Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
20 maggio 2006
Spett. /le ADUC, Vorrei un consiglio su come agire su un problema con l' IACP di Caltanissetta.
Dal Luglio 1992 ad Ottobre 2003 ho abitato con la mia famiglia in un appartamento di loro proprieta' con normale contratto stipulato nel 1992 che si rinnovava tacitamente di anno in anno. Annualmente spedivo tramite raccomandata i redditi dell'intero nucleo familiare per stabilire la rispettiva quota annua effettiva che mi spettava pagare, oltre a recarmi personalmente diverse volte ma non riuscivo ad ottenere nulla perche' mi dicevano che al piu' presto mi sarebbe arrivata comunicazione a casa dell'importo da pagare; A Luglio del 2000 ricevo una raccomandata di diffida e provvedo subito al pagamento di quanto dovuto con "saldo salvo conguaglio" per evitare problemi, ovviamente dopo aver verificato e accettato gli importi descritti. Adesso a distanza di 2 anni e mezzo che ho lasciato l'appartamento ricevo un'altra lettera di diffida in cui mi invitano entro 15 giorni a pagare quanto dovuto (parecchie migliaia di euro), allorche' facendo le mie ricerche mi accorgo innanzi tutto che nella scheda contabile che mi hanno inviato mancano n° 20 versamenti da me effettuati e che posso tranquillamente dimostrare, oltre a vedere il canone annuo raddoppiato o addirittura triplicato a partire dal 1997 al 2003 nonostante nelle precedenti schede contabili in mio possesso (una del 1997 e l'altra nella diffida del 2000 riportano lo stesso canone annuo). Adesso ho richiesto anche i criteri da dove e' venuto fuori l'importo del canone anno per anno che attendo che me li spediscono. Vorrei sapere:
1) Se non pago cosa possono fare? Possono iscrivere a ruolo dette somme e quanto tempo passera', il concessionario alla riscossione puo' fare l'ipoteca sulla casa che ho comprato nel 2002? O dopo quanto tempo vanno in prescrizione? Magari posso vedere di trovare un accordo forfetario per chiudere la questione altrimenti devo pagare a rate e l'interesse in vigore qual e'?
2) Se sapevo annualmente l'importo che dovevo pagare facevo i miei conti e decidevo sicuramente di lasciare subito l'appartamento e di acquistarlo prima!
Grazie in anticipo e cordiali saluti.
Massimo, da Mussomeli
Dal Luglio 1992 ad Ottobre 2003 ho abitato con la mia famiglia in un appartamento di loro proprieta' con normale contratto stipulato nel 1992 che si rinnovava tacitamente di anno in anno. Annualmente spedivo tramite raccomandata i redditi dell'intero nucleo familiare per stabilire la rispettiva quota annua effettiva che mi spettava pagare, oltre a recarmi personalmente diverse volte ma non riuscivo ad ottenere nulla perche' mi dicevano che al piu' presto mi sarebbe arrivata comunicazione a casa dell'importo da pagare; A Luglio del 2000 ricevo una raccomandata di diffida e provvedo subito al pagamento di quanto dovuto con "saldo salvo conguaglio" per evitare problemi, ovviamente dopo aver verificato e accettato gli importi descritti. Adesso a distanza di 2 anni e mezzo che ho lasciato l'appartamento ricevo un'altra lettera di diffida in cui mi invitano entro 15 giorni a pagare quanto dovuto (parecchie migliaia di euro), allorche' facendo le mie ricerche mi accorgo innanzi tutto che nella scheda contabile che mi hanno inviato mancano n° 20 versamenti da me effettuati e che posso tranquillamente dimostrare, oltre a vedere il canone annuo raddoppiato o addirittura triplicato a partire dal 1997 al 2003 nonostante nelle precedenti schede contabili in mio possesso (una del 1997 e l'altra nella diffida del 2000 riportano lo stesso canone annuo). Adesso ho richiesto anche i criteri da dove e' venuto fuori l'importo del canone anno per anno che attendo che me li spediscono. Vorrei sapere:
1) Se non pago cosa possono fare? Possono iscrivere a ruolo dette somme e quanto tempo passera', il concessionario alla riscossione puo' fare l'ipoteca sulla casa che ho comprato nel 2002? O dopo quanto tempo vanno in prescrizione? Magari posso vedere di trovare un accordo forfetario per chiudere la questione altrimenti devo pagare a rate e l'interesse in vigore qual e'?
2) Se sapevo annualmente l'importo che dovevo pagare facevo i miei conti e decidevo sicuramente di lasciare subito l'appartamento e di acquistarlo prima!
Grazie in anticipo e cordiali saluti.
Massimo, da Mussomeli
Risposta ADUC
Qualora ritenga di aver subito pretese ingiuste o errate, le consigliamo comunque di inviare per iscritto con lettera raccomandata a.r. gli importi che ritiene di non dover pagare. Tenga tuttavia presente che le procedure di recupero del credito delle pubbliche amministrazioni andranno avanti e potranno comportare, in mancanza di accordo, anche le garanzie e ipoteche di cui lei parla. Il consiglio e' di occuparsi diligentemente della faccenda, perche' non pagare significa esporsi a procedure esecutive spesso senza rimedio. Potra' sempre recuperare quanto non dovuto non appena appurato con certezza che non e' dovuto, magari con l'aiuto di un tecnico.
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