Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

16 maggio 2006
Domanda 16 maggio 2006
Continuare a sopravvivere dopo un evento gravemente invalidante e' sempre piu' difficile: si viene livellati al rango di disabili, il che pur con il giusto senso di pieta', non e' uno stato invidiabile, si sente di essere di peso ai propri familiari ed ai veri amici restati, quando poi ci si trova di fronte delle barriere (che non sono solo quelle architettoniche, che, in vero per fortuna,  grazie ad una crescente sana sensibilizzazione, stanno diminuendo sempre di piu') ma sono quei comportamenti "arroganti" e di scarsa umanita' che mostrano certe Istituzioni alle quali dobbiamo ricorrere per usufruire di certi servizi che, pur comprendendo la necessita' di essere sottoposti ai necessari controlli, potrebbero organizzarsi per evitare di convocarci in massa tutti allo stesso giorno ed alla stessa ora costringendoci ad attese estenuanti, in un ovvio fiorire di penose furbizie a danno di altri sfortunati. Le Commissioni richiedono una capacita' organizzativa che peraltro ci aspettiamo  siano in possesso di quei Responsabili che occupano quegli incarichi con merito e non per altri a noi oscuri motivi. Nel rileggere la mia lamentela mi e' sembrata un po' criptica per chiarire meglio mi riferisco alle visite presso le diverse Commissioni collegiali (verifica invalidita', rinnovo patente, ecc). dove vige l'esecrabile prassi di convocare tutti per la stessa ora e poi andare avanti con le visite con attese di diverse ore, anziche' dare appuntamenti diversificati di 10-15 minuti, il che e' causa di uno stress non certo benefico, oltre alla mancanza di sensibilita' e di rispetto, per persone gia' provate nella salute e nella dignita'.
Paolo, da Parma

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