Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

5 gennaio 2001
Domanda 5 gennaio 2001
Nel 1998 decisi di mettere in vendita una casa con cortile e appezzamento di terreno circostante, di mia proprieta’ sita i Casale Monferrato, frazione di Casale Popolo Cantone Corno 141, dopo pochissimo tempo ho trovato l'acquirente e abbiamo stipulato il compromesso davanti al notaio, fissando il prezzo in £ 204.000.000 con un acconto di £ 30.000.000, dopo di che, facendo le pratiche catastali con il tecnico da me incaricato e’ risultato che il terreno e’ sottoposto ad un vincolo da parte del Comune e per conto dell'ANAS in quanto potrebbe passare, quando non si sa, una variante alla Statale 31 Bis.
Da questo momento in poi e’ iniziato il mio calvario, in quanto e’ successo:
1. L'acquirente ha rinunciato al contratto e ho dovuto restituire l'acconto
2. Ho cominciato a frequentare uffici Comunali e Anas dove nessuno sapeva o voleva risolvere il problema
3. Mi sono rivolto a voi come associazione dei consumatori per avere un consiglio.
Voi mi avete consigliato di rivolgermi al Sig. *** Pietro in quanto vostro consulente nella zona piu’ vicina a me e cioe’ di Vercelli.
Io mi sono rivolto fiducioso al Sig. *** e subito ho notato che lui non era il titolare dello studio legale dove mi ha ricevuto ma bensi’ un praticante presso lo Studio dell'Avvocato POY.
Quando mi ha accolto nello studio e’ stato chiaro che non era all'altezza di risolvere il problema e dopo alcuni minuti mi ha portato ad esporre il mio caso al Poy come se fosse una discussione amichevole per dirmi le solite cose da avvocato " che si si poteva fare una azione contro il Comune, contro l'Anas, contro chechesia, ma alla fine della sostanza era meglio lasciare perdere" al che io ho ringraziato, ho chiesto se dovevo qualcosa per il consulto e mi e’ stato detto che non era il caso, che eravamo persone civili, ma si immagini, venga pure quando vuole.
Sono andato per la mia strada, ho affittato la casa dove ho gia’ l'inquilino sotto sfratto perche’ da mesi non paga l'affitto, ho subi’to la SECONDA ALLUVIONE in 6 anni e il comune di Casale mi rimborsa solo il 60% dei danni perche’ non sono residente mentre al mio vicino di casa che ha costruito un alloggio Abusivamente rifonde il 100% perche’ residente, ma questa e’ un'altra storia.
Ho dovuto, mio malgrado, annoiarvi con questo mio racconto solo per potervi dare un primo quadro della situazione, perche’ il bello, purtroppo viene solo adesso.
Nel 1996, avendo portato a vivere con me mio padre, vedovo e aspettando la nascita della mia seconda bambina, con mia mogli abbiamo deciso di ampliare un'ala della nostra casa e abbiamo dato incarico ad un mio "amico" Geometra professionista (io sono geometra praticante ma non iscritto all'albo in quanto dipendete) di far le pratiche per i lavori.
Diciamo subito che il progetto, il computo metrico, il reperimento dell'impresa e i lavori sono stati fatti e gestiti da me.
Ultimato i lavori edili il mio "amico" geometra mi ha sottoposto una parcella di £ 4.000.000 che io ho regolarmente pagato anche se mi sembrava onerosa visto il poco lavoro fatto da lui e il rapporto con i lavori fatti, ma quando ho richiesto la documentazione di fine lavori e l'accatastamento della casa mi e’ stato detto che dovevo ancora £ 4.800.000 al che mi sono sentito preso in giro e non ho pagato.
Questo accadeva nel 1999.
Nei primi mesi del 2000 ricevo una ingiunzione a presentarmi presso il Giudice di Pace di Casale Monf. per discutere il problema e ingenuamente mi presento da solo senza avvocato perche’ avevo letto che questa istituzione non richiedeva la presenza di un difensore, mentre dall'altra parte c'erano il mio "amico geometra", il suo avvocato e il Giudice che in realta’ era un avvocato facente funzione che fraternizzava cordialmente sia con il geometra che con il suo avvocato.
Io ho espresso le mie motivazioni, dicendomi anche pronto a trattare a patto che il geometra riducesse le proprie pretese e mi sistemasse almeno la "fine lavori", ma il geom. B***, tramite il proprio legale si dichiarava irremovibile dalle sue richieste e il Giudice di Pace mi consigliava vivamente di farmi rappresentare da un Avvocato onde evitare spiacevoli conseguenze.
A questo punto ho deciso di rivolgermi presso un avvocato che conoscevo del Foro di Casale, ma dopo la mia esposizione dei fatti il legale ha declinato l'incarico perche’ essendo il geom. B*** un perito per diverse cause nella zona di Casale non si sentiva di inimicarsi il personaggio che poteva essere un suo perito di parte in altre dispute.
Qui apro una parentesi per dire: e’ giusto che un professionista possa essere cosi potente da non essere attaccabile anche con argomenti sufficienti?
Comunque questo avvocato, dopo avere telefonato, in mia presenza, ad alcuni colleghi di Casale ed aver avuto la stessa risposta negativa da tutti, mi ha consigliato di rivolgermi ad un avvocato di un altro collegio in modo che non fosse condizionato da questo fattore.
A questo punto mi sono ricordato del Dr. ***, vostro collaboratore e praticante presso il Foro di Vercelli presso lo studio dell'avvocato Poy.
Quando sono andato in studio sono stato accolto all'*** con tutti gli onori e dopo l'esposizione dei fatti da parte mia ho ricevuto tutte le assicurazioni di una VELOCE, PRONTA VITTORIA SCHIACCIANTE, " E che non mi faccia girare le palle questo geometra, altrimenti lo faccio sospendere dal Collegio dei Geometri" cosi’ si esprimeva il mio Eroe, nonostante tutto io continuavo a professare la mia disponibilita’ a trattare sia per la vecchia amicizia che mi legava al B*** e soprattutto perche’ quello che piu’ mi interessava era la denuncia di fine lavori per avere l'agibilita’ dei locali con il nuovo accatastamento.
"Nemmeno per sogno, abbiamo tutto per poter vincere, anche se ovviamente non posso garantire al 100% in quanto c'e’ sempre un giudice e un avvocato con cui colloquiare", comunque si resta intesi che la vertenza andra’ avanti e che dovro’ andare presso la sua abitazione la Domenica successiva in compagnia di mia moglie (essendo co-proprietaria dell'immobile) per firmare una semplice procura per poterci rappresentare presso il Giudice di Pace.
Per quanto riguarda l'onorario mi avrebbe fatto sapere al momento della firma della procura, "ma ovviamente sarebbe stato irrisorio visto l'esiguita’ della causa e la velocita’ della risoluzione".
Alla Domenica, dopo aver firmato la procura, presso l'atrio di casa del MIO AVVOCATO, con estrema scioltezza ci presenta il conto di un congruo acconto di £ 1.424.000, al che io e mia moglie abbiamo avuto un momento di esitazione in quanto corrispondeva ad 1/4 della richiesta del B***, ma siamo stati PRONTAMENTE rassicurati in quanto; "e’ praticamente quanto dovrete sborsare, a parte qualche valore bollato e bla, bla, bla, a proposito, NON e’ Piu’ NECESSARIA LA VOSTRA PRESENZA NEI PROSSIMI DIBATTIMENTI CHE SI TERRANNO PRESSO IL GIUDICE DI PACE".
Pur riluttanti ma, fiduciosi abbiamo staccato l'assegno ed atteso gli eventi.
Dopo di che sono seguiti mesi e udienze delle quali venivamo regolarmente aggiornati tramite lettere intestate e dove ci veniva sempre rammentato che la nostra presenza non era necessaria, tutto fino ad Ottobre 2000, quando vengo convocato presso l'ufficio dell'Avvocato Poy, dal Mio Avvocato *** alle ore 19.
Al mio arrivo vengo subito informato da ***, in modo trionfalistico che la contro parte e’ disposta a trattare un compromesso sulla base di £ 2.800.000 in NERO E CONTANTI DA CONSEGNARE A LUI IN QUANTO MIO LEGALE, la mia reazione e’ molto meno giuliva e faccio notare che le previsioni erano molto piu’ positive, per non parlare del fatto che non ho alcuna intenzione di pagare quasi la totalita’ della richiesta iniziale del B*** (1.200.000 di avvocato + 2.800.000 = 4.000.000 dalle mie tasche) e non avere uno straccio di Fattura e l'agognata "Fine Lavori".
Il Dr. *** inorridisce di fronte alle mie pretese di "ricevute" e per la mancanza di fiducia da parte mia nei suoi confronti perche’ non voglio consegnare una cifra cosi irrisoria nelle sue mani dopo che ha fatto carte false per me e la mia famiglia e che si riteneva pagato in toto con il precedente acconto pur di non gravare sulle mie "uscite", ma soprattutto non si da’ pace perche’ non apprezzo il fatto che dal punto di vista della "soddisfazione" ho quasi dimezzato le pretese del B***.
Dopo lunga e sgradevole disputa arriviamo alla seguente conclusione:
io sono disposto a riconoscere £ 2.000.000 dietro rilascio di regolare fattura e la Fine Lavori da parte del B*** altrimenti, viste le precedenti assicurazioni del Mio Avvocato, si proceda con la vertenza davanti al Giudice.
Il disappunto del Sig. *** per un verso e Mio per l'altro era palpabile, ma le sorprese non erano finite in quanto mentre stavo per uscire il mio Eroe mi dice che lui rinuncia stoicamente alle sue sudate spettanze ma che ci sarebbe un conticino di £ 612.000 da regolare all'Avvocato domiciliatario che lo ha rappresentato durante tutti i dibattimenti svoltisi presso il foro di Casale dove lui non poteva esercitare.
Io protesto che non ero stato informato di questa prestazione e di questa situazione al che vengo redarguito che e’ la prassi, che sono un rompiscatole, che non mi fido di nessuno, "che se sapevo non prendevo questo incarico con gente come lei che viene nel mio studio ad offendermi", cio’ nonostante restiamo intesi che mi fara’ sapere entro pochi giorni.
Alcuni giorni dopo ricevo una telefonata dove il Mio Avvocato mi "convoca" presso un noto BAR di Casale (si, state leggendo bene si parla di bar dove si sorseggia un buon caffe’) dove dovro’ staccare un assegno di £ 2.200.000 e lui mi rilascera’ una dichiarazione dove si certifica l'avvenuto pagamento.
Io ricordo che l'importo era stato fissato in £ 2.000.000 con fattura, ma lui ripete che sono un ingrato che non mi fido ecc. ecc. al che, per sfinimento accetto di recarmi tre giorni dopo al bar con mia moglie, sempre per il fatto che deve firmare anche lei la ricevuta, ovviamente alla fine dovro’ staccare anche l'assegno per l'avvocato domiciliatario che non ho mai conosciuto.
All'appuntamento presso "l'ufficio Bar" io e mia moglie ci presentiamo alle ore 16.50, i classici 10' di anticipo rispetto all'orario convenuto delle 17 e non ci preoccupiamo fino alle 17.30 quando decido di chiamare in ufficio per sincerarmi dei non aver capito male, ma mi assicurano che il Dr. E’ appena partito, telefono al cellulare del Dr. Per sapere i tempi di attesa, scopro che e’ in autostrada e naturalmente e’ indispettito perche’ lo sto sollecitando quando lui sta cercando di agevolarmi venendo da me al bar per non farmi andare a Vercelli (N.B. lui abita a Casale), abbozzo per l'ennesima volta anche grazie alle raccomandazioni di mia moglie e aspetto docilmente.
Quando alle 17.55 arriva al bar non accenna alla minima scusa e io, ingenuamente, gli faccio notare che quando uno e’ in ritardo ad un appuntamento e’, buona norma avvisare o in subordine fare avvisare (ha il numero del mio cellulare) del ritardo, apriti cielo "lei e’ un maleducato, mi ha veramente rotto le scatole, io non devo giustificarmi nei sui confronti, quando posso arrivo", sono totalmente sottomesso e abbozzo per l'ennesima volta, guardo mia moglie che mi guarda con lo sguardo della moglie di "Fantozzi".
Chiedo di vedere la ricevuta che mi aveva promesso per telefono, in attesa della fattura di £ 2.200.000 da parte di B*** e vedo che il foglio dice che noi paghiamo e che il B*** si ritiene pienamente soddisfatto e non ci fara’ causa per l'eternita’, accenno TIMIDAMENTE che per l'ennesima vota non erano quelli gli accordi per la fattura e la Fine Lavori.
La risposta, come al solito e’ che non e’ vero che erano quelli gli accordi, "a cosa le serve la fattura tanto non la puo’ scaricare ma, visto che e’ un pianta grane le faro’ avere la fattura da parte del B***, ora firmi qui e mi dia l'assegno di 2.200.000 piu’ uno di 612.000 per il domiciliatario".
Distrutto e sconfitto cedo, sempre sostenuto dallo sguardo a meta’ tra l'amorevole e il compassionevole di mia moglie, firmo la ricevuta, firmo gli assegni e probabilmente avrei firmato anche la mia condanna a morte, con un sussulto di orgoglio chiedo la ricevuta controfirmata del versamento da parte del mio avvocato e mi ricevo l'ennesima scarica di "come si permette, ma chi crede che sia, e’ veramente maleducato" penso di aver toccato il fondo ma, non e’ cosi’, prima di accomiatarsi il mio Avvocato, oltre a dirmi che si fara’ vivo lui mi dice:
"l'avvocato Poy, titolare dello studio, le ricorda che deve ancora regolare quella piccola pendenza relativa al parere del 1998 riguardante il problema della sua casa di Popolo (vedi inizio racconto) al prezzo simbolico di £ 612.000 (n.b. cifra uguale alla spettanza del domiciliatario).
Io accenno, sempre piu’ timidamente, che era stata una semplice conversazione e che dopo la mia iniziale richiesta "cosa vi devo" mi era stato detto "ma niente per carita’"; ennesima scarica di "lei come al solito travisa, rigira le cose come le pare", ma, per fortuna ho finito gli assegni e non posso pagare quindi si vedra’.
Dopo alcune settimane arriva una telefonata dallo studio del Mio avvocato che mi convoca presso la sede (strano stavo cosi bene al bar) per ritirare la ricevuta del B*** e visto la materia delicata e bene ritirare di persona previa appuntamento,
(io credo che andando in studio mi richiederanno altri soldi).
Lo stesso giorno ricevo la Fattura da parte del B*** di £ 1.516.000 ivata, cerco di avere spiegazioni del perche’ la fattura non corrisponde all'importo da me versato e cioe’ di £ 2.200.000 ma a oggi 04-01-2001 il mio Avvocato, non mi ha ancora dato una risposta.
La risposta che avevo gia’ intuita l'ho avuta telefonando a B*** per chiedere il perche’ della fattura diversa dal mio versamento e lui mi ha risposto: "i ho fatto la fattura in base a quanto ho ricevuto, il resto e’ la parcella del mio avvocato che ti faro’ avere in copia per tua conoscenza"
Considerando che attualmente ho gia’ speso £ 4.236.000 e che dovro’ spenderne altri 2/3 per avere la famosa fine lavori e agibilita’, mi chiedo e vi chiedo, per caso non saro’ stato fregato / truffato?
Ovviamente di tutto questo non ho uno straccio di prove a parte le fatture, ma vi chiedo ugualmente:
1. Puo’ un avvocato rifiutarsi di difendere un cliente che si presenta da lui?
2. Ci sono delle tabelle che stabiliscano l'onorario medio di un avvocato in base al tipo di causa e se si, vi sembrano giusti gli importi applicati?
3. Come mai l'avvocato di B***, per la stessa causa ha emesso una parcella di £ 684.000 e il mio mi fattura £ 2.036.000?
4. Cosa succede se segnalo questa cosa all'ordine degli avvocati?
5. E’ giusto che l'avvocato pretenda l'onorario del domiciliatario visto che lui non ha mosso un dito e che il cliente non e’ stato edotto preventivamente?
6. Vi prego, per il bene dei vostri assisti e lettori, NON CONSIGLIATE Piu’ IL DR. *** COME VOSTRO CONSULENTE AL FINE DI EVITARE AD ALTRI L'INFERNO DANTESCO CHE STO VIVENDO IO, NEL GIRONE DEGLI INGENUI
In uno stato dove si liberano decine di camorristi per un foglio non stampato, confesso di avere un po' di timore nell'esporre questa mia vicenda e sicuramente in un dibattimento con il caro *** verrei sicuramente sconfessato con l'eloquenza forense che lo contraddistingue, ma ci provo ugualmente..........................

Risposta ADUC
Purtroppo ha sbagliato associazione: noi non abbiamo contatti col signore da lei citato: anzi, se le risulta che si sia spacciato per nostro rappresentante, ce lo faccia presente (probabilmente, avra' confuso le associazioni a causa di nomi simili).
Per quanto concerne il caso, quando le situazioni sono semplici e' un buon motivo per affrontare un giudizio senza legali. Purtroppo, lei ha trovato un giudice un po' troppo connivente (e ce ne sono) e questo le ha causato una serie di problemi.
Gli avvocati possono, comunque, rifiutare un incarico, nel caso in cui ritengano di non poter essere all'altezza del caso o se abbiano motivi di incompatibilita'.
Nel caso specifico, si trattava piu' di opportunita', pero' e' pur vero che un legale che non fa il suo gioco e' piu' che altro dannoso, per cui non vediamo l'utilita' di affidarsi a chi non ha interesse a difenderla: gli altri, almeno sono stati onesti e hanno ammesso di non essere disposti ad aiutarla, il che e' sempre meglio che non farle perdere la causa.
I corrispondenti -comunque- vanno certamente pagati: occorre verificare se le cifre richieste sono quelle pretese dal corrispondente.
Per cio' che concerne la differenza tra quanto richiesto dal suo legale e quanto richiesto dal legale della controparte, tenga presente che e' stata una conciliazione, per cui non sono state richieste tutte le cifre previste.
Per ottenere una valutazione sulla correttezza dell'importo (ricordiamo che ci sono i tariffari, con una forbice pero' piuttosto estesa) potra' chiedere una valutazione -tramite raccomandata A/R- al Consiglio dell'ordine competente (in particolare chiedendo un giudizio di congruita'). Comunque, per il momento sarebbe meglio soprassedere, perche' se si rivolge all'ordine, ricevera' la richiesta di pagamento della notula del '98: lasci dunque decorrere i tre anni; se dovesse ricevere la richiesta prima che sia decorsa la prescrizione e non fosse ancora passato un anno dal suo pagamento attuale, potra' chiedere il giudizio. Altrimenti, attendendo il decorso dei tre anni, potra' agire.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →