo non esiste più (esiste la degradazione culturale che però è altra cosa);
6) Ogni cittadino può perfettamente ed autonomamente tenersi al corrente dell'evoluzione di ogni aspetto della vita nazionale;
7) Ogni cittadino può quindi prendere autonomamente ogni decisione consultando esperti di ogni genere attraverso molte fonti d'informazione. Prendiamo in esame il problema della tumultuosità dell'evolversi degli eventi tipica degli ultimi anni e della possibilità di gestione della cosa pubblica che potrebbe avere un governo nella presente situazione legislativa ed amministrativa.
1) mediamente per rendere operativa, con tutti i relativi regolamenti operativi approvati ci vogliono da un anno a due anni salvo modifiche revisioni di incostituzionalità e quant'altro, immagino che tutti stiate riflettendoci sopra, senza considerare gli eventuali "placet" della Comunità Europea;
2) quindi, quand'anche tutto andasse per il verso giusto ben difficilmente un qualunque intento governativo potrebbe governare una emergenza di un qualche spessore.
Basta vedere cosa è accaduto nella recente vicenda che ha dominato e condizionato l'opinione pubblica ed il Governo ed anche i media sia nazionali che internazionali. La mistificazione e disinformazione messa in atto con una strategia ben precisa e preordinata è il tipico esempio di quello che può succedere, ed è successo, è la vicenda che ha riguardato la cosiddetta "Epidemia aviaria" che : <... Ecco che arriva...> < ... sta arrivando...> < ...è arrivata in Turchia.> <... Ecco ha ucciso in Ungheria...> ed invece non è mai arrivata, principalmente ed essenzialmente perché era una montatura mediatica a vantaggio delle multinazionali dei vaccino (che fra l'altro neanche esiste). Una bufala trasmessa da una banda di malviventi, raccolta da una accogliazza di semidementi che controllano l'informazione in uno stato retto da incompetenti ed incapaci, ha avuto come conseguenza la riduzione sul lastrico cinquantamila famiglie italiane che fino a quel momento vivevano dignitosamente del frutto del loro lavoro. Perché tutto questo sconquasso non accadesse bastava che qualcuno del Governo andasse a verificare la fondatezza dell'informazione, e questa era reperibilissima sul Web fin dal primo momento, e controdeducesse quanto affermato fin dai primi momenti dello sviluppo della situazione. Invece a questa forzatura mediatica sia il Governo nazionale che i governi delle altre nazioni non hanno saputo contrapporre nessuna difesa, e in Italia in particolare dove esisteva una fiorente imprenditoria legata all'allevamento aviario sono stati persi in poco più di un mese circa cinquantamila posti di lavoro e perdite notevolissime di fatturato e di P.I.L. - Questo è potuto succedere per una serie di concause, che qui è inutile esaminare, ma il fattore enormemente predominante su tutti e' che l'informazione è totalmente accentrata in poche mani e che la fede pubblica in particolare fa riferimento all'informazione televisiva. Questo deve cambiare. Noi oggi al contrario di quanto affermato in apertura di questa mozione siamo in una condizione unica fortunatissima ed irripetibile, siamo ad un bivio, o saltiamo al volo sul carro che passa oppure rischiamo di perdere quest' occasione per sempre. Si, perché l'establishment sta tentando a colpi di leggi nazionali ed europee di appropriarsi monopolisticamente del controllo anche di internet e dei vari sistemi di comunicazione che ruotano intorno ad essa. Voglio ricordare qui rapidamente uno scenario, che pure nella crudeltà delle scene che evoca, però dette avvio fra altri impulsi alla nascita dei Comuni italiani che raggiunsero il loro massimo fulgore solo dopo il 1350, cioè dopo che la Grande Epidemia europea di peste aveva falcidiato circa la metà della popolazione facendo piazza pulita di ideologie, poteri costituiti, poteri forti, norme, preconcetti, morale preesistente, leggi e mettendo a disposizione capitali e beni che prima erano in mano ad altri. Quello che oggi si direbbe "Liberalizzazione del mercato". Oggi bisogna tornare a "Liberalizzare il mercato" in senso lato. Capiamoci bene, non serve una nuova Grande Peste come nel 1348, ma serve liberalizzare l'economia, la vita sociale, LA POLITICA!!!!. Oggi tutto è accentrato in un qualche potentato, Camere di Commercio, Ordini Professionali, Sindacati, associazioni di categoria, associazioni ambientalistiche, Catene di distribuzione monopolistiche, monopoli di Stato privatizzati che sono rimasti comunque monopoli in contrasto con la legge (vedi Poste Italiane, Telecom Italia, Ferrovie dell Stato, Enel,etc.), se non fai parte di una qualsiasi di una di queste congreghe sei uno str.... Ma per far parte devi fare la gavetta del portaborse, e dopo aver molto leccato, pure se sei un perfetto coglione (anzi meglio se lo sei), e solo se sei disponibile a qualunque compromesso, allora forse potrai fare un briciolo di carriera nei bassi ranghi, perché in quelli alti tutti i posti, ormai da un paio di generazioni sono riservati ai rampolli di nobile nascita (vedi i figli di Moggi, di Tanzi, di Cragnotti, La Malfa, la dinastia dei Berlinguer - Cossiga - Segni etc., etc., etc.-) Questo è il preludio alla morte di una società, è la decadenza, la putrefazione, la corruzione del corpo sociale. L'Italia non deve finire per l'imbecillità e l'incapacità di questa classe dominante, l'Italia ha dentro di sé la forza morale e le risorse intellettuali e morali per tornare a diventare il faro della cultura e della civiltà, soprattutto della civiltà morale, in tutte le accezioni che si vuole dare a questa frase. Le soluzioni ci sono e sono tante, io mi permetto solo di prospettarne una che però penso sia dotata di un'energia dirompente per l'immobilismo e conservatorismo imperanti nella società italiana attuale. Questa mia proposta per la soluzione di tutti i problemi accennati fin qui e degli infiniti altri prevede : PRIMA FASE 1) tutte le votazioni e consultazioni a mezzo internet (attraverso l'attuazione della legge 82/2005 e la dotazione a tutti i cittadini del loro codice di accesso univoco, in modo che non si possano verificare imbrogli);
2) votazione ed elezione diretta di tutti i livelli delle cariche politiche istituzionali;
3) votazione ed elezione diretta di tutta la magistratura, anche degli organi di controllo che non devono essere magistrati né famiglie;
4) Elezione diretta del Presidente della Repubblica.
Fatemi vedere che siete interessati a seguitare il discorso votando la mia petizione come già evidenziato nella prima pagina.
Orazio
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