Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
18 aprile 2006
Cari amici. Ho ricevuto il vostro ultimo notiziario e mi permetterei di dissentire su un argomento: la tassa di successione. Per me e' una minaccia da non sottovalutare (come non sono da sopravvalutare le promesse di altre parti). E' vero che molti in passato hanno trovato la maniera di scansarla (i metodi usati non sono alla portata di tutti) e che lo Stato ha incamerato prima della sua abolizione soltanto un miliardo di euro (non sono un fiscalista e la cifra non mi sembra una bischerata) ma, per esperienza personale, so che la legge sulla successione era (o e' ancora?) particolarmente perversa e anticostituzionale. I motivi sono soprattutto due:
1) Lo Stato pretendeva un aumento del 10% sul valore dei beni immobili. Il 10% si riferiva agli eventuali beni mobili contenuti negli edifici caduti in successione. In poche parole chi riceveva in eredita' un appartamento di tre locali in una grande citta' doveva aspettarsi di trovare almeno un Guttuso appeso alle pareti. E se poi dimostrava che il Guttuso non c'era doveva pagare lo stesso il valore maggiorato.
2) Tutti gli eredi erano responsabili "in toto" del pagamento della tassa: Cio' vuol dire che, se un erede faceva il furbo, gli altri dovevano pagare per lui. La mia eta' non piu' verde mi ha insegnato che la ragionevolezza e il buon senso sono merce molto rara, soprattutto tra gli uomini politici. Anche un maturo signore bolognese deve pensarla cosi', visto che si e' affrettato a correre dal notaio da bonus pater familias pochi giorni prima delle elezioni, per una donazione ai suoi tre figli. Il nome ed il cognome del maturo signore bolognese sono stati rivelati coram populo da Giuliano Ferrara nella sua trasmissione. Saluti e Buona Pasqua.
Marco
1) Lo Stato pretendeva un aumento del 10% sul valore dei beni immobili. Il 10% si riferiva agli eventuali beni mobili contenuti negli edifici caduti in successione. In poche parole chi riceveva in eredita' un appartamento di tre locali in una grande citta' doveva aspettarsi di trovare almeno un Guttuso appeso alle pareti. E se poi dimostrava che il Guttuso non c'era doveva pagare lo stesso il valore maggiorato.
2) Tutti gli eredi erano responsabili "in toto" del pagamento della tassa: Cio' vuol dire che, se un erede faceva il furbo, gli altri dovevano pagare per lui. La mia eta' non piu' verde mi ha insegnato che la ragionevolezza e il buon senso sono merce molto rara, soprattutto tra gli uomini politici. Anche un maturo signore bolognese deve pensarla cosi', visto che si e' affrettato a correre dal notaio da bonus pater familias pochi giorni prima delle elezioni, per una donazione ai suoi tre figli. Il nome ed il cognome del maturo signore bolognese sono stati rivelati coram populo da Giuliano Ferrara nella sua trasmissione. Saluti e Buona Pasqua.
Marco
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