Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 gennaio 2001
Domanda 4 gennaio 2001
Sono residente in Asti e vivo in un appartamento di mia proprieta'.
Sono anche in possesso di un piccolo fabbricato, situato in localita' San Grato di Sessant, in provincia di Asti, ricevuto in eredita' dal marito deceduto il 30 maggio 1986.
Da tale data, il suddetto fabbricato, che in precedenza era stato utilizzato per brevi soggiorni estivi, e' rimasto disabitato e vuoto, perche', per me e mio figlio, allora ancora bambino, era troppo penoso ritornarvi.
Dopo diversi anni, e precisamente nell'estate del 1999, abbiamo deciso di risanarlo e vi abbiamo fatto eseguire alcuni lavori di ristrutturazione e, successivamente, l'abbiamo arredato.
Ora mi e' pervenuto dal Comune di Asti, Gestione Eco-finanziaria, settore tributi, un avviso di pagamento riguardante lo smaltimento rifiuti solidi urbani del fabbricato in questione, a partire dall'anno 1996 sino al 1999, per un ammontare di L.2.082.000 (comprese le sanzioni), visto decreto legislativo 15/11/93 n.507 e succ. modificazioni.
L'avviso riporta: "Imponibile riscontrato da tecnici inviati dal comune il 22/5/98, stima induttiva ottenuta comparando alloggi simili i da misure perimetrali ripetute per piano ridotte del 10%."
Quest'atto e' stato notificato con la seguente motivazione: "Da un controllo effettuato in collaborazione con la ditta Cogest S.p.A. non ci risulta alcuna denuncia relativamente alla tassa smaltimento rifiuti solidi urbani per locali da lei occupati".
Ribadisco che tali locali non sono stati occupati ne' da me ne' da alcun altro per gli anni di cui mi viene chiesto il pagamento della tassa; inoltre nessuno mi ha chiesto il permesso di effettuare le misurazioni a cui si riferiscono, e dunque nessuno e' entrato in casa (cosa che avrebbe chiaramente dimostrato che la casa era disabitata). Poiche' e' possibile presentare un ricorso, vorrei sapere come muovermi e se ho qualche speranza di non pagare una tassa che ritengo veramente ingiusta.

Risposta ADUC
Purtroppo, lei ha torto, per lo meno nel momento in cui sostiene di non dover pagare la Tarsu: al massimo, avrebbe potuto chiedere le riduzioni probabilmente previste da specifiche delibere comunali, oppure dichiararne l'inagibilita' e renderla non piu' abitabile. Non avendolo fatto, e' tenuta al pagamento. La contestazione puo' essere, eventualmente, sull'importo, se le misure attribuite fossero errate.
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