Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 gennaio 2001
Domanda 4 gennaio 2001
Spettabile
TELECOM Italia
Unita' Territoriale Clienti Residenziali
Oggetto: disdetta servizio Memotel a canone e richiesta risarcimento.
Spettabile Telecom Italia,
in data 11 ottobre u.s. mi e' giunta una Vostra lettera in cui Voi siete lieti che io abbia scelto il nuovo e versatile servizio di Segreteria Telefonica Memotel.
Vi ringrazio sentitamente (i complimenti fanno sempre piacere): peccato che Voi li abbiate fatti alla persona sbagliata. PREMESSA.
Il giorno 11 ottobre u.s. sentivo, durante la trasmissione "Italia, istruzioni per l'uso", condotta su Radio Uno da Emanuela Falcetti, un dibattito tra il Signor Vincenzo Donvito, presidente dell'ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori) ed un rappresentante la Telecom Italia. Motivo della disputa e' la denuncia esposta dall'Associazione, che molti abbonati Telecom (l'ADUC sostiene migliaia) rivoltisi all'apposito numero per chiedere delucidazioni in merito ad una Vostra particolare offerta tariffaria, si erano successivamente ritrovati ignari sottoscrittori di qualcosa non richiesto o comunque accettato.
L'esponente della Telecom Italia, cercando di minimizzare l'accaduto, cercava di tranquillizzare gli utenti (anzi, i clienti, visto che il regime di monopolio nella telefonia non esiste piu') che per esercitare il diritto di recesso, sarebbe stato sufficiente inviare una semplice lettera e tutto si sarebbe risolto.
Il signor Donvito diffidava dal non utilizzare una raccomandata con ricevuta di ritorno, proprio perche' tale forma tutela maggiormente l'utente, in quanto una semplice lettera non avrebbe un valore rilevante in caso di contestazioni, poiche' potrebbe essere scritta da chiunque. A questo punto mi e' doverosa una riflessione: l'incaricato Telecom Italia, a mio parere, forniva un dato falso e tendenzioso. Infatti, cito testualmente quanto riportato a pagina 12 dell'elenco telefonico della provincia di Pordenone dell'anno 2000/1: Telecom Italia informa che le persone fisiche di cui all'art. 1 del Decreto Legislativo del 22 maggio 1999, acquirenti dei su oi prodotti o cheabbiano fatto richiesta di servizi Telecom Italia, possono esercitare il diritto di recesso entro 10 giorni lavorativi dal ricevimento della merce o dalla data di attivazione del servizio; nell'ultima ipotesi il diritto di recesso puo' essere esercitato anche dal ricevimento della lettera di conferma scritta di tutte le condizioni contrattuali qualora successivo alla data di attivazione, purche' non oltre il termine di 3 mesi dalla suddetta data. Sia per i prodotti che per i servizi il Cliente puo' esercitare il recesso dandone comunicazione scritta tramite lettera Raccomandata A/R inviata alla sede territoriale Telecom di competenza. La comunicazione puo' essere trasmessa anche mediante telegramma, telex, fac-simile spediti entro lo stesso termine, purche' confermati con lettera Raccomandata con A/R entro le 48 ore successive. [.]
I FATTI.
Nello stesso giorno (11 ottobre u.s.), ho ricevuto una lettera da parte della Telecom Italia in cui mi si ringraziava per avere aderito al servizio di Segreteria Telefonica Memotel. Come ho gia' avuto modo di dire, ringraziamenti alla persona sbagliata. Infatti, personalmente, non ho mai ritenuto conveniente l'offerta (al di la' dell'effettiva praticita'), in quanto un canone di Lire 3.000 + IVA mensili, risultano Lire 43.200 annue (anche se i primi quattro mesi gratuiti fanno abbassare l'importo del canone nel primo anno a Lire 28.800). Con una spesa di poco superiore, sono in grado tranquillamente di acquistare presso un centro commerciale una segreteria altrettanto efficiente e funzionale. Per tale motivo e' ovvio che, non solo non ho mai aderito al contratto, ma nemmeno mi sono mai rivolto al Vostro numero "fatto di persone" per chiedere informazioni relativamente al servizio teste' citato. Pertanto, con la presente e' mia intenzione esercitare il diritto di recesso al servizio Memotel a canone. Vi invito altresi' ad accreditarmi con sollecitudine la somma di Lire 6.500 relative all'invio della presente raccomandata con A/R, maggiorata di Lire 500.000 a titolo di risarcimento morale per i comprensibili disagi causati dal disturbo e dalle spese oggettive che ho dovuto subire per risolvere il contratto di un servizio non richiesto. Aggiungo inoltre che, in data 12 ottobre, alle ore 18:00, era mia intenzione collegarmi alla grande rete virtuale. Non sono riuscito a connettermi, in quanto un'informazione registrata mi avvisava di un messaggio presente nella segreteria. Considerato il fatto che non avevo avuto oggettivamente il tempo per dare nemmeno una scorsa alla guida all'uso del servizio che mi era stata allegata, ho dovuto innanzitutto perdere tempo a leggere le informazioni riportate; poi ascoltare le istruzioni registrate; sentire il messaggio che una conoscente mi aveva lasciato e, solamente (e ripeto solamente) al termine, ho potuto iniziare a navigare.
Nell'attesa di vedere riconosciuto l'annullamento del servizio e l'accreditamento della somma richiesta, e' mia intenzione valutare con il mio legale (in accordo pure con il Comitato Consumatori Altro Consumo, l'Associazione per la difesa dei consumatori di cui sono abbonato) la possibilita' di intraprendere un'iniziativa legale nei Vostri confronti.
Distinti saluti.
In data 20 ottobre, dopo il suo consiglio della cosiddetta messa in mora, ho inviato la seguente raccomandata:
"Spettabile
TELECOM Italia
Unita' Territoriale Clienti Residenziali
Oggetto: rettifica mia precedente del 14 ottobre u.s.
Spettabile Telecom Italia,
faccio seguito alla mia
Raccomandata A/R del 14 ottobre u.s., per rettificare il punto in cui Vi invito ad accreditarmi con sollecitudine la somma di Lire 6.500 relative all'invio della [precedente] raccomandata con A/R, maggiorata di Lire 500.000 a titolo di risarcimento morale per i comprensibili disagi causati dal disturbo e dalle spese oggettive che ho dovuto subire per risolvere il contratto di un servizio non richiesto, nel seguente modo: Vi invito ad accreditarmi entro e non oltre il 31 dicembre 2000 la somma di Lire 6.500 relative all'invio della raccomandata con A/R datata 14 ottobre 2000, maggiorata di Lire 500.000 a titolo di risarcimento morale per i comprensibili disagi causati dal disturbo e dalle spese oggettive che ho dovuto subire per risolvere il contratto di un servizio non richiesto Distinti saluti.
P.S.: Per continuare l'elenco dei disagi, il 15 ottobre u.s., alle ore 18, dovendo fare una telefonata, ho trovato un messaggio nella segreteria non richiesta. Non avendo, ovviamente, imparato a memoria la procedura richiesta per scaricare quanto registrato, ho dovuto cercare nuovamente la guida all'uso; collegarmi; ascoltare le istruzioni registrate; sentire il messaggio lasciato attorno alle 14 e 40 e, solamente (e ripeto solamente) al termine, ho potuto fare la telefonata."
Il 26 ottobre, sono stato contattato dalla Telecom (come descrivero' piu' avanti). Essa ha detto che non si trattava poi di un disagio cosi' grave (io abito con una madre anziana che, sicuramente non si intende di tasti e tastini per disabilitare la segreteria etc.), non e' detto che dipenda da loro, poiche' ci sono ditte (i punti 187) che operano per conto della Telecom, potrebbe essere che abbiano digitato erroneamente un numero (il mio), nominando un negozio del mio paese. Mi ha detto che non serve spedire una raccomandata per disdire il (dis)servizio, dicendo che le norme che ho trovate io sono negli elenchi vecchi (quello del 2000/2001 aggiornato al 29 aprile 2000 e' gia' vecchio????). La Telecom e' disposta a risarcirmi le 13.000 lire delle raccomandate, ma niente piu'.
Il servizio, comunque tengo a precisarlo, mi e' stato disattivato solo il 24 ottobre 2000. A questo punto, scaduto il termine, ho inviato la seguente raccomandata:
Spettabile
TELECOM ITALIA spa
Oggetto: ripristino abbonamento residenziale (categoria B).
Spettabile Telecom Italia,
ancora nel 1999 ho chiesto di aderire alle condizioni economiche agevolate previste dalla formula di abbonamento a "basso traffico", consapevole che cio' mi avrebbe visto costretto a svolgere il mio traffico telefonico esclusivamente sulla rete Telecom Italia. Nel frattempo, pero', mi sono accaduti avvenimenti olto spiacevoli, come riportato nelle mie precedenti raccomandate del 14 ottobre 2000 e del 20 ottobre 2000, relativamente al gravissimo disagio cui sono stato involontaria vittima, vedendomi aderente ad un servizio (quello di Segreteria Telefonica Memotel) non solo da me non richiesto, ma da sempre avversato, poiche' ritenuto inutile e costoso. Nelle raccomandate teste' citate ho richiesto entro il termine massimo del 31 dicembre 2000 un risarcimento danni di Lire 500.000, maggiorato delle spese postali delle raccomandate. Il giorno 26 ottobre 2000, alle ore 19:30, ho ricevuto una telefonata da parte del signor Marcon il quale, incaricato dalla Telecom Itali, sollevava l'Azienda dall'esclusiva responsabilita' del gravissimo disagio, per imputarla ad un possibile errore commesso in fase di digitazione di un numero telefonico durante la registrazione da parte di un "Punto 187" - nominando per l'occasione la ditta Ref di San Vito al Tagliamento (con queste parole non voglio accusare, ne' condannare personalmente il Signor M**** rappresenta la Telecom Italia, non e' la Telecom Italia). Visto che da tale telefonata e' emersa la linea dura che la Telecom Italia intende perseguire non volendo ammettere l'errore - e quindi a risarcirmi il danno subito - e visto che l'Azienda teste' citata e' propensa a riconoscermi solamente le Lire 13.000 di spese postali, sono a chiedere il ripristino dell'abbonamento residenziale relativamente all'utenza n. ***a me ntestata, nell'attesa di intraprendere le iniziative legali nei Vostri confronti, come accennato nelle mie precedenti.
Essendomi da poco appassionato di navigazione in Internet - e quindi con relative lunghe ore di connessione - e', infatti, mio intendimento svolgere il mio intenso traffico telefonico esclusivamente per mezzo di altre compagnie telefoniche (e, fortunatamente, ce ne sono), lasciando alla Telecom Italia solamente il contributo del canone, almeno fino a quandoquesto avra' ragione di esistere. Perche' dovrei, mi chiedo, utilizzare ancora il servizio telefonico offerto dalla Telecom Italia, se da questa ho ricevuto un simile tassativo, categorico tipo di comportamento dopo anni di sempre puntualmente onorate utenze?
Distinti saluti."
Ho gia' predisposto l'invio di una lettera (come consigliato nel sito dell'ADUC) da inviare alla Telecom (se necessita di correzioni, La prego di segnalarmele)
"Spettabile Telecom Italia
sono lieto che abbiate scelto il nuovo e versatile servizio IFS - indagatore di funzionalita' del servizio. IFS da' la soddisfazione di usare un servizio tecnologicamente avanzato e semplicissimo nell'uso, con il quale verifico la funzione di ricezione e trasmissione del mio allacciamento a Telecom. Ritengo fare cosa gradita, rammentando che la tariffa a Vostro carico e' pari a Lire 10.200 (IVA inclusa) al mese. Al termine di ogni bimestre (gennaio - marzo - maggio - luglio -settembre - novembre) sara' mia cura inviare richiesta di pagamento che vorrete accreditare direttamente nella mia bolletta telefonica.

SalutandoVi cordialmente, Vi ringrazio per la fiducia che mi avete accordato."
A questo punto, sono a chiedere consiglio su come muoverci, assieme alla collaborazione della Sua Associazione.

Risposta ADUC
Il nostro intervento puo' essere in tal senso: e' possibile -nel caso i nostri legali ritenessero la questione sostenibile (come riteniamo possibile)- partecipare ad juvandum alla sua causa, costituendoci, in pratica, come parte civile al fine di richiedere una valutazione in senso piu' generale, fuoriuscendo dal caso specifico. Altrimenti, potremmo semplicemente fornirle i nominativi di legali con noi convenzionati (oppure entrambe le cose). Comunque, quando e se sara' necessario un avvocato, bisognera' valutarne la convenienza economica.
Intanto proceda con il ricorso.
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