Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 aprile 2006
Mi e' stato venduto l'anno scorso, dal rivenditore di una famosa ditta multinazionale produttrice di sigillanti, un bancale di silicone che si rivelato in seguito, scaduto. Abbiamo impiegato questo prodotto per le nostre lavorazioni di sigillatura giunti in cantieri, le quali si sono aperte dopo qualche giorno, di cui il danno creatosi alla nostra immagine verso i clienti, e quello finanziario per il rifacimento dei lavori con sigillante idoneo. Abbiamo chiesto alla ditta, tramite il nostro avvocato, il rimborso del materiale non utilizzabile (circa 3 quarti del bancale) ed il rimborso delle giornate di rifacimento, per un ammontare totale di circa euro 4.000,00. Dopo mesi di botta e risposta in cui la ditta venditrice sostiene di non avere nessuna colpa, mi ritrovo con l'avvocato che mi consiglia di "lasciare perdere" per evitare ulteriori spese legali e lungaggini burocratiche nell'intentare una causa legale. Secondo voi, come devo comportarmi? Ed e' giusto che chi ci debba rimettere sia sempre il "piccolo"? Vi ringrazio.
Monique, da Somaglia
Monique, da Somaglia
Risposta ADUC
Ci spiace ma non possiamo aiutarla, essenzialmente perche' c'e' di mezzo un avvocato che avra' sicuramente compiuto dei precisi passi formali seguendo una determinata linea. Andrebbero attentamente valutati non solo tali passi ma anche quelli della controparte nonche' le motivazioni per cui adesso l'avvocato consiglia di lasciar perdere. Capira' come ,a tal fine, un servizio di consulenza a distanza e' del tutto inadeguato.
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