Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 gennaio 2001
Domanda 4 gennaio 2001
Oggetto : Mancata applicazione delle Leggi sul divieto di fumare.
riferimenti:
- Costituzione della Repubblica - art. 32;
- Codice Civile, art. 2043;
- Legge 11 novembre 1975, n. 584;
- Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 dicembre 1995;
- Decreto legislativo del 19 settembre 1994, n. 626;
- Sentenza della Corte Costituzionale n. 202/1991;
- Sentenza della Corte Costituzionale n. 399/96.
In moltissimi luoghi pubblici chiusi delle universita' c'e' fumo di sigaretta che disturba e danneggia le persone nonostante i divieti: i cartelli sono pochissimi e comunque ignorati, i controllori sono sconosciuti e non indicati, i dirigenti non applicano le Leggi. Richiamiamo tutte le persone in indirizzo ai propri doveri e alle proprie precise responsabilita' in materia di applicazione del divieto di fumare nei luoghi pubblici. In particolare:
- Presidente del Consiglio dei Ministri - Professor Amato,
Le segnaliamo che in troppi luoghi pubblici, e nelle universita' sotto indicate, normalmente si contravvengono le Leggi vigenti sul divieto di fumare, a danno sia dei cittadini che fruiscono dei luoghi pubblici, sia dei lavoratori.
Le chiediamo di indagare sulle responsabilita' politiche relative alla pesante mancata applicazione delle Leggi citate.
La invitiamo ad avviare campagne televisive urgenti a tutela dei non-fumatori, corrispondenti a 43 milioni di persone.
- Ministro della Sanita' Professor Veronesi,
Le chiediamo di informarci sui dati periodici relativi alle violazioni del divieto di fumare, e Le chiediamo di emanare direttive amministrative immediate ed urgenti per applicare i divieti gia' esistenti.
(in riferimento alla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 14/12/1995) Le chiediamo di informarci sui dati che i Prefetti Le comunicano sull'osservanza dei divieti nelle diverse amministrazioni.
- Ministro dell'Universita' e della ricerca scientifica e tecnologica Professor Zecchino,
Le segnaliamo che nelle universita' sotto indicate, il fumare al chiuso e' la regola: le universita' sono simili a delle camere a gas. La permanenza in esse causa ovvi ma ignorati disturbi e danni, per due motivi:
- tutti i fumatori fumano nei luoghi chiusi, violando le Leggi vigenti;
- i dirigenti responsabili non applicano i divieti, violando le Leggi vigenti;
Le chiediamo di far applicare le Leggi citate e di informarci sullo stato passato e attuale dell'applicazione delle suddette Leggi (multe comminate, somme devolute alla ricerca, ecc.); Le chiediamo inoltre di farsi parte attiva a riguardo, e di farci conoscere le iniziative adottate, chiarendo fin da ora che se ci saranno ancora significative presenze di fumo di sigaretta procederemo ulteriormente.
Noi non chiediamo alcun favore: esigiamo che si rispetti il nostro diritto di respirare aria pulita e che vengano applicate le Leggi vigenti.
distinti saluti
Rettore dell'Universita' "La Sapienza" di Roma
Le faccio osservare, e Lei non puo' non esserne a conoscenza, che nei luoghi chiusi dell'universita' "La Sapienza" fumano tutti, e dal momento che i fumatori violano le Leggi, anche Lei insieme ad altri dirigenti viola le Leggi poiche' permette tali comportamenti. Questo accade certamente nelle facolta' di Psicologia, Giurisprudenza, Scienze Statistiche, Scienze Politiche, Lettere, Sociologia, e in parte a Medicina (che include gli ospedali). Poiche' l'amministrazione dell'Universita' mi chiede dei soldi per fornirmi dei servizi, e poiche' io non posso fruire pienamente di questi servizi a causa delle violazioni delle Leggi citate, mi riservo la possibilita' di sottrarre dalle prossime tasse universitarie le somme relative ai danni subiti (per lezioni mancate, disturbi e disagi vari).
Le chiedo quindi di dare immediata applicazione alle Leggi suddette, e di farsi parte attiva nell'applicazione dei divieti.
Le chiedo di informarmi sulle cause e sulle giustificazioni di tale stato di cose.
Le chiedo di informarmi sulle persone incaricate ad elevare le contravvenzioni, e sui sostituti in caso di loro assenza.
Le chiedo di informarmi sul numero di multe comminate fino ad oggi (i fondi servono alla ricerca sul tabagismo).
In caso di mancata applicazione delle Leggi, procedero' ad ulteriori azioni.
- Preside di psicologia - Professor Dazzi,
Io frequento la facolta' di psicologia dell'Universita' "La Sapienza" di Roma (matricola n. xxxxxxxx); per questo chiedo a Lei, in quanto Preside, di dare immediata applicazione alle Leggi in materia di divieto di fumare. Le faccio notare che le Leggi citate non vengono assolutamente osservate da fumatori e fumatrici, nonche' da Lei e da eventuali altri responsabili della facolta'.
Nella facolta' fumano tutti, studenti, professori e altro personale, addirittura anche nelle aule (ad esempio nell'aula magna). I corridoi sono gia' bassi per costruzione, alcuni sono lunghi anche 20 metri prima di trovare un piccolo sbocco d'aria e nelle pause delle lezioni tutti i tabagisti e le tabagiste ci vanno a fumare, aggiungendo fumo a quello rimasto dall'intervallo precedente e a quello portato dai tabagisti di transito: i corridoi sono delle camere a gas, e il fumo entra anche nelle aule.
Sarebbe questa una facolta'? Sono luoghi per seguire una lezione?
Il quartiere in cui si trova la facolta' e' gia' inquinatissimo, ma l'aria all'esterno e' spesso migliore di quella interna.
Nei pressi dei telefoni ci sono nuvole di fumo e tappeti di cicche, e lo stesso accade vicino agli ascensori e nelle scale.
In facolta' il fumare e' la norma, e il non-fumare non esiste; questo e' addirittura scritto, lo testimonia il chiaro cartello che una persona sconosciuta ha messo su un cestino-portacenere; nel cartello (due rampe di scale sopra il Suo ufficio) e' scritto: "Non gettare carta nel portacenere!!!!!! Si incendia facilmente!!!! " Quegli oggetti sono cestini gettacarte, ed e' vietato usarli come portacenere. Forse si e' confusa la tolleranza con il lassismo sfrenato, il disinteresse totale per la pulizia, per la salubrita' dei locali. Un luogo puzzolente e tappezzato di cicche e' indecoroso.
Per evitare applicazioni parziali, chiarisco fin da ora che il fumo non dovra' arrecare alcun fastidio o danno a nessuno che non voglia (come prevedono le Leggi). Quindi non sara' accettata (e sara' adeguatamente segnalata) la presenza di fumo in luoghi semiaperti (corridoi, androni, scale con finestre, bagni, laboratori, ecc.) o in luoghi che alcuni potranno ritenere per uso personale o limitato a pochi (stanze dei professori, laboratori, uffici non aperti al pubblico), o in tutti quei luoghi che le persone dipendenti dalla nicotina potrebbero cercare di utilizzare per alleviare i loro sintomi da astinenza.
Le chiedo di dare immediata applicazione alle Leggi citate, e di farsi parte attiva nell'applicazione dei divieti.Le chiedo di informarmi sulle cause e sulle giustificazioni di tale stato di cose.
Le chiedo di informarmi sulle persone incaricate ad elevare le contravvenzioni (nome e reperibilita'), e sui sostituti in caso di loro assenza.
Le chiedo di informarmi sul numero di multe comminate fino ad oggi (i fondi servono alla ricerca sul tabagismo).
In caso di mancata applicazione delle Leggi, procedero' ad ulteriori azioni.
- Prefetto di Roma Dott. Giuseppe Romano,
(in riferimento alla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 14/12/1995) Le chiedo di informarmi sul seguente punto : " a cura dei Prefetti saranno rilevati i dati in merito all'osservanza nelle diverse amministrazioni, delle norme sul divieto di fumare e sul numero delle infrazioni annualmente contestate; i dati sono comunicati al ministro della Sanita' che ne riferisce in Parlamento. "
Le chiedo cioe' di comunicarmi i dati indicati; ritengo che poiche' questi dati vengono riferiti al Parlamento siano pubblici.
Le chiedo infine di operare maggiormente per i legittimi diritti dei non fumatori, e di assumere per questo problema un ruolo piu' attivo del Prefetto che l'ha preceduta.
distinti saluti
Preside della Facolta' di Lettere e Filosofia dell'Universita' "Ca' Foscari" di Venezia Professor Gasparri
Lei sa bene che la legge citata e' ampiamente disattesa nelle varie sedi della Facolta' da studenti, docenti e personale tecnico -amministrativo.E' frequentissimo vedere persone che si accendono la sigaretta nella certezza dell'impunita',e' impossibile vedere un membro del personale effettuare un controllo,e' una chimera vedere applicare le multe.
Nella sede del Diploma Universitario in Tecniche Artistiche e dello Spettacolo,dove sto attualmente frequentando un corso, si' e' deciso di incoraggiare a tal punto i fumatori da mettere dei cestini per la carta con l'apposito spazio con la scritta "portacenere".In questa sede non solo gli studenti mi intossicano continuamente, ma anche la segretaria fuma abitualmente nel suo ufficio,un luogo di lavoro aperto al pubblico.
Le chiedo di informarmi chi sono i soggetti, in ciascuna sede e dipartimento della facolta', cui spetta vigilare sull'osservanza della legge,a chi spetta applicare le multe e quante multe sono state comminate fino ad oggi.
Le chiedo di far applicare la legge in ogni sua parte.
- Rettore dell'Universita' "Ca' Foscari" di Venezia Professor Rispoli
Lei non puo' ignorare che la citata legge e' continuamente violata non solo a Lettere, ma anche nelle altre Facolta' dell'Ateneo(ne ho avuto svariate prove,ad esempio, nelle mie visite al Dipartimento di Scienze Economiche) e non puo' non intervenire.
Non vorrei ricevere risposte del tipo "e' difficile fare controlli,il problema si risolve solo con l'educazione delle persone...", c'e' una legge a tutela della mia salute ed esigo che venga puntualmente rispettata.
- Prefetto di Venezia - Dott. Leuzzi
(in riferimento alla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 14/12/1995) Le chiedo di informarmi sul seguente punto : " a cura dei Prefetti saranno rilevati i dati in merito all'osservanza nelle diverse amministrazioni, delle norme sul divieto di fumare e sul numero delle infrazioni annualmente contestate; i dati sono comunicati al ministro della Sanita' che ne riferisce in Parlamento. "
Le chiedo cioe' di comunicarmi i dati indicati; ritengo che poiche' questi dati vengono riferiti al Parlamento siano pubblici.
Le chiedo se e' a conoscenza della palese e continua violazione della legge all'Universita' "Ca' Foscari" di Venezia e come intende intervenire.
Distinti Saluti."
Chiediamo che i dati personali siano trattati con riservatezza.
Chiediamo i seguenti interventi:
- alle organizzazioni di non-fumatori, agli iscritti alla lista "non-fumatori", alla Sitab, chiediamo di indagare e di informarci sulle situazioni da noi descritte, e di intraprendere azioni a supporto nostro e dei non-fumatori. Chiediamo di adoperarsi per il legittimo diritto di respirare aria pulita e senza fumo.
- al Codacons - in particolare all' Avv. (…) chiediamo di valutare la situazione e la fattibilita' di ulteriori procedimenti nei confronti dei responsabili, soprattutto se perdurasse lo stato di assoluta mancata applicazione delle Leggi descritte; chiediamo una azione a supporto nostro e dei non-fumatori.
- alla redazione di "Mi manda RaiTre" denunciamo questa palese e quotidiana violazione dei diritti delle persone sottolineando, come e' d'uso durante il programma, che qui non stiamo chiedendo un favore ma pretendendo un diritto. Chiediamo di dare uno spazio a questo problema.
- ai media chiediamo di informare in maniera adeguata e corretta sul problema del fumo passivo, poiche' si tratta di una situazione generalizzata; chiediamo ai Direttori delle testate di dare adeguato risalto ai problemi di chi non vuole respirare il fumo altrui, dal momento che i non fumatori hanno la precedenza sui "problemi" dei fumatori (si vedano allo scopo i riferimenti citati). Chiediamo di informare sul disegno Veronesi e di fare campagne per sollecitarne l'approvazione: con tale disegno il Ministro della Sanita' fa soltanto il suo dovere: tutelare la salute delle persone; il fumo passivo procura fastidi e danni oggettivi ed e' assolutamente normale che intervenga il Ministro.
Il suo non e' un disegno proibizionista perche' i fumatori potranno comunque assumere la loro dose di nicotina, visto che i luoghi aperti in Italia non mancano. E in ogni caso, di fumo si muore, ma di non-fumo non e' mai morto nessuno.

Risposta ADUC
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