Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

9 gennaio 2001
Domanda 9 gennaio 2001
Buongiorno, vorrei chiederVi una informazione in merito ad un problema condominiale. Ho acquistato nel 1992 una abitazione indipendente ma poiche’ la lottizzazione era privata esisteva un condominio e quindi un amministratore.
A partire dal febbraio del 1999, la lottizzazione e’ passata in gestione al comune e quindi non esistono piu’ beni comuni da amministrare e pertanto anche l'amministratore non ha piu’ motivo di esistere se non per il recupero delle quote dei morosi.
Ci sono da fare alcune importanti considerazioni:
a) Da febbraio 99 non e’ stato piu’ possibile effettuare alcuna riunione condominiale per mancanza delle quote millesimali richieste per legge.
b) In questi anni si sono accumulati debiti per circa 133 milioni.
c) L'amministratore, trattandosi di professionista, puo’ dimettersi solo se revocato da regolare assemblea e comunque non dopo aver azzerato il dare-avere.
Poiche’ non possiedo alcuna pendenza economica nei confronti del condominio e visto che il tempo per il recupero dei crediti, tramite decreto ingiuntivo sui morosi, si preannuncia piuttosto lungo, posso uscire "legalmente" dal condominio, ribadisco, visto che non c'e’ piu’ alcun bene comune da amministrare, oppure sono costretto a continuare a pagare l'onorario dell'amministratore?!

Risposta ADUC
A nostro avviso, sino a che ci sono i motivi perche' l'amministratore rimanga in essere, occorre continuare a pagarlo, poiche' ad essere tutelati sono ancora gli interessi comuni che -di fatto- riguardano tutti i condomini.
Eventualmente, potrebbe essere contestato l'amministratore se la sua tempistica fosse volontariamente eccessiva, causando cosi' un danno.
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